QUALCOSA STA CAMBIANDO IN VATICANO - L’ABBRACCIO DI BERGOGLIO ALLE COPPIE CONVIVENTI: “SIANO ACCOLTE CON CORDIALITA’” - AI CATTOLICI: “IMPEGNATEVI IN POLITICA…”

1-L'INVITO DI PAPA FRANCESCO AI CATTOLICI: "IMMISCHIATEVI IN POLITICA, DATE IL MEGLIO"
Marco Ansaldo per "La Repubblica"

«I cittadini non possono disinteressarsi della politica». E, soprattutto, «un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare». Sono stati finora rari gli accenni del nuovo Papa al mondo della politica.

Solo qualche tempo dopo la sua elezione, ad esempio, Francesco aveva detto che lo spazio dei rapporti fra la Chiesa e l'ambiente politico italiano sarebbero tornati ad essere gestiti dalla Cei, togliendoli così di fatto dalle mani della Segreteria di Stato, chiamata ora a operare più con l'estero.

Ieri Jorge Mario Bergoglio ha affrontato di nuovo l'argomento, nell'omelia di prima mattina pronunciata in Vaticano nella Casa Santa Marta, ma mettendosi dalla parte dei fedeli. «Nessuno di noi può dire "ma io non c'entro in questo, loro governano...". No, io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come posso.

La politica - ha spiegato il Pontefice argentino, richiamandosi alla dottrina sociale della Chiesa - è una delle forme più alte della carità, perché è servire il bene comune. Io non posso lavarmi le mani, tutti dobbiamo dare qualcosa. C'è l'abitudine di dire solo male dei governanti e fare chiacchiere sulle cose che non vanno bene: senti il servizio della tv e bastonano, bastonano; leggi il giornale e bastonano».

Ha osservato allora Francesco: «Se tante volte abbiamo sentito dire che "un buon cattolico non si immischia in politica", questo non è vero, quella non è una buona strada». Dunque, ha concluso il Pontefice, «diamo il meglio di noi, idee, suggerimenti, ma soprattutto la preghiera: preghiamo per i governanti, perché ci governino bene, perché portino la nostra patria, la nostra nazione avanti e anche il mondo».

In mattinata, nella basilica di San Giovanni in Laterano, di fronte al clero di Roma il Papa ha poi affrontato un tema di forte impatto: le coppie di conviventi, i divorziati risposati in seconde nozze, i matrimoni annullati dalla Chiesa. Non ha annunciato rivoluzioni dottrinali. Ha invitato però i sacerdoti ad avere un atteggiamento di «accoglienza» nei confronti dei fedeli in difficoltà, pur nella «verità» del Vangelo.

Una questione, quella dei divorziati risposati, che interessa una larga fetta di persone, tanto i cattolici quanto i laici. E Francesco, dando il segno di cogliere bene l'importanza dell'argomento, ha annunciato che il tema verrà addirittura trattato nella riunione degli otto cardinali suoi consiglieri dal 1 al 3 ottobre, e nel prossimo Sinodo dei vescovi.


2-«ACCOGLIETE LE COPPIE CONVIVENTI» IL PAPA E LA REGOLA DELLA CORDIALITÀ

Gian Guido Vecchi per "Corriere della Sera"

La centralità della misericordia, l'idea che la «verità non si esaurisce nella definizione dogmatica» ma «si inserisce nell'amore e nella pienezza di Dio». Papa Francesco incontra i preti di Roma e chiede a loro e alla Chiesa - una Chiesa «che non crolla» perché «la santità è più grande degli scandali» - di mostrare «il volto dell'accoglienza», un'«accoglienza cordiale» in particolare nei confronti delle «coppie conviventi».

Il ragionamento del pontefice è sottile, non si tratta di essere rigidi né di manica larga, dice, perché ambedue gli atteggiamenti non sono misericordiosi: si tratta di «dire sempre la verità», sapendo però che l'aspetto «dogmatico» e «morale» sono «sempre accompagnati dall'amore di Dio».

Già durante il viaggio in Brasile, a fine luglio, Francesco aveva invitato a cambiare «atteggiamenti» e si era chiesto, considerata la gente che scappa dalla Chiesa come i discepoli in cammino verso Emmaus: «Siamo ancora una Chiesa capace di scaldare il cuore?». La Chiesa «aperta» e «vicina» di Bergoglio non deve escludere nessuno.

Così il prete misericordioso, spiega il Papa ai sacerdoti della sua diocesi nella Basilica di San Giovanni, è quello che «dice la verità» ma poi aggiunge: «Non spaventarti, il Dio buono ci aspetta, andiamo assieme». Che «accompagna» le persone come Gesù, nell'episodio evangelico di Emmaus, i due discepoli smarriti.

Nel rispondere alla domande dei sacerdoti, del resto, Francesco è tornato anche sulla questione dei divorziati e risposati esclusi dai sacramenti: e ha confermato che del tema si occuperanno sia il «gruppo di consiglio» degli otto cardinali a inizio ottobre sia il prossimo Sinodo dei vescovi.

Un problema che «non si può ridurre solo» alla questione «se si possa fare o non la comunione»: significa «non capire quale è il vero problema, un problema grave di responsabilità della Chiesa nei riguardi delle famiglie che vivono in questa situazione». Questa «è una vera periferia esistenziale», ha scandito il Papa: una di quelle «periferie» verso le quali deve andare la Chiesa.

Ma c'è di più: Francesco ha detto che bisogna «trovare un'altra strada, nella giustizia», ha ricordato come per lo stesso Benedetto XVI fosse «un problema grave» e aggiunto che la Chiesa «in questo momento deve fare qualcosa per risolvere i problemi delle nullità matrimoniali». Significa che Bergoglio sta pensando alla stessa soluzione su cui Ratzinger aveva invitato a riflettere: la possibilità di annullare il primo matrimonio per «mancanza» o «carenza» di fede dei coniugi e mettere così in regola le «seconde unioni».

Ma l'«accoglienza cordiale» riguarda tutti, Francesco parla con sarcasmo di chi in una parrocchia è più preoccupato a chiedere soldi per un certificato che al sacramento, «se la gente vede un interessamento economico, si allontana». Del resto la vicinanza del Papa è anche verso i suoi preti: Francesco ha parlato della «fatica del cuore» dei sacerdoti, quando «il prete si interroga sulla sua esistenza, guarda indietro» e pensa alle rinunce, ai «figli che non ha avuto», si chiede se la sua vita «è fallita». È allora, quando si sperimenta «il buio dell'anima», ha consigliato, che si deve pregare: «Fino ad addormentarsi davanti al Tabernacolo, ma stare lì».

 

BERTONE-BERGOGLIOBERGOGLIO CON SCIARPA GAYIL PAPA BENEDICE LA FOLLA ALLA FINE DELLA GIORNATA MODIALE DELLA GIOVENT IN BRASILE GLI AGENTI DELLA SICUREZZA CIRCONDANO LA PAPAMOBILE A COPACABANA IL PAPA NELLA FAVELA DI VARGINHA papa bergoglio in brasile PAPA BERGOGLIO A RIO DE JANEIRO PAPA BERGOGLIO A RIO DE JANEIRO VESPA BERTONE

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