QUANTI DANNI HA FATTO IL GOVERNO DEI “TECNICI” - LA FUSIONE CON L’INPDAP VOLUTA DA MONTI HA PORTATO IN DOTE ALL’INPS 17 MILIARDI DI ROSSO

Nino Sunseri per "Libero"

Dopo l'allarme del presidente Antonio Mastrapasqua arriva la scomunica della Corte dei Conti: nei conti dell'Inps c'è un buco patrimoniale e finanziario. Significa, in poche parole che la spesa per le pensioni supera il valore dei contributi incassati annualmente. In prospettiva la situazione è destinata a peggiorare. Il Pil che cala e la disoccupazione crescente fra i giovani (ormai al 40%) appassisce il flusso di nuovi accantonamenti.

Viceversa aumentano le esigenze assistenziali: dalle pensioni di invalidità (sulle quali la Corte dei Conti chiede un faro forte di moralizzazione) alle erogazioni per cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali che l'avanzare della recessione rende sempre più costosi. Tanto più che il governo, non sapendo a quale santo rivolgersi, affida all'istituto, nuovi compiti e, soprattutto nuove spese.

Perché, come certificano i giudici contabili dopo aver esaminato il bilancio del 2012 chiuso con un disavanzo di nove miliardi, il cancro che ha colpito l'Inps si chiama Inpadp. La fusione con l'ente che pagava le pensioni agli statali ha avvelenato i bilanci dell'istituto che, per statuto doveva occuparsi solo dei lavoratori privati. L'operazione, dal governo Monti, era stata presentata come un esempio virtuoso di intervento sulla spesa pubblica.

Scompariva l'Inpadp e quindi niente più consiglio d'amministrazione, niente più direzione generale, niente più consulenze più o meno trasparenti. Insomma un esempio di austerità con il loden. In realtà era stato il gioco delle tre carte. Una maniera per trasferire sulla gestione dei privati le inefficienze e le furbizie del Tesoro. Lo Stato, infatti, non ha mai fatto accantonamenti nell'Inpadp.

L'ente era solo un recipiente che annualmente il Tesoro riempiva in funzione delle pensioni che doveva erogare. Negli ultimi anni il rifornimento era sempre più faticoso tanto da costringere gli amministratori dell'Inpadp a qualche acrobazia contabile per far quadrare in qualche modo i conti. Da ultimo, con Monti, la genialata: passiamo la patata bollente all'Inps. Adesso l'ente guidato da Antonio Mastrapasqua ha l'obbligo di pagare le pensioni a tutti i lavoratori: sia pubblici che privati. Solo che le imprese hanno versato le quote obbligatorie.

Lo Stato non lo ha fatto. Risultato: un bel buco nel bilancio. Certo fra una trentina d'anni la situazione dovrebbe migliorare: i ricchi assegni del retributivo vanno scomparendo con la loro dote ancorata all'ultimo stipendio. A sostituirli i magri trattamenti del contributivo che paga in funzione degli accantonamenti realmente effettuati. Con un problema in più, spiega la Corte dei Conti: considerando l'esiguità dei contributi derivanti da situazione lavorative molto fragili quale assegno riceveranno i semi-disoccupati di oggi?

Bella domanda che andrebbe rivolta alla signora Fornero e al preside Monti. In attesa della vecchiaia di povertà delle nuove generazioni c'è da affrontare il problema del disavanzo corrente dell'Inps. Che fare? Bella domanda. Con una premessa comunque: le pensioni non sono in discussione. A meno che lo Stato non fallisca è certo che ogni fine mese l'assegno verrà regolarmente liquidato. Il problema, casomai riguarda la gestione del "buco". In altre parole: che cosa farà il Tesoro per ripianare il disavanzo?

Le strade sono semplicemente due: o mettere la spesa a carico della fiscalità generale oppure accrescere i contributi. Qualunque sia la strada il punto d'arrivo non cambierà. A pagare saranno sempre i cittadini e i lavoratori. Sotto forma di tasse aggiuntive oppure di contributi più alti. Non è da escludere un mix fra queste due possibilità. D'altronde già adesso è stato annunciato che gli accantonamenti a carico di professionisti saliranno dal 27 al 33%.

Una possibilità contro cui si sta scatenando la rivolta delle partite Iva. È appena il caso di notare che la gestione separata dell'Inps è una delle poche contribuzioni attivo. Così come sono in attivo le casse dove affluiscono gli accantonamenti dei precari. Insomma sono i lavoratori meno garantiti che assicurano gli assegni ai contratti a tempo indeterminato e soprattutto agli statali il cui posto di lavoro, per legge, è intoccabile. Considerando l'esiguità delle prestazioni che riceveranno a fine carriera non c'è che dire: il sistema pensionistico italiano toglie ai poveri (di oggi e soprattutto di domani) per dare ai ricchi.

 

Mario Monti Elsa Fornero il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx Alessia Ferruccio e Vittorio GrilliMastrapasqua Antonio Giarda e Giampaolino luigi giampaolino

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…