berlusconi salvini

QUANTO DURERANNO I DUE FORNI DI SALVINI? DIPENDE DA BERLUSCONI - LA TENUTA DEL GOVERNO È LEGATA INDISSOLUBILMENTE ALLA FORZA RESIDUALE DI SILVIONE - SALVINI CON IL CENTRODESTRA CONTINUA A VINCERE ELEZIONI REGIONALI, MA ANCORA NON PUÒ FARE A MENO DELL’ALLEANZA CON “FARSA ITALIA”: FINCHÉ C’È IL CAV, IL “CAPITONE” NON PUÒ PRENDERSI PALAZZO CHIGI ED È COSTRETTO A RIMANERE CON DI MAIO...

Francesco Verderami per il "Corriere della Sera”

berlusconi salvini

 

Per quanto possa apparire paradossale, le sorti della coalizione gialloverde e della legislatura non sono legate all' ormai logoro rapporto tra Di Maio e Salvini, ma alla forza politica residuale di Berlusconi. Se il leader della Lega voleva un' ulteriore prova, ieri il capo del Movimento gliel' ha data, sostenendo che «le Europee non incideranno sul governo».

 

salvini berlusconi

È stato un modo per far capire che - anche in caso di sconfitta nelle urne - i grillini non si lasceranno andare a gesti di reazione, non staccheranno la spina a Conte, non faranno un favore al Carroccio, su cui invece scaricano fin da oggi la responsabilità futura della scelta. Toccherà quindi a Salvini decidere se prolungare il «contratto» oppure stracciarlo. Ed è vero che il titolare dell' Interno continua a smentire l' ipotesi della rottura, ma è anche vero che i ripetuti voti regionali evidenziano un progressivo e rapido cambiamento dei rapporti di forza nel Paese.

 

GIUSEPPE CONTE PINOCCHIO IN MEZZO AL GATTO (LUIGI DI MAIO) E LA VOLPE (MATTEO SALVINI) MURALE BY TVBOY

E qui entra in ballo Berlusconi. Sebbene un autorevole dirigente azzurro dica che «il partito viene ormai vissuto come una forza senza futuro», e sul territorio si assista a «un quotidiano smottamento di classe dirigente», l' ex premier resiste. Anche in Basilicata, nonostante il netto successo della Lega e l' avanzata di Fratelli d' Italia, le percentuali testimoniano la sua resilienza. Niente di più, certo.

 

Ma agli occhi di Salvini, il Cavaliere si è ormai trasformato in una sorta di torre di Pisa della politica, che rimanendo in bilico senza cadere gli impedisce di assestare l' ultimo colpo di piccone all' antica struttura. Perciò, vista la situazione, il segretario leghista sta tenendo in piedi l' attuale quadro di governo, se non fosse che - come gli ha spiegato la Meloni - «questo gioco non potrà durare all' infinito».

 

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI

È chiaro allora che i giochi alle Europee si faranno su Berlusconi, ma non è ancora chiaro se Berlusconi sarà della partita. La sua candidatura infatti - per quanto annunciata - non è scontata, e in famiglia come nel partito si discute in queste ore sull' opportunità di farlo avventurare in una campagna elettorale fisicamente impegnativa, resa ancor più faticosa dal meccanismo delle preferenze. Le riserve sono legate soprattutto allo stato di salute dell' ex premier: perdura la convalescenza dopo l' ultimo ricovero. È in questo contesto che Forza Italia si prepara al voto di maggio, dove sosterrà lo stress-test decisivo: sotto la soglia del 10% ciò che resta del vecchio edificio cederebbe.

 

salvini berlusconi

I ripetuti attacchi del governatore ligure Toti nei riguardi di un partito che «sta scivolando verso l' irrilevanza» danno l' idea che si stia lavorando ad un cambio radicale della coalizione e dei suoi attori protagonisti. Bisognerà attendere il risultato per sapere se il capo del Carroccio avrà avuto ragione. In tal caso - secondo il diccì Rotondi - lo schema del leader leghista prevederebbe per gli alleati «solo posti in piedi, assicurati a pochi, assoggettati al suo simbolo e senza la concessione di apparentamenti»: l' alleanza servirebbe insomma come uno schermo dietro cui strutturare il partito unico salviniano.

 

SALVINI BERLUSCONI

Berlusconi resiste a questa deriva, non a caso ieri - per festeggiare la vittoria in Basilicata - ha rivendicato il ruolo «moderato» di Forza Italia nella coalizione. Anche se alla parola «centrodestra» ormai ogni leader dell' alleanza attribuisce un significato diverso, che cela una diversa prospettiva. E non c' è dubbio che Salvini abbia un vantaggio di posizionamento: persino il tira e molla sul candidato governatore in Piemonte fa parte del suo gioco. I successi regionali del centrodestra vincolano infatti gli altri partiti al rapporto con il Carroccio e tolgono opzioni alternative: anche solo in linea teorica, sarebbe infatti complicato rompere sul piano nazionale con la Lega, se sul territorio i propri dirigenti sono coinvolti con l' alleato maggiore nella gestione degli enti locali.

 

berlusconi salvini 1

Ma finché il Cavaliere continua ad essere la torre di Pisa della politica, il disegno di Salvini non può dispiegarsi. E la permanenza ai banchi del governo potrebbe alla lunga danneggiarlo. Finora le tensioni nel partito sono state gestite senza scosse esterne, ma per la prima volta ieri il leader del Carroccio le ha rese manifeste. Negandole: «Nella Lega sono tutti d' accordo con me. Vediamo chi si lamenta».

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO