regina elisabetta brexit

QUESTA È LA POST-VERITÀ! POLITICI ED ECONOMISTI AVEVANO PROFETIZZATO UNA CATASTROFE PER LA GRAN BRETAGNA DOPO LA “BREXIT” E INVECE L’ECONOMIA CRESCE! - IL PIL È CRESCIUTO DELLO 0,6% NEL TERZO TRIMESTRE E, NEGLI ULTIMI TRE MESI DELL’ANNO, GLI INDICATORI SULL’ATTIVITÀ DEI DIVERSI SETTORI FANNO PRESAGIRE UNA CRESCITA DELLO 0,5%

Ferdinando Giugliano per “la Repubblica”

 

BREXITBREXIT

Il Regno Unito non ha neppure avviato la procedura per uscire dall' Unione Europea, ma il voto che ha sancito "Brexit" continua a sortire effetti nell' establishment britannico. La forte tenuta dell' economia nei sei mesi dopo il referendum del 23 giugno sta provocando grande imbarazzo nella Banca d'Inghilterra, che aveva previsto una recessione in caso di vittoria del "Leave".

 

Giovedì, il capo economista Andrew Haldane ha accostato le analisi della banca centrale a quelle del meteorologo britannico Micheal Fish, che poche ore prima della "Grande Tempesta" del 1987 aveva detto sulla BBC che non ci sarebbero stati uragani.

 

michael gove boris johnsonmichael gove boris johnson

Nel caso britannico, nonostante le previsioni buie della maggior parte degli esperti, sull' economia ha continuato a splendere il sole. Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,6% nel terzo trimestre e, negli ultimi tre mesi dell' anno, gli indicatori sull' attività dei diversi settori fanno presagire una crescita dello 0,5%.

 

Sulla base di queste ed altre previsioni, il quotidiano Times si è spinto fino a titolare in prima pagina che la Gran Bretagna dopo la "Brexit" si è dimostrata l' economia migliore del G7. Ma se è vero che la Banca d' Inghilterra e molti altri economisti devono riflettere sui loro errori, l' entusiasmo del Times sembra eccessivo - se non altro perchè la Brexit non è ancora avvenuta. Lo stesso Haldane ha detto ieri che la Banca d' Inghilterra continua a immaginare un forte rallentamento per la Gran Bretagna, anche se avverrà più tardi di quanto previsto inizialmente.

 

david cameron   david cameron

La tenuta dell' economia britannica è legata principalmente all' entusiasmo dei consumatori, che si sono mostrati imperturbabili rispetto alla vittoria del "Leave". Nel terzo trimestre i consumi sono cresciuti dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti, in linea con i primi sei mesi dell' anno.

 

Per gli analisti, questa reslienza si spiega in due modi: "la maggior parte dei votanti ha ottenuto quello che voleva, e i sondaggi prima del voto avevano già suggerito che la maggioranza delle persone riteneva che la Brexit non avrebbe avuto un grosso impatto sulla propria condizione finanziaria," ha scritto la società di consulenza Capital Economics in una nota di ricerca.

brexit boris johnsonbrexit boris johnson

 

Anche gli investimenti sono andati meglio del previsto, aumentando dello 0.4% nel terzo trimestre. Gli economisti ricordano come le aziende abbiano preso molte di queste decisioni di spesa nei mesi prima del referendum, quando si immaginava una vittoria del "Remain". Tuttavia, anche nei mesi successivi al voto, le intenzioni di acquisto di nuovi macchinari e impianti sono decelerate, ma in maniera contenuta.

regina elisabetta brexitregina elisabetta brexit

 

Paradossalmente, la spinta minore alla crescita britannica sta venendo dalle esportazioni, che pure dovrebbero beneficiare del recente crollo della sterlina. Gli esportatori sembrano non aver abbassato i prezzi all' estero per guadagnare quote di mercato, preferendo invece aumentare i margini di profitto.

 

Più in generale, è evidente che gli economisti avevano sovrastimato gli effetti che l' incertezza sui rapporti futuri tra Gran Bretagna e UE avrebbe avuto sulle decisioni immediate di aziende e consumatori. La rapida risoluzione della crisi politica innescata dalle dimissioni del premier David Cameron con l' arrivo del governo di Theresa May e la decisione della Banca d' Inghilterra di tagliare i tassi d' interesse e far ripartire gli acquisti di titoli di stato ad agosto hanno invece contribuito a sostenere la crescita.

 

anziani pro brexitanziani pro brexit

Non è detto, comunque, che quest' ottimismo sia destinato a durare. I dati più preoccupanti vengono proprio dai consumi, che stanno crescendo nonostante un forte calo nel potere d' acquisto. Il reddito disponibile dei britannici è sceso dello 0,6% nel terzo trimestre, a causa della crescita dell' inflazione spinta in alto dal calo della sterlina che fa costare di più i prodotti importati. Per ora, i britannici hanno deciso di risparmiare di meno e indebitarsi di più, ma non è chiaro dunque quanto questo possa continuare, in assenza di un rafforzamento della crescita degli stipendi.

 

L' altro grande problema riguarda le decisioni delle aziende. May ha promesso di attivare l' articolo 50 dei Trattati, che fa partire i due anni per negoziare le condizioni di uscita, entro la fine di marzo. A quel punto comincerà a diventare chiaro se a prevalere sarà l' ala dura, guidata dal ministro degli esteri Boris Johnson, che è disposta ad uscire dal mercato comune europeo, o quella morbida, del cancelliere dello scacchiere Philip Hammond, che vuole restarci.

brexit  brexit

 

Alla finestra ci sono prima di tutto le banche della City, per cui è vitale mantenere il cosiddetto "passport" che permette loro di operare da Londra in tutta l' Ue. La sterlina, che rimane debole nonostante i dati economici positivi, sembra indicare che gli investitori continuano a temere consequenze negative dalla "Brexit". Ma come hanno insegnato questi mesi, il futuro è davvero difficile da predire. Solo il tempo saprà dire se Haldane e i suoi colleghi economisti avevano sbagliato soltanto l' orizzonte delle loro previsioni, oppure proprio la sostanza.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?