matteo renzi tiziano laura bovoli

RENZI CHE AVEVA APPENA DETTO ''CI SARÀ DA DIVERTIRSI CON LE INCHIESTE SULLA LEGA'', SI RITROVA LA QUINTA INDAGINE SULLA FAMIGLIA E I PASTICCI SOCIETARI DI SORELLE E GENITORI - I PM SCRIVONO ALLE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE: ''SE NON DENUNCIATE I CONTICINI'' (COGNATI DI RENZI) ''NON RIAVRETE I MILIONI. LA LEGGE È CAMBIATA''. E L'HA CAMBIATA IL PD! - I SOLDI CHE DOVEVANO ANDARE AI BIMBI AFRICANI AVREBBERO INVECE FINANZIATO LE TRABALLANTI SOCIETÀ DEI RENZI, E DUE MILIONI SONO FINITI IN UN IMMOBILE IN PORTOGALLO. CONTICINI HA INVESTITO ANCHE NELLA EVENTI 6, CHE ASSUNSE MATTEO SUBITO PRIMA DELLA DISCESA IN POLITICA COSI' DA FAR VERSARE (A PROVINCIA E COMUNE) I SUOI CONTRIBUTI

1. I PM SCRIVONO ALL' UNICEF: DENUNCIATE I PARENTI DI RENZI O NON POTRETE AVERE I SOLDI

Fiorenza Sarzanini per il ''Corriere della Sera''

 

 

MATILDE RENZI E ANDREA CONTICINI

 La richiesta di rogatoria è partita tre giorni fa. Si tratta di un vero e proprio avviso alle organizzazioni umanitarie che avevano donato alla società di Alessandro Conticini denaro da destinare ai bimbi africani. L' uomo è accusato di appropriazione indebita con il fratello Luca, mentre il terzo fratello Andrea, cognato di Matteo Renzi perché marito di sua sorella Matilde, deve rispondere del reimpiego illecito di capitali. Il messaggio dei magistrati di Firenze alle organizzazioni internazionali è chiaro: «In Italia la legge è cambiata, se non presenterete una denuncia non potremo proseguire l' inchiesta per appropriazione indebita. E dunque non avrete alcuna possibilità di reclamare i soldi elargiti».

 

UNICEF.

Sono 10 milioni di dollari versati tra il 2008 e il 2013 per sostenere progetti in favore dell' infanzia in difficoltà. Di questi, 6 milioni e 600 mila dollari sarebbero però finiti sui conti personali degli imprenditori, e in parte anche nelle casse della «Eventi6», società amministrata dalla mamma di Renzi, Tiziana Bovoli.

 

L' ex premier dichiara con una nota di voler «procedere in sede civile e penale contro chiunque accosti il suo nome a una vicenda giudiziaria che riguarderebbe un fratello del marito di una sorella di Renzi». Due giorni fa era stato proprio lui ad annunciare con un video su Facebook la fine dell' attuale governo perché «ci sarà da divertirsi con le inchieste sui fondi della Lega a Genova e sull' attacco via Twitter al presidente Mattarella».

MATTEO RENZI TIZIANO

 

Adesso Renzi dice che «i processi si fanno in aula, non sui media. Al termine del processo si fanno le sentenze. E le sentenze si rispettano. Anche quelle sui risarcimenti».

La rogatoria alle autorità statunitensi ha come destinatari «l' Unicef, fondo delle Nazioni Unite per l' Infanzia; la Fondazione Pulitzer» e sei associazioni australiane e statunitensi che avevano elargito alla "Play Therapy Africa Limited" e ad altre due organizzazioni no profit di Alessandro Conticini, che è stato per anni direttore Unicef di Addis Abeba e poi è rientrato in Italia.

 

Tutte queste organizzazioni internazionali sono informate dell' inchiesta avviata a Firenze dai magistrati coordinati dal procuratore Giuseppe Creazzo e nei mesi scorsi hanno messo a disposizione i propri bilanci proprio per consentire agli investigatori di ricostruire il percorso dei soldi. Gli amministratori non sono però informati che per procedere dovranno presentare formale denuncia - dopo la riforma varata lo scorso aprile dall' allora ministro Andrea Orlando - e per questo si è deciso di trasmettere formale avviso. Altrimenti si dovrà procedere solo per riciclaggio e reimpiego illecito di fondi.

tiziano renzi e laura bovoli

 

I pubblici ministeri hanno già rintracciato le somme e accusano Andrea Conticini di aver «agito come procuratore speciale del fratello» Alessandro: «Impiegava parte del denaro provento del delitto in attività economiche, procedendo all' acquisto di partecipazioni societarie e all' esecuzione di finanziamenti in conto soci» prelevando 267 mila e 800 euro dai conti e dividendoli così: alla «Eventi6» di Rignano - finita in un' altra indagine per false fatturazioni dove sono indagati la madre e il padre di Renzi - 133.900 euro nel 2011; alla Quality Press Italia, 129.900 euro; alla Dot Media di Firenze, 4.000 euro. I fratelli Alessandro e Luca avrebbero invece reimpiegato il resto tra l' altro con un «investimento immobiliare in Portogallo» da quasi 2 milioni di euro.

 

 

2. RENZI «LANCIA» I PM CONTRO IL GOVERNO MA SULLA SUA FAMIGLIA CI SONO 5 INDAGINI

Maurizio Belpietro per ''la Verità''

 

Nel giorno in cui l' esecutivo di Giuseppe Conte ha messo a tema la cancellazione della misura più simbolica del suo governo, ovvero gli 80 euro, Matteo Renzi ha pensato bene di farsi vivo via Facebook, interrompendo per qualche ora il suo secondo lavoro di conferenziere e presentatore tv. Nell' intervento online, il fu segretario del Pd ha invitato i sostenitori a tenersi pronti, perché presto verrà l' ora di riprendersi Palazzo Chigi. Da che gli viene tanta sicurezza?

 

Dalla convinzione che presto la maggioranza gialloblù cadrà per mano giudiziaria, spazzata via dalle inchieste sui soldi della Lega e sugli attentatori di Sergio Mattarella che, come ha dimostrato ieri La Verità, sono alcuni pericolosi pensionati.

BENEDETTA RENZI SORELLA DI MATTEO

 

Aprendo il capitolo delle inchieste che pesano sul governo, l' ex premier dimostra di saperla lunga e di avere ancora informatori pronti a passargli indiscrezioni di prima mano sulle indagini in corso. Del resto, quello di avere le mani in pasta con i servizi segreti, la cyber sicurezza e le forze dell' ordine è sempre stato un suo pallino, prova ne sia che sin dal principio, dopo essere diventato capo del governo, ha voluto rimuovere i vertici di ogni apparato dello Stato per installarvi uomini di fiducia.

 

Il fatto che Renzi sia ben informato, e disponga di notizie di prima mano sugli accertamenti della magistratura, contrasta però con il silenzio cui lo stesso ex premier si attiene quando le vicende riguardano il suo entourage. Infatti, mentre l' ex segretario è loquace sui fatti degli altri, tace su un' inchiesta della Procura di Firenze che avrebbe accertato come 6,6 milioni di dollari destinati ai bambini africani siano finiti inspiegabilmente nelle tasche di alcune società della sua famiglia.

 

L' indagine risale al 2016 e venne raccontata nel libro I segreti di Renzi, scritto a sei mani da Giacomo Amadori, Francesco Borgonovo e dal sottoscritto.

Tuttavia per un paio d' anni di questa inchiesta si persero le tracce, quasi che a nessuno importasse qualche cosa di milioni raccolti per aiutare bambini malati e misteriosamente scomparsi dai libri contabili di alcune società dell' Unicef per poi riapparire dalle parti di Firenze, usati per sostenere le aziende della famiglia dell' ex segretario del Pd. La Procura aveva indagato il cognato di Renzi, Andrea Conticini e i suoi fratelli, ma, come detto, gli accertamenti partiti da una segnalazione della Banca d' Italia sembravano finiti su un binario morto.

BENEDETTA RENZI SORELLA DI MATTEO

 

Ora invece il colpo di scena. I pm, dopo aver atteso invano una deposizione degli indagati, avrebbero trovato il bandolo della matassa, scoprendo che i soldi - 6,6 milioni di dollari - oltre che finanziare le aziende del papà e della mamma di Renzi sarebbero serviti per comprare una proprietà in Portogallo.

 

Non è finita. Al sempre ben informato ex presidente del Consiglio dev' essere sfuggita un' altra notizia che lo riguarda da vicino. Forse ricorderete la strana faccenda che coinvolge un imprenditore in affari con il padre dell' ex premier e il pm che lo indagava. Luigi Dagostino, questo il nome del socio di babbo Renzi, lo stesso che il fu segretario del Pd, parlando al telefono con il padre, definì un personaggio da vomito, vergognandosi dunque per le frequentazioni del genitore, non solo grazie a papà Tiziano fece visita almeno un paio di volte a Luca Lotti, portandosi appresso il magistrato che avrebbe dovuto indagarlo per fatture false, ma quando Renzi era a Palazzo Chigi si recò dal presidente del Consiglio per offrirgli vestiti su misura. Certo non è un reato incontrare un sarto per farsi fare abiti alla moda, ma se davvero l' ex premier pensava che Dagostino facesse vomitare, tanto da dirlo al padre in una telefonata intercettata dai pm quando scoppiò il caso Consip, perché incontrò l' imprenditore?

 

luigi dagostino

Davvero, come sembrò al momento sentendo la conversazione tra lui e il papà, Renzi non conosceva Dagostino, ossia colui che poi finirà indagato insieme ai genitori per fatture false? E se Dagostino frequentò Palazzo Chigi, non solo gli uffici di Lotti, ma anche quelli di Renzi, la telefonata con il babbo era forse una messinscena per pm e giornalisti? Cioè, l' ex segretario stava recitando prendendo le distanze dall' imprenditore che poi inguaierà il babbo? C' è poi un' altra domanda che mi frulla in testa.

 

Ma quando si è messo davanti alla telecamera per la diretta Facebook, il fu presidente del Consiglio sapeva degli sviluppi dell' inchiesta che riguardavano il cognato e le aziende di famiglia? E se sapeva, parlando delle indagini che potrebbero coinvolgere l' attuale maggioranza, stava forse cercando di distrarre l' attenzione dell' opinione pubblica, sparando per primo nella speranza di schivare i colpi?

 

Comunque sia, non so se davvero il governo gialloblù dovrà fare i conti con le indagini della magistratura, ma certo Renzi deve fare i conti con indagini che riguardano tutto il Giglio magico che lo circonda. Attorno a lui sono in molti a dover rispondere alle domande del pm. Non solo il cognato, per la faccenda dei soldi sottratti a bimbi africani, ma anche mamma e papà, per una serie di fatture e fallimenti.

 

Poi c' è il suo braccio destro Luca Lotti, sospettato di aver spifferato le informazioni riservate sull' inchiesta Consip. Infine, del gruppo fa parte il padre del ministro Maria Elena Boschi, per il crac della banca di cui era vicepresidente. Tutto ciò consiglierebbe a chiunque di maneggiare con cura la materia giudiziaria e di badare bene prima di aprire bocca. Ma forse le sue sono sono mosse preventive. In fondo, chi spara per primo spara due volte. E forse fa conto di salvarsi.

 

 

3. FONDI "RENZIANI" TOLTI AI BIMBI. MA L' INDAGINE È A RISCHIO

Estratto dall'articolo di Andrea Giambartolomei per il ''Fatto Quotidiano''

 

 

(…)

lotti tiziano renzi

Di questi quasi 6,6 milioni sarebbero stati utilizzati in attività diverse, come un investimento immobiliare in Portogallo da quasi due milioni di euro. Tramite una nuova rogatoria i magistrati fiorentini che coordinano l' inchiesta della guardia di finanza, il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Giuseppina Mione, hanno chiesto a quelle organizzazioni se abbiano intenzione di denunciare la presunta appropriazione indebita. Senza denunce l' inchiesta cadrebbe nel vuoto.

 

(…) Nel luglio 2016 il Fatto Quotidiano aveva documentato come nel febbraio 2011 Andrea Conticini, per conto di Alessandro, avesse rilevato il 20 per cento della Chil Srl (il resto era suddiviso tra le due sorelle di Matteo Renzi, ciascuna con quote del 36 per cento, e il restante otto per cento alla madre, Laura Bovoli), il 20 per cento della Dot Media e il 30 per cento della Quality Press, due società fondate da Donnini e dalla moglie Lilian Mammoliti.

 

Come spiegato nel libro di Marco Lillo, Di padre in figlio (Paper First), in quel periodo del 2011 le cose non vanno molto bene dal punto di vista finanziario per la famiglia Renzi. Tiziano era alle prese con la restituzione del prestito concesso da una banca di Pontassieve e a mettere i soldi nel capitale della Chil è proprio Alessandro Conticini. Il fratello Andrea rappresenta Alessandro all' aumento di capitale fatto nel febbraio 2011. Quest' ultimo mette 60 mila euro nel capitale sociale. Per quanto riguarda le società di Donnini, quando quest' ultimo esce e cede le quote a Conticini, Dot Media fatturava 250 mila euro. Negli anni seguenti gli affari crescono superando il milione di euro.

ANDREA CONTICINI E MATILDE RENZI

 

Andrea Conticini spiegava così nel 2012 l' ingresso del fratello: "Aveva un po' di soldi da parte e ha deciso di investire nelle società. Purtroppo sta andando male. Comunque Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze, non ha mai speso parole in favore nostro". Il punto è diverso: la procura sospetta che quei soldi arrivino tramite le società di Conticini indirettamente e dopo giri strani dai fondi delle organizzazioni. Dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza, cominciati nel 2015, la casa di Matilde Renzi e Andrea Conticini viene perquisita nell' estate 2016, momento in cui viene formalizzata l' ipotesi di reato nei confronti dei tre fratelli di Castenaso (Bologna), assistiti da Federico Bagattini.

 

Da allora, però, dell' inchiesta emerge ben poco e i tre, convocati a giugno per un interrogatorio, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Avrebbe avuto qualcosa da rivelare ai pm Monika Jephcott, fondatrice di Play Therapy International, che nel 2010 lascia la Play Therapy Africa inviando una segnalazione alla sede dell' Unicef di New York sui metodi amministrativi di Conticini.

 

Raggiunta da Il Fatto due anni fa, Jephcott affermava: "Siamo in grado di mettere a disposizione dei pm di Firenze i documenti, le mail, le prove che pensiamo potrebbero essere utili per permettere loro di capire cosa sia successo con Play Therapy Africa Ltd. Quando e se ci verrà chiesto per vie ufficiali dai procuratori o dai giudici di Firenze parleremo con loro attraverso i nostri avvocati e, sempre attraverso canali ufficiali, daremo loro le mail, i documenti e elementi di prova che potrebbero essere utili, o almeno così speriamo e pensiamo".

 

Da fonti investigative si apprende che gli inquirenti l' avevano convocata, ma lei non si è presentata. Ieri Il Fatto Quotidiano ha cercato di contattare Jephcott, ma non ha ottenuto risposte.

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…