obama berlusconi putin renzi wikileaks valentini

RENZI FINGE DI ABBAIARE CONTRO L'AMERICA SPIONA: ''CHIEDEREMO INFORMAZIONI IN TUTTE LE SEDI'' SULLE INTERCETTAZIONI DEL BANANA NEL PERIODO 2008-2011, QUANDO CON IL FIDO VALENTINO VALENTINI INTRECCIAVA RAPPORTI PERICOLOSI CON PUTIN, LA RUSSIA E LE SUE FONTI ENERGETICHE, TRA AFFARI PER ENI E GASDOTTI SGRADITI AL FRONTE ATLANTICO

 

Paolo Gallori per www.repubblica.it

 

renzi    obamarenzi obama

"Ci accingiamo a chiedere informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali, sulla vicenda di Berlusconi". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi risponde così alle pressanti richieste di Forza Italia di fare chiarezza sulle intercettazioni di cui, come rivelato da Repubblica e L'Espresso sulla base dell'ennesimo flusso di file emerso dal caso Wikileaks, Berlusconi fu oggetto da parte dell'americana National Security Agency nel periodo 2008-2011.

 

Lo stesso Renzi preannuncia in Senato "una presa di posizione nelle prossime ore della Farnesina sulla vicenda". Infatti, quasi in contemporanea con l'annuncio del premier, dal Ministero degli Esteri parte la convocazione dell'ambasciatore degli Stati Uniti d'America in Italia, John Phillips, per "chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa".

 

putin berlusconi bushputin berlusconi bush

Berlusconi spiato dalla Nsa, soprattutto in quel 2011 che segnò la fine della sua premiership nei giorni dello spread alle stelle, della rottura col ministro Tremonti e delle lettere-diktat inviate al suo indirizzo dalla Bce. La notizia non poteva non innescare l'indignazione e la immediata reazione di Forza Italia.

 

I presidenti dei senatori e dei deputati azzurri, Paolo Romani e Renato Brunetta, chiedono un incontro urgente al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti, Marco Minniti "dopo le gravissime notizie pubblicate questa mattina da La Repubblica" e "sul caso cosiddetto Wikileaks, chiediamo inoltre che il governo, auspicabilmente nella persona del presidente del Consiglio Matteo Renzi, venga al più presto a riferire in Parlamento".

 

Minniti, che rivestiva l'incarico già nel 2013 quando, col governo Letta, dovette gestire sul fronte italiano la deflagrazione internazionale dell'Nsagate, dovrà riferire ancora una volta anche al Copasir, come preannuncia all'Ansa Giacomo Stucchi, presidente del Comitato parlamentare di controllo dei servizi, anch'egli in carica anche in quel torrido 2013: "Mi sembra doveroso sottoporre la questione all'attenzione del sottosegretario nella sua audizione prevista per dopodomani".

berlusconi putin valentino valentiniberlusconi putin valentino valentini

 

Il primo a rompere gli indugi dal partito dell'ex Cav è Romani. "Il governo italiano, a fronte di alcune nostre interrogazioni, ha sempre detto che si trattava di fatti non veri (fu il premier Enrico Letta a riferire di sicurezza nazionale e privacy dei cittadini italiani non compromesse, ndr). Ora mi sembra obbligatorio che l'esecutivo dia una risposta chiara.  D'altra parte quello che è accaduto in Germania (dove è stato accertato che lo stesso trattamento è stato riservato alla cancelliera Angela Merkel, ndr) non fa che avvalorare ciò che aveva anticipato Assange (il fondatore di Wikileaks, ndr)".

 

Poi è il capogruppo alla Camera, Brunetta, a premere sul presidente del Consiglio Matteo Renzi perché "si attivi sin da subito" anche "per l'ormai irrinunciabile istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del 2011 e sulla crisi borsistica-bancaria del 2015-2016".

berlusconi obamaberlusconi obama

 

La parola passa quindi a Nicolò Ghedini, lo storico legale di Berlusconi: "Al momento sono notizie di stampa, ma siamo pronti a effettuare una serie di verifiche. Valuteremo poi il da farsi e potremmo arrivare anche a presentare una denuncia".

 

Una denuncia o un esposto è quanto attende anche la Procura di Roma per aprire un procedimento sulla vicenda perché, spiegano da piazzale Clodio, non è sufficiente un articolo di stampa per poter avviare un'inchiesta. Denuncia alla Procura di Roma annunciata per domani dall'associazione Tribunale Dreyfus, secondo i cui legali si configura il reato di spionaggio politico.

 

Pierferdinando Casini, presidente della commissione Affari Esteri del Senato, pur considerando un fatto grave che Berlusconi fosse spiato, rileva come fosse anche prevedibile perché accaduto nel 2011 a tutti i principali leader europei. "Con gli americani è necessario essere chiari: gli amici non si intercettano e si devono rispettare" conclude Casini.

berlusconi hillary clintonberlusconi hillary clinton

 

Dai documenti analizzati da Repubblica e L'Espresso, risulta che la Nsa ha dedicato una sua unità d'élite, lo Special Collection Service, alla messa in piedi tra 2008 e 2011 di un autentico accerchiamento spionistico: assieme a Berlusconi erano intercettati su cellulari e utenze fisse alcuni collaboratori chiave dell'allora premier, come il consigliere personale per le relazioni internazionali Valentino Valentini, il consigliere per la sicurezza nazionale Bruno Archi, il rappresentante italiano presso la Nato Stefano Stefanini.

 

Tra gli "attenzionati" della Nsa anche l'allora consigliere diplomatico di palazzo Chigi, Marco Carnelos, che alla notizia irride l'intelligence americana su Twitter: "Oggi ho avuto conferma che sono stato tra i top target della Nsa. Come possono essere efficaci contro il terrorismo se sprecano il loro tempo con me?"

 

renzi     obamarenzi obama

Particolarmente "sensibile" il report che gli spioni americani presentano di un'intercettazione classificata come "top secret", in cui Valentini offre il suo resoconto del confronto tra Berlusconi, Merkel e il presidente francese Sarkozy del 22 ottobre 2011, a margine del Consiglio europeo di Bruxelles. Il giorno prima era andata in scena la celebre conferenza stampa congiunta durante la quale, a una domanda sulla loro fiducia in Berlusconi e nella tenuta dell'Italia, i leader di Germania e Francia avevano fatto precedere la loro risposta da un sorrisino complice e ironico.

 

L'incontro a tre, riportano gli agenti dell'Nsa, viene descritto da Valentini nei giorni successivi come "teso e molto duro verso il governo di Roma", con Merkel e Sarkozy che "non tolleravano scuse sull'attuale difficile situazione dell'Italia" e "facevano pressioni sul primo ministro affinché annunciasse forti e concrete misure e affinché le applicassero in modo da dimostrare che il suo governo è serio sul problema del debito (italiano)". Berlusconi rassegnerà le dimissioni il 12 novembre del 2011.

general keith alexander nsa index general keith alexander nsa index

 

Che anche l'Italia fosse stata posta sotto la lente della Nsa lo aveva ammesso la stessa agenzia nei primi giorni dell'ottobre del 2013, a Nsagate ormai pienamente deflagrato dopo il materiale trafugato e passato ai media dal consulente Edward Snowden. Una delegazione del Copasir, a Washington per ottenere chiarimenti sulle attività di "monitoraggio" svolto in Italia, era stata ricevuta dal vicedirettore dall'agenzia di intelligence, generale John Inglis.

nsa nsa

 

Pur ammettendo che le autorità italiane non erano state avvertite, Inglis aveva escluso che il programma Prism avesse rastrellato indiscriminatamente le comunicazioni dei cittadini italiani. Piuttosto, aveva sottolineato come la Nsa agisse a scopo di "prevenzione" - citando anche un presunto attentato sventato a Napoli - e come la raccolta non avvenisse operando entro i confini italiani: oggetto delle intercettazioni erano conversazioni e traffico dati generati in Italia ma transitati su "carrier" statunitensi o nella piena disponibilità americana.

 

he NSAs intelligence article A D DC x he NSAs intelligence article A D DC x

Ma già  a fine ottobre 2013 L'Espresso aveva raccontato, ancora grazie a Snowden e in particolare a un documento top secret della Nsa datato 2010, come l'Italia fosse l'unico Paese europeo insieme alla Germania ad avere sul proprio territorio due team dello Special Collection Service: uno a Roma e l'altro a Milano. E di come la Nsa spiasse le comunicazioni dell'ambasciata italiana a Washington e operasse la massiccia raccolta dei metadati degli italiani.

NSA NATIONAL SECURITY AGENCY INTERCETTA GLI AMERICANI NSA NATIONAL SECURITY AGENCY INTERCETTA GLI AMERICANI

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…