RENZI RAI-INCARTATO – IL POVERINO CERCA UN NUOVO GARIMBERTI, CHE FU ELETTO ALL’UNANIMITÀ, E LO CERCA DONNA – I DUBBI DEL PREMIER SU ANTONELLA MANSI, TROPPO VICINA AL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SQUINZI - IL NO DELLA PALOMBELLI

Lorenzo Salvia per il “Corriere della Sera

 

matteo renzi al g7matteo renzi al g7

I numeri del voto di ieri per i consiglieri d’amministrazione confermano che per trovare il nuovo numero uno della Rai l’accordo sarà tra Pd e Forza Italia, con l’inevitabile sostegno della galassia centrista. Per seguire il filo di quest’ultima puntata del toto presidente, dunque, conviene partire proprio da lì, da Silvio Berlusconi. L’ex Cavaliere ha messo sul tavolo una lista con tre nomi: Barbara Palombelli, Piero Ostellino e Antonio Catricalà.

 

A metà pomeriggio Palombelli — adesso in Mediaset dopo una lunga carriera giornalistica, moglie di Francesco Rutelli — sembrava il nome possibile per la grande convergenza. Ma ha declinato, allungando così quella lista del gran rifiuto, con nomi anche eccellenti, che fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile per una carica di questo peso. 

antonio catricalaantonio catricala


Ostellino è stato direttore del Corriere della Sera a metà degli anni 80, da pochi mesi scrive per il Giornale . Catricalà è stato ministro nel governo Monti e anche presidente dell’Antitrust, l’Autorità garante per la concorrenza. Ma sono due nomi che non sembrano convincere il Pd, tanto meno il presidente del Consiglio. E poi, nella complicata formula matematico-politica che deve portare al nome del presidente, da ieri è tornata una variabile che negli ultimi giorni era stata archiviata. Matteo Renzi vuole un presidente donna.

 

Per bilanciare non solo il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che, salvo clamorose sorprese, sembra destinato a un percorso senza scossoni e comunque senza voto in commissione di Vigilanza. Ma soprattutto per riequilibrare un consiglio d’amministrazione che, con una sola donna su sette componenti eletti, di rosa ha davvero molto poco. Da giorni circola il nome di Antonella Mansi, ex presidente della Fondazione Monte Paschi di Siena, e vice presidente di Confindustria. Silvio Berlusconi avrebbe dato il suo ok, superando anche le resistenze del suo partito, con Maurizio Gasparri che ieri l’ha bollata così: «Mi sembra faccia il banchiere e che abbia lavorato al Monte dei Paschi...».

Campo dallOrto Campo dallOrto

 

Ma, dopo aver seriamente considerato l’ipotesi, Renzi avrebbe fatto marcia indietro. Forse perché la Mansi è molto vicina a Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustria, con il quale i rapporti non sono mai stati facili. Resta il problema di trovare un candidato donna, dunque. Ma anche la necessità di trovare un nome che trovi un appoggio politico largo. O, meglio, che non abbia troppi nemici. 


Per questo i contatti sono in corso anche con gli altri gruppi che siedono in commissione di Vigilanza, dove il nuovo presidente dovrà contare su 27 voti. Ufficialmente il Movimento 5 Stelle spara a zero su una possibile intesa, con il presidente della commissione Roberto Fico che dà a Renzi «dell’emerito buffone» sui nomi scelti ieri per il cda. Ma dal Partito democratico hanno sondato pure loro, per vedere che effetto fanno altri nomi, che potrebbero trovare l’appoggio anche del centrodestra.

MATTEO RENZI E ANTONELLA MANSIMATTEO RENZI E ANTONELLA MANSI

 

Sono in ribasso le quotazioni di Franco Bernabè, l’ex amministratore delegato di Telecom. Mentre resta in piedi e anzi si rafforza la candidatura di Marcello Sorgi, ex direttore della Stampa e del Tg1 . Sono spuntati anche due nomi nuovi, come quello di Stefano Folli, notista politico della Repubblica ed ex direttore del Corriere della Sera , e anche di Enzo Iacopino, attuale presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti.

 

Nomi meno schierati, che potrebbero venire incontro alla richiesta arrivata dal centrodestra di trovare un «Garimberti moderato», ricordando il caso di Paolo Garimberti, eletto presidente nel 2009 all’unanimità durante l’ultimo governo Berlusconi. E che potrebbero trovare, se non il voto favorevole, almeno non le barricate da parte del Movimento 5 Stelle. 

enzo bettiza marcello sorgienzo bettiza marcello sorgi


Nella stessa categoria rientra un altro nome, quello di Paolo Ruffini, ex direttore di Raitre, adesso alla guida di Tv2000, la televisione della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Ieri mattina ha rifiutato la candidatura come semplice consigliere. Ma non è escluso che si possa tornare alla carica per la poltrona di presidente.

 

Tutti questi nomi, però, non risolverebbero il problema del riequilibrio di genere all’interno della Rai. Renzi ha sempre rivendicato di aver seguito, nelle nomine delle aziende a controllo pubblico, la regola della parità fra uomo e donna. Dopo il consiglio d’amministrazione (quasi) tutto maschile eletto ieri questa sembra la priorità. Serve un Garimberti moderato. Ma soprattutto un Garimberti donna. 
@lorenzosalvia

PAOLO GARIMBERTI e PAOLO GARIMBERTI e

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)