renzi franceschini

“RENZI SARA’ CORNUTO E MAZZIATO” - LA PROFEZIA DEL GUFO BUTTAFUOCO: “PUR CON L'ACQUA CHE OGGI GLI VA PER L' ORTO, ANCHE IL PREMIER DIVENTERÀ UN PUZZONE. E SARÀ TRADITO DAI SUOI AMICI. E’ IL GIOCO DEL FOTTI-COMPAGNO, LA POLITICA”

renzi franceschini con moglirenzi franceschini con mogli

Pietrangelo Buttafuoco per il “Fatto Quotidiano”

 

Il cornuto ha sempre torto. E anche Matteo Renzi - come Silvio Berlusconi - quando si ritroverà tradito, dovrà patire lo svantaggio: essere fatto cornuto e poi mazziato da chi, abbandonandolo, troverà un lavacro. Futti e futti perché Dio perdona tutti, così si dice.
 

Ape Regina di un' arnia gonfia di ogni miele, Renzi ha fatto di ogni vespa un' ape e viceversa e così ha stretto a sé il miglior favo ma anche lui - pur invincibile, adesso - avrà i suoi Angelino Alfano, i suoi Paolo Bonaiuti, i suoi Sandro Bondi (tornato sotto i riflettori, a seguito di un fattaccio tutto politico e tutto esistenziale).

 

Ma anche lui, anche Renzi, dunque - pur con l' acqua che oggi gli va per l' orto - diventerà un puzzone. E' il gioco del fotti-compagno, la politica.
 

Bettino Craxi ebbe i Giuliano Amato. Benito Mussolini, il primo socialista diventato presidente del Consiglio, a compensare ogni Achille Starace che andava a morire per lui, ebbe il tradimento dell' intera Casa Savoia, i cui membri - discendenti compresi - sono secondi solo a Giuda.

 

franceschinifranceschini

I puzzoni vanno a rotazione. Come quelli, così Renzi verrà ripagato della stessa moneta se un Dario Franceschini, dopo aver abbandonato Enrico Letta, e prim' ancora Pierluigi Bersani, arrivando tra i fedelissimi del Giglio Magico - premiato col ministero della Cultura - possa poi partirsene tra i primissimi.

 

Il cornuto non ha mai scusanti anche se, a volte, il vero tradito è il traditore. Pippo Civati, infatti - già sciarpa littoria della prima Leopolda - buttandosi alle spalle Renzi, non può certo essere considerato un infedele. E non poteva certo passare per voltagabbana Indro Montanelli quando - consumata la rottura con il berlusconismo - da leader morale della destra andava a mietere applausi alla Festa dell' Unità.

 

E traditi, più che traditori, erano i mugugnatori della Caffetteria di Piazza di Pietra, a Roma: i colonnelli di An sopraffatti dalle mattane pop e amorose di Gianfranco Fini, leader in fuga da Berlusconi ma prossimo alle vicende cognatesche di Montecarlo.
 

Il cornuto paga pegno perché così decide l' Arcitalia la cui unica regola è ferma all' editto di Curzio Malaparte: "L' arcitaliano non ha paura della legge di natura/ anzi, talvolta, egli corregge/la natura della legge". Già la critica interna s' affuma nella cupa dissolvenza del sospetto, figurarsi certi segni, allora. Maria Elena Boschi, ormai, gioca per se stessa. Non più per Lui.

 maria elena boschi 55fa164.0 maria elena boschi 55fa164.0

 

E gli uomini di Graziano Delrio - ministro alle Infrastrutture, tra i prediletti del premier - non erano presenti all' ultima Leopolda. Il ministro sì, c' era - precettato per assolvere al question time del governo - ma capita che gli eroi dell' età aurorale, come Matteo Richetti, come Simona Bonafè, vivano appannati nel dì di festa.
 

A differenza dei puzzoni di prima, Renzi - verosimilmente il puzzone che verrà - gioca d' anticipo. Fa della propria cerchia stretta un pozzo recintato affinché la broda acida dell' ingratitudine non strabordi dal fondo.

 

E lì che Renzi - facendoli controllare da Filippo Sensi, il ministro per la propaganda nell' Happy Regime delle Lepolde - lascia a galleggiare ministri e beneficiati terrorizzati, tutti, nel rilasciare interviste o dichiarazioni perché poi, la visibilità altrui, è pur sempre uno scappare dal secchio. Ma è lì - ed è la natura della legge - che ogni traditore, nel venire allo scoperto, si corregge.

RENZI DALEMA FRANCESCHINI ORLANDORENZI DALEMA FRANCESCHINI ORLANDO

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?