LA RIFORMA DEL LAVORO DEL GOVERNO RENZI METTE I DIPENDENTI CON UN CONTRATTO A TERMINE SOTTO IL RICATTO DEI DATORI DI LAVORO - ERA QUESTO IL “JOB ACT” CHE CHIEDEVA L’EUROPA?

Maria Vinciguerra* per "Corriere.it"
*Avvocato giuslavorista

Nel 2001 è stata emanata la prima incisiva riforma del contratto a termine. Abrogate le leggi precedenti, molto rigide nello stabilire l'eccezionalità di questo tipo di contratto, la legge del 2001 voleva facilitarne la stipulazione tanto è vero che si parlò di una vera e propria riforma liberale del mercato del lavoro.
L'entusiasmo dei "liberali" si spense subito: si liberalizzava, è vero, ma fino a un certo punto.

Il datore di lavoro doveva comunque spiegare (e bene) nella lettera di assunzione i motivi della temporaneità del lavoro. Se i motivi non erano specificatamente spiegati, il contratto doveva essere immediatamente convertito in contratto a tempo indeterminato.

Quella che sembrava quindi una grande conquista si è tradotta in una grossa iattura per i datori di lavoro: i Giudici, ritenendo insufficienti e generici i motivi dell'assunzione, hanno ordinato ai datori di lavoro di convertire i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato.

A quel punto, il datore di lavoro è diventato prudente nell'assumere a tempo determinato.
A mio avviso, è comprensibile che un datore di lavoro preferisca assumere con contratto a termine un lavoratore che non ha ancora testato, che non conosce ancora.

Non sa se ha davvero voglia di lavorare, se può fidarsi di lui, se la sua prestazione sarà davvero utile, se è onesto oppure no se, molto banalmente, si instaurerà un buon feeling. I patti di prova dei contratti collettivi sono troppo brevi per capire se un lavoratore è bravo e onesto.

La Riforma Fornero aveva quindi introdotto una sacrosanta modifica alla legge del contratto a termine: il primo contratto a termine è libero, non devono essere scritti i motivi dell'assunzione ma non deve superare 1 anno e non può essere prorogato.

12 mesi sono più che sufficienti per capire se un lavoratore merita di rimanere in organico oppure no. Se dopo 1 anno il datore di lavoro voleva assumerlo nuovamente con contratto a termine, doveva spiegare i motivi così come prevedeva la legge del 2001 perché semplicemente il contratto a termine è una eccezione, il contratto a tempo indeterminato è la forma comune di contratto di lavoro, la regola.

La recente riforma del Governo Renzi rade al suolo la regola del contratto a tempo indeterminato.

Ora il contratto a termine è libero da vincoli: il datore di lavoro può assumere a termine senza spiegare i motivi, anche per periodi più lunghi di 1 anno e prorogare il primo contratto liberamente anche fino a 5 volte senza mettere per iscritto le ragioni delle proroghe e questo fino a 3 anni (termine oltre il quale non si può andare per un tetto stabilito dall'ex ministro Damiano).

Il datore di lavoro può quindi assumere il lavoratore per 1 anno e dopo averlo ampiamente provato prorogare il contratto a singhiozzi: 5 proroghe la cui durata il datore di lavoro se la sceglie arbitrariamente come vuole. (una di 3 mesi, una di 4, poi magari solo una di 2, poi di 3... un lavoro a gocce da stillicidio).

Nel frattempo, il lavoratore, trattato come un condannato a morte che aspetta il rinvio dell'esecuzione (ovvero la proroga del contratto che gli scade) dovrà essere molto attento nel risparmiare il danaro e contenere i consumi e non fare progetti di vita a lungo periodo.

Oggi forse ottiene una proroga di 3 mesi ma domani? Intanto va in banca e non gli concedono il mutuo e le volte in cui il datore di lavoro gli chiede di svolgere lavoro straordinario e festivo deve dire di sì anche a discapito della vita privata e sentimentale perché è alta la paura che un rifiuto possa poi arrestare l'escalation delle proroghe.

Era questo il Job Act che si aspettava l'Europa da noi? Non credo. La Direttiva Comunitaria (e anche la Corte di Giustizia) afferma che il beneficio della stabilità dell'impiego sia elemento fondamentale per tutelare i lavoratori. E che va bene la flessibilizzazione ma che non si traduca in precarizzazione.

Un rapporto di lavoro a singhiozzi di proroghe non solo non è stabile ma mina psicologicamente il lavoratore che rischia di rimanere con il respiro sospeso alla scadenza del contratto e per ogni singola proroga. Questo per un periodo di tre lunghi anni.

E' la rivoluzione che spingerà i datori di lavoro ad assumere? Non credo. Il costo alto del lavoro, quello di cui la classe imprenditoriale si lamenta e sostiene sia la causa delle mancate assunzioni, rimane identico, sia se si assume a termine che a tempo indeterminato.

Si aggira così la normativa del licenziamento? Con la Riforma Fornero, se il datore di lavoro è in difficoltà economica può benissimo licenziare senza grossi problemi. Lo sanno i datori di lavoro, lo sanno i lavoratori. Tutt'al più, il datore di lavoro può trovarsi davanti all'organo amministrativo competente a dover aggiungere una buonuscita da concordare oltre al trattamento di fine rapporto.

Cosa che i datori di lavoro di cuore fanno pur di dare una mano a un lavoratore che non si possono più permettere di mantenere in organico.

Quindi che vantaggio avranno i datori di lavoro con queste nuove norme del contratto a termine? Solo quello di tenere sulle spine i lavoratori facendoli sentire fortemente e sempre di più precari. Giova davvero questa liberalizzazione?

 

 

DisoccupatoDisoccupatiDisoccupatiDISOCCUPATIDISOCCUPATI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO