renzi boschi pd

I RISULTATI DELLA GESTIONE RENZI-BOSCHI: IL PD LICENZIA 130 DIPENDENTI - SI DOVREBBERO SALVARE SOLO 45 PERSONE CONSIDERATE “FEDELISSIME” -  RISCHIO ESUBERI ANCHE ALLA CAMERA E AL SENATO - PECCATO CHE IL 9 GENNAIO SCORSO PROPRIO IL BULLETTO AL NAZARENO AVESSE RASSICURATO I DIPENDENTI DICENDO CHE SAREBBERO STATI SALVATI…

Alessandro da Rold per “la Verità”

 

RENZI ALLA DIREZIONE PD

Matteo Renzi festeggia con i pop corn la nascita del governo M5s-Lega, ma intanto lascia 130 famiglie per strada, i dipendenti del Pd di cui non si capisce se è ancora segretario.

È la triste situazione che stanno vivendo al Nazareno in queste ore, dopo che il tesoriere Francesco Bonifazi ha annunciato martedì scorso che salverà solo 45 persone delle 175 che sono in cassaintegrazione da più di un anno.

 

«Ci ha comunicato» si legge in una mail dei sindacati dopo l' incontro che La Verità ha avuto modo di vedere «che, in base ai loro calcoli per la funzionalità del partito e la sostenibilità economica, il numero di dipendenti che verranno salvaguardati sarà di 45 unità. In sostanza, quindi, ci ha comunicato circa 130 esuberi».

matteo renzi spot elettorale pd in bicicletta

 

La tragedia è il risultato dei 9 milioni di euro spesi per il referendum costituzionale poi perso, ma anche del crollo dei voti alle ultime politiche, con una perdita secca di quasi 19 milioni di euro di entrate, il tutto unito alla fine dei rimborsi elettorali. In sostanza il Pd sta scomparendo, anzi è quasi demolito. Oltre ai 130 del Nazareno vanno aggiunti i 40 del gruppo alla Camera che rischiano anche loro il posto.

 

Non solo, persino al Senato ci sono polemiche per le riduzioni imminenti, anche perché l'avvicendamento tra Luigi Zanda e il renziano Andrea Marcucci come capogruppo fa pensare che anche qui a essere salvati saranno soprattutto i fedelissimi del Giglio magico.

renzi pd

Anche i dipendenti dem di Montecitorio hanno scritto nei giorni scorsi una lettera, pubblicata sul sito del responsabile del Lavoro Cesare Damiano.

 

«Siamo un gruppo di lavoratori licenziati dal gruppo del Pd della XVII legislatura e non riassunti dal nuovo gruppo» si legge. «Su 120 licenziati sono stati attualmente riassunti dal gruppo Pd della Camera o direttamente tutelati dalla Camera dei deputati (i cosiddetti allegati A), circa 80 ex dipendenti.

 

selfie di renzi con i ragazzi alla festa per i dieci anni del pd

Si profilerebbe quindi una riduzione del personale tra le 30 e le 40 unità, quasi tutte donne, una parte delle quali disabili, che hanno iniziato il proprio percorso lavorativo circa 30 anni fa presso i gruppi parlamentari confluiti poi nel gruppo del Partito democratico, e che oggi hanno un' età superiore a 50 anni, con carichi familiari importanti che includono portatori di handicap, figli disoccupati e famiglie monoreddito, per le quali la Naspi (indennità di disoccupazione) rappresenta solo un breve passaggio verso la perdita definitiva del lavoro e della pensione».

 

gentiloni e renzi

Nel frattempo, il mese scorso, Renzi ha deciso di chiudere la fondazione Open, quella che organizza la Leopolda, registrando in sei anni incassi per quasi 7 milioni di euro. Nuovo partito? Non si sa. Al momento ci sono i pop corn - anche se il (non) segretario poi ha smentito la battuta riportata dai quotidiani - e l' attesa per il governo Lega-5 stelle. La mossa di Bonifazi appare ai dipendenti messi alla porta un modo per salvare i fedelissimi, i renziani che potrebbero perdere il posto non solo per lo stato delle casse ma anche per l' imminente assemblea del 19 maggio, quando in teoria il Pd dovrebbe eleggere il nuovo segretario.

RENZI PRIMO GIORNO DA SENATORE CON BONIFAZI

 

Sull' appuntamento della prossima settimana è il caos. Ieri Renzi ha annunciato che terrà lui la relazione, anche se di fatto è dimissionario perché in teoria ci sarebbe il reggente Maurizio Martina (che si starebbe opponendo ai licenziamenti). Con tutta probabilità si fisserà la data del prossimo congresso, ma non è chiaro neppure questo. Di sicuro a saltare dovrebbe essere il tesoriere, cioè Bonifazi, che è comunque potuto rimanere in carica nonostante le «dimissioni» di Renzi. Come lui anche il presidente Matteo Orfini.

 

La tragicommedia economica del Pd passa pure dall' Unità, il quotidiano che l' ex presidente del Consiglio tentò di rilanciare negli anni passati con l' aiuto dei costruttori Pessina e ora finito all' asta per 300.000 euro. Anche questo è il risultato della cessazione delle pubblicazioni e soprattutto del mancato pagamento degli stipendi dei giornalisti per i mesi di maggio e giugno 2017: si sono rivolti al giudice per riscuotere gli arretrati.

 

renzi emiliano orfini

C'è tempo fino a giugno per comprarla, perché poi, a distanza di un anno ormai dall'ultima pubblicazione, decadrà la registrazione. Del giornale fondato da Antonio Gramsci rischia di non rimanere più niente, anche perché da qualche mese c' è il quotidiano online Democratica. Il Pd, insomma, è in bancarotta.

 

Peccato che il 9 gennaio scorso proprio Renzi al Nazareno avesse rassicurato i dipendenti dicendo che sarebbero stati salvati. Non è successo. Ora i lavoratori aspettano a giorni le lettere di licenziamento. E intanto c' è già chi minaccia di occupare la sede del Pd e di presentarsi all' assemblea di sabato 19 per manifestare. Forse quel giorno i pop corn saranno finiti.

 

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