1. ROMA TREMA! ANEMONE VUOTA IL SACCO E BATTE CASSA A SCAJOLA E POLITICI, GIORNALISTI E DIRIGENTI A CUI HA FATTO LAVORI GRATIS: “10 MILIONI DI OPERE NON CONTABILIZZATE” 2. HA COMINCIATO ANCHE A PARLARE CON I PM ROMANI DI COME LA CRICCA DI MAFIA CAPITALE VOLEVA ENTRARE NEI GROSSI APPALTI DI CUI LUI ERA IL CROCEVIA GRAZIE A BALDUCCI & CO. 3. “MI HANNO ADDEBITATO OGNI NEFANDEZZA MA VEDO CHE I POLITICI E I DIRIGENTI PUBBLICI CHE HANNO OTTENUTO LAVORI DA ME, MAI PAGATI, VIVONO SERENAMENTE NELLE LORO CASE” 4. “ALLA MADDALENA LE STRUTTURE PER IL G8, ABBANDONATE, ERANO AD OPERA D’ARTE. IL PROBLEMA NON È BALDUCCI: L’APPALTO LO VINCI LEGALMENTE, POI DEVI PAGARE I FUNZIONARI” 5. “BERTOLASO NON MI ERA SIMPATICO, E POI NON ERO IO A PAGARGLI LA CASA. IL MASSAGGIO ‘PARTICOLARE’ CHE GLI HO OFFERTO? NON SEGUO TUTTO QUELLO CHE SUCCEDE AL CIRCOLO” 6. “A SCAJOLA ZAMPOLINI HA DATO UN MILIONE PER LA CASA, E NON HA PAGATO I LAVORI. ORA HA PRESO 1,6 MILIONI PER LA VENDITA, È GIUSTO CHE ME NE DIA UNA PARTE”

1. G8 ANEMONE VUOTA IL SACCO E COLLABORA CON LA PROCURA “LEGAMI CON MAFIA CAPITALE”

Federica Angeli e Francesco Salvatore per “la Repubblica

 

DIEGO ANEMONE  DIEGO ANEMONE

Diego Anemone ha iniziato a collaborare con la Procura di Roma. E, da quanto emerge, ci sarebbero collegamenti tra lui e imprenditori finiti nell’inchiesta di Mafia Capitale. Arrestato il 10 febbraio 2010 per corruzione continuata, è accusato di aver favorito le procedure d’urgenza per l’assegnazione delle opere nell’ambito dei Grandi Eventi, come il G8, i Mondiali di nuoto 2009, le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. «Capo di una modesta azienda — scrive di lui il gip di Firenze — è il centro gravitazionale attorno a cui ruota l’intero mostruoso ingranaggio dei Grandi Appalti. A lui si rivolgono le imprese che fanno parte del “gelatinoso sistema” di distribuzione dei lavori pubblici».

 

Non aveva mai parlato Anemone; sei mesi fa, a dibattimento in corso, ha deciso di raccontare, fare nomi, spiegare intrecci. Compreso quello con la mafia romana. Le informazioni che sta dando ai pubblici ministeri Ilaria Calò e Roberto Felici, titolari dell’inchiesta che lo riguarda, sembrano essere preziose e gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. È un fatto però che Diego Anemone entrò in contatto col mondo di Mafia Capitale.

arresto carminati arresto carminati

 

Nel gennaio del 2010, attraverso il commercialista della cricca Stefano Gazzani, l’imprenditore Antonio Pulcini (referente importante per Carminati e la sua gang) tentò di entrare nel giro di appalti gestito da Anemone. Pulcini opera sulla piazza romana da oltre quarant’anni, con lottizzazioni e ristrutturazioni di immobili. Uno degli ultimi, l’affitto di una struttura a Lazio Service, è quello da cui è partita l’inchiesta per corruzione che ha coinvolto il deputato Pd Marco Di Stefano.

 

Nelle intercettazioni raccolte dai carabinieri del Ros di Firenze, titolari dell’inchiesta sui Grandi Eventi, si legge l’urgenza da parte di un uomo della Guardia di finanza di far entrare Pulcini nel giro di Anemone perché Pulcini «è uno bello grosso e bisogna affidargli qualche gara». Il finanziere fa di tutto per convincere Gazzani a intercedere con l’imprenditore degli appalti d’oro per far entrare Pulcini nel giro.

MARCO DI STEFANOMARCO DI STEFANO

 

Lo incontra nel suo ufficio e gli parla di lui, poi riferisce al commercialista che l’incontro è andato a buon fine. Ora resta da scoprire quali siano gli appalti e le gare concesse al re del mattone romano. E fin dove dunque, grazie ad Anemone, siano arrivati i tentacoli di Mafia Capitale.

 

 

2. DIEGO ANEMONE: “RIVOGLIO I SOLDI DA TUTTI ANCHE DA SCAJOLA”

Marco Lillo per "il Fatto Quotidiano"

 

video scajola video scajola

   Diego Anemone parla. E Roma trema. Il suo nome è infatti accoppiato alla celebre “Lista Anemone”, dove il favore ai potenti si mescolava ai lavori particolari per le caserme dei servizi segreti o per le strutture della Presidenza del Consiglio. L’uomo chiave della cricca dei Grandi Eventi non ha mai detto nulla per quattro lunghi anni né ai magistrati né tanto meno ai giornalisti. Ora, dopo avere incontrato più volte i pm romani Ilaria Calò e Roberto Felici, ha deciso di parlare a tutto campo anche con Il Fatto: dalla casa di Scajola a quella di Ercole Incalza, dai suoi rapporti con i Servizi Segreti fino ai cantieri dei lavori del G8. Anemone ovviamente fa il suo gioco anche ai fini processuali e tiene molte carte coperte.

 

La novità è però il cambiamento di atteggiamento nel processo ‘Grandi eventi’, che vede alla sbarra tra gli altri l’ex direttore della Protezione civile Guido Bertolaso, l’ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto del 2009, Claudio Rinaldi, l’architetto dei cantieri del G8, Mauro Della Giovampaola. Da qualche tempo, a Roma, Anemone si presenta a tutte le udienze al fianco del suo avvocato, Emilio Ricci. La difesa sta depositando documenti e memorie piene di allegati.

SCAJOLA ARRESTATO jpegSCAJOLA ARRESTATO jpeg

 

L’imprenditore, dopo anni di silenzio, ha deciso di rendere dichiarazioni nei procedimenti nei quali è indagato o imputato. E basta scorrere la ‘lista Anemone’ per capire perché a Roma, da qualche settimana, si è sparso il terrore anche se Anemone dice di volere solo precisare la sua posizione di fronte alle accuse. Magistrati importanti, dirigenti dei servizi segreti e della Polizia, generali della Guardia di Finanza, funzionari di alto grado della Presidenza del Consiglio e anche molti giornalisti e vip della televisione sono nella lista dei lavori. Anemone ha contabilizzato 10 milioni di euro di lavori non pagati e ha cominciato a inviare lettere per chiedere i soldi indietro. Intanto sta raccontando la ‘sua versione dei fatti’.

 

   Anemone, perché ha deciso di parlare per la prima volta dopo quasi 5 anni?

 

ANGELO BALDUCCI A BORDO PISCINA jpegANGELO BALDUCCI A BORDO PISCINA jpeg

   All’inizio sono stato travolto dall’esperienza del carcere e del processo. Non avevo nemmeno un avvocato penalista di fiducia perché non ero mai stato in una Procura. Mi hanno consigliato di tenere un profilo basso e sono diventato il capro espiatorio. In questi anni mi hanno addebitato qualsiasi nefandezza mentre vedo che i politici e i dirigenti pubblici che hanno ottenuto lavori da me, mai pagati, vivono serenamente nelle loro case.

  

Ci sono i suoi cantieri alla Maddalena che giacciono inutilizzati e gridano vendetta. Lei e i suoi coimputati ci avete guadagnato. Come fa ora a fare la vittima?

 

Arresti domiciliari balducci Arresti domiciliari balducci

   Lei ha ragione a dire che è uno scandalo. Ma sbaglia a prendersela con me. La mia impresa i lavori li ha fatti a regola d’arte e gli appalti sono stati assegnati regolarmente. La mia società è stata scelta da una commissione e nessuno è indagato. I miei lavori sono stati collaudati e nessun collaudatore è indagato.

 

   Lei era socio del figlio di Angelo Balducci nel circolo Salaria Sport Village. Insieme al suo controllore faceva affari immobiliari a Roma.

 

bertolaso spesa al supermercato da OGGI bertolaso spesa al supermercato da OGGI

   Balducci era una persona corretta . Quando viaggiavamo insieme lui pagava per me. Nel circolo Salaria, invece, Balducci vedeva un futuro lavorativo per il figlio Filippo. Però non era corruzione perché era un socio vero: è lui che ha prestato la fideiussione per partire. Poi è uscito perché non voleva impegnarsi di più finanziariamente. Il problema non è Balducci ma sorge dopo. L’appalto lo vinci regolarmente poi ci sono i funzionari che ti devono firmare gli stati avanzamento lavori.

 

Magari alla vigilia di Natale quando la Ragioneria dello Stato chiude e tu sai che se quello non firma, non ti pagano fino a marzo, se ti chiedono un favore non puoi rifiutarti. Per esempio Angelo Zampolini mi ha chiamato a casa di Scajola per fare il lavoro, l’ho fatto. Pensavo mi pagasse. Poi non è che puoi chiedere i soldi a un ministro. Non funziona così. Ora ho capito di essere stato strumento di un sistema e sto chiedendo indietro i soldi. Abbiamo stimato 10 milioni di euro di lavori non pagati e abbiamo inviato le lettere. Molti non mi hanno risposto, alcuni dicono che sono matto.

 

   Lei sta chiedendo indietro i soldi dei lavori a tutti i vip presenti nella famosa lista Anemone?

 

BERTOLASOBERTOLASO

   Bisogna distinguere. Molti nomi sono stati tirati in ballo ingiustamente. Con i miei collaboratori abbiamo calcolato una decina di milioni di euro di lavori fatti dalla mia società e non pagati. A molti ho già fatto scrivere dal mio civilista. Ci sono giornalisti, funzionari della presidenza del consiglio ed ex ministri. Per Scajola sto preparando la lettera.

  

Secondo l’accusa lei avrebbe pagato un milione di euro circa a beneficio di Scajola e poi avrebbe fatto anche i lavori per 100 mila euro nella casa del Colosseo. Tutto è stato dichiarato prescritto in appello. E ora vuole chiedere indietro il milione a Scajola?

 

   La lettera non è ancora partita proprio perché la questione è complessa. Bisogna distinguere. Io accetto l’accusa di avere fatto gratis i lavori a casa di Scajola perché è vero che lui non li ha pagati. L’importo però è molto inferiore: si trattava solo di un bagno padronale e qualche mobile, circa 20 mila euro.

 

   E il milione del prezzo pagato?

 

   I soldi non sono usciti dalla mia società.

BERTOLASO BERTOLASO

 

   Però 450 mila euro in contanti escono dalla società Medea, fondata da sua moglie con Mauro della Giovampaola. L’architetto Zampolini dice che sono stati trasformati in assegni da lui.

 

   Peccato che mia moglie non era più socia della Medea e l’atto con Scajola è di luglio. Angelo Zampolini mi accusa e patteggia una pena minima però è lui che porta gli assegni. Ed è lui che segue le trattative con le venditrici. Io non so come siano andate le cose. Comunque di certo Scajola non ha pagato. Lui stesso lo dice ed è giusto quindi che restituisca quei soldi. Ora ho scoperto - grazie al Fatto - che ha incassato un milione e 600 mila euro dalla vendita. Penso sia giusto che mi paghi i lavori e anche che mi dia una parte del guadagno della vendita, come risarcimento del processo che ho subìto.

 

   Cosa fa adesso?

 

   Mi difendo nei processi e cerco di mandare avanti la mia impresa. Avevo concordato un piano di rientro con l’Agenzia delle Entrate, ma rischia di saltare perché lo Stato non mi paga i crediti per milioni di euro per i lavori della Maddalena.

SALARIA SPORT VILLAGE SALARIA SPORT VILLAGE

 

   Al processo le contestano proprio l’aumento dei costi alla Maddalena e sostengono che i funzionari chiudevano un occhio in cambio dei suoi favori.

 

   I costi sono aumentati ma non certo perché io ho sperperato i soldi. Sono cambiate le esigenze in corso d’opera. Per esempio abbiamo dovuto aumentare le quantità in relazione alle richieste dei capi di Stato che dovevano partecipare al G8. Per esempio c’era bisogno di più spazio per ospitare le delegazioni che inizialmente dovevano andare con i capi di Stato nell’albergo esterno fatto da un’altra impresa. Oppure è stato necessario cambiare la pavimentazione che era troppo pesante,sostituire il metallo del progetto iniziale della facciata con il cristallo: con il vento della Maddalena avrebbe fischiato. E poi l’ancoraggio della struttura sospesa sulla roccia. Tutto approvato in fase di collaudo.

 

   Ma lei si rende conto di quanto sarebbero utili i 400 milioni sperperati in quell’opera inutile con la crisi attuale?

SALARIA SPORT VILLAGE SALARIA SPORT VILLAGE

 

   Io ho fatto il mio lavoro. L’opera è fatta a regola d’arte, come ha detto l’architetto Tito Boeri. Non è certo colpa mia se è abbandonata e nessuno fa la manutenzione. Per quei lavori non mi hanno ancora pagato integralmente nonostante lo Stato abbia riconosciuto con una transazione il suo debito.

 

   Lei è accusato di avere corrotto Bertolaso con 50 mila euro cash, più l’affitto di una casa e persino un massaggio “particolare”. Le ha mai chiesto qualcosa?

 

   Non mi stava simpatico. Era lui che comandava su tutto. Ed era una persona fredda e poco comprensiva nei miei confronti. Non è vero che ho preso i 50 mila euro da Don Evaldo per consegnarli a Bertolaso. La casa non la pagavo io.

 

   Al circolo però avete organizzato per lui un massaggio particolare con una brasiliana. Lei chiama i suoi collaboratori alle 23 e 20 per sapere come era andata. E i suoi collaboratori poi tra loro parlano di preservativi da fare sparire...

SALARIA SPORT VILLAGE SALARIA SPORT VILLAGE

 

   Io non conosco questa Monica. Mai vista. Ho chiamato per capire come era andata con un ospite di riguardo come Bertolaso, come facevo sempre quando veniva. Non voglio scaricare nessuno perché quello che succedeva al circolo era sempre responsabilità mia. Però quando uno ha un gruppo con tante imprese deve delegare e, anche se io credo non sia successo nulla, qualcosa può essermi sfuggita di mano.

 

ercole incalza  ercole incalza

   Un’altra casa comprata anche con i suoi soldi, secondo l’architetto Angelo Zampolini, è quella del genero di Ercole Incalza, attuale capo della struttura delle grandi opere del ministero. La Guardia di Finanza ha accertato un prelievo di 140 mila euro effettuato da suo fratello lo stesso giorno in cui Zampolini paga 140 mila euro in assegni per bloccare quella casa. Ci spiega perché è stata fatta quell’operazione?

 

   Zampolini mi ha accusato ed è uscito indenne. Ma io Incalza non lo ho mai conosciuto né è stato controparte nei miei cantieri. Non avevo interesse a comprare la casa per fargli un favore. Io ammetto invece di avere pagato la casa al generale Pittorru, come prestito. Però il generale lo ha ammesso e mi ha messo i soldi sul conto per restituire il prestito quando ero ancora in galera. Su Scajola e Incalza invece le cose non sono andate come dice Zampolini. Secondo me è facile accusare gli altri e patteggiare. Anche lui dovrebbe raccontare tutta la verità.

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…