SAGGIO ANCH’IO! SCHIFANI HA SEMPRE UNA PITRUZZELLA NELLA SCARPA

Marco Lillo per "Il Fatto Quotidiano"

Nato a Palermo, 53 anni, è presidente dell'Antitrust, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato che avrebbe dovuto vigilare anche sul conflitto di interessi di Berlusconi premier. Deve la sua nomina all'Antitrust (decisa dai presidenti di Camera e Senato) a Renato Schifani.

Professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Palermo e docente nella Scuola di specializzazione in Diritto europeo, Giovanni Pitruzzella è stato consulente dello studio legale Pinelli-Schifani dove per decenni ha lavorato l'ex presidente del Senato insieme al fondatore, Nunzio Pinelli. Quando Schifani è entrato in politica, lo studio è stato ereditato dal figlio Roberto che lo ha gestito insieme a Nunzio Pinelli e al figlio Giuseppe.

Dal 2007, per circa tre anni, sulla carta intestata dello studio, il nome di Giovanni Pitruzzella figurava come professionista "off- counsel". In pratica, era consulente sulle questioni costituzionali ma - a detta di Nunzio Pinelli - non ha mai fatturato un euro agli amici di piazza Virgilio.

Inoltre Pitruzzella talvolta, sempre gratis, sostituiva nelle cause amministrative l'avvocato Renato Schifani e nel 2008 ha difeso, insieme a Pinelli junior, il presidente del Senato contro Marco Travaglio nella causa civile per le frasi pronunciate a Che tempo che fa.

Pitruzzella inoltre è stato a lungo consigliere dell'ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, con il quale ha scritto un libro: Il coraggio della politica, nel 2003. Nello stesso anno Cuffaro è stato indagato per i suoi rapporti spericolati che poi gli sono costati la condanna definitiva a sette anni per favoreggiamento con l'aggravante di aver aiutato la mafia.

Destino opposto per i due coautori: mentre Totò si avvicinava alla cella, Giovanni decollava verso Roma. Diventa membro della commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici nel marzo del 2006, un incarico da 90 mila euro agguantato alla vigilia delle elezioni che portarono alla vittoria del centrosinistra.

Poi, quando Schifani raggiunge la presidenza del Senato, Pitruzzella viene promosso nel settembre 2009 a presidente della commissione scioperi, pagato 118 mila euro. Posto che lascerà, sempre grazie a Schifani, il 18 novembre del 2011 per diventare addirittura presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con un emolumento che sale a 465 mila euro per riscendere a 302 mila euro grazie al tetto imposto successivamente dal governo Monti.

Dopo la nomina, Salvatore Bragantini sul Corriere della Sera scrive: "Quali siano le competenze specifiche maturate dal costituzionalista palermitano nel campo degli abusi di mercato, della concorrenza sleale, delle intese lesive della concorrenza, il comunicato che annuncia la nomina non ce lo dice, per una semplice ragione: esse non esistono".

Ma è un'eccezione: Pitruzzella piace a tutti. La sua fama non viene scalfita nemmeno quando si scopre che un ex collaboratore del suo studio (Marco Lo Bue, 28 anni, figlio di un ex socio di Pitruzzella nella proprietà di una barca) dopo aver superato un concorso, è stato assunto dall'Autorità.

E nonostante sia membro di un'Autorità di garanzia, Pitruzzella ora entra in una commissione di ausilio al governo. Non è noto se l'incarico sarà retribuito. Ma Pitruzzella non ha scelto certo la carriera pubblica per i soldi: nel 2005 grazie alla sua professione era stato il primo contribuente siciliano con 1,7 milioni di euro di reddito.

 

Giovanni Pitruzzella SCHIFANI E BERLUSCONIcuffaro

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