SBANDAMENTO DEMOCRATICO – PER LA FIGLIA DI DE GASPERI L’IDEA DI DEDICARE LA FESTA DELL’UNITÀ AL PADRE “È UNA COSA STRANA” – PER SPOSETTI, ULTIMO COMUNISTA, “SEMBRANO TUTTI IMPAZZITI” - - - - -

Per Maria Romana Catti De Gasperi, il padre c’entra poco con l’Unità, al massimo c’entra “con l’unità europea”. “Su Renzi è difficile esprimere un giudizio, ma mi chiedo chi altro abbiamo oggi? Si vede in circolazione, sulla scena politica, qualcuno di simile?”…

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1. LA FIGLIA DI DE GASPERI: COSA C’ENTRA LUI CON L’UNITÀ?

Paolo Conti per “Il Corriere della Sera”

 

ALCIDE DE GASPERI A NEW YORK FOTO ANSA ALCIDE DE GASPERI A NEW YORK FOTO ANSA

Maria Romana Catti De Gasperi, figlia e collaboratrice dello statista democristiano. Ieri ricorreva il sessantesimo anniversario della morte di suo padre Alcide. Gran parte del mondo politico italiano lo ha commemorato. Cosa ne pensa?

 

«Un fenomeno interessante e anche inaspettato. Per anni nessuno si è più occupato di questo personaggio, a parte qualche studioso. Oggi c’è quasi una necessità di ricordarlo, di riportarlo alla memoria collettiva...».

 

Forse è il bisogno di ritrovare le radici storico-politiche del Paese in un momento di difficoltà.

 

Alcide De Gasperi Alcide De Gasperi

«Sicuramente. E c’è anche la necessità di trovare personalità che possano onestamente prendere in mano le redini della situazione. Mi dicono sempre “Eh, quando c’era suo padre era un’altra cosa...”. Ma non si può ragionare così, fermandosi al passato. Quando vado nelle scuole insisto invece su un punto: vengo a raccontare non una storia passata ma una storia che si può ripetere. Certo, si deve studiare, bisogna volerlo. Per questo è bene insegnare ai giovani cosa sia la politica, quella vera. Per quanto mi riguarda, per quel poco che posso, provo a seminare».

 

deg11 figlie alcide de gasperi deg11 figlie alcide de gasperi

Giuseppe Fioroni ha proposto al Pd di dedicare a suo padre la Festa dell’Unità. La deputata del Pd Flavia Nardelli Piccoli, figlia di Flaminio e consigliere della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, ha ribattuto: «Una provocazione positiva. Ma altrettanto pretestuosa e inattuale. Oltretutto, penso che De Gasperi non si sarebbe affatto sentito a suo agio...» E lei, signora Catti De Gasperi, cosa pensa della proposta?

 

«Non ho opinioni precise... ma in verità mi sembra una cosa strana. Cosa vuol dire “l’Unità” oggi? Unità di che cosa? E non mi riferisco solo al giornale, alla festa. Tutti i partiti, bene o male, sostengono di cercarla, questa unità. Ma alla fine una parola non significa nulla. Se vogliamo parlare dell’unità europea, uno degli obiettivi di mio padre, allora va bene. Perchè dipendiamo dall’Europa. Senza l’Europa mon saremmo nulla. Quindi l’unica unità che possiamo cercare, e che sarei d’accordo nel collegare a mio padre, è quella europea».

alcide degasperi alcide degasperi

 

Si parlava di Togliatti. Al di là della storia emersa, qual era il loro vero rapporto personale, umano?

«Umanamente i rapporti più importanti sono stati negli anni dei governi di unità tra le forze popolari, cioè dalla svolta di Salerno al maggio 1947. Ma poi, quando si è visto che le strade divergevano e soprattutto i progetti e gli scopi erano completamente differenti, i cammini si sono separati. E i due uomini politici si sono combattuti. Questa è la verità».

 

Nell’ottobre 2003 Berlusconi si dichiarò erede di Alcide De Gasperi. Le sue sorelle Cecilia e Paola protestarono duramente. Lei tacque. Cosa pensa oggi, di tutto questo?

 

giuseppe fioroni giuseppe fioroni

«Non dissi nulla allora. E non intendo farlo adesso».

 

E qual è la sua opinione su Matteo Renzi e il suo governo?

«È molto difficile, soprattutto non è corretto, esprimere giudizi su una persona che non si è conosciuta bene, a parte un fugace incontro. Bisognerebbe fermarsi a quanto si legge sui giornali o si segue in tv: ripeto, non sarebbe giusto. Comunque io vedo un giovane che ha molta voglia di fare e di lavorare e mi auguro che riesca ad avere aiuto per poter procedere. Anche perché bisogna essere sinceri e chiari: chi altro abbiamo oggi? Si vede in circolazione, sulla scena politica, qualcuno di simile? È riuscito a ottenere un tale numero di voti che gli consente di andare avanti. Prima di criticare, occorre guardare cosa riuscirà a fare, come agirà».

 

Qual è, se dovesse sintetizzare, il lascito di suo padre?

«Mio padre ebbe una vita non lunga ma densa: nacque sotto l’Impero austriaco, si ritrovò in un’Italia libera, poi subì il fascismo e infine rivisse la libertà d’Italia. La sua linea è sempre stata la difesa della libertà individuale, quindi di libertà del pensiero e di associazione, dei partiti. E poi la serietà personale nel confronto con tutti. Aveva degli avversari, certo. Ma non credo si sia mai fatto veri nemici. Perché il suo modo di fare lo escludeva»

 

Tutto questo manca nell’Italia di oggi?

TOGLIATTI E RENZI TOGLIATTI E RENZI

«Non voglio dare simili giudizi, non sono all’altezza. Però i politici sono il riflesso della gente, della società del momento. Sarebbe bene non dimenticarlo mai».

 

 

2. “FESTA DELL’UNITÀ DEDICATA A DE GASPERI? È UN PD IMPAZZITO”

Concetto Vecchio per “La Repubblica”

 

«Mi chiama per la Festa dell’Unità da dedicare a De Gasperi, vero? Ecco, è proprio una cosa senza senso. Qua davvero sembrano impazziti tutti: la nostra kermesse senza l’Unità e con De Gasperi come nume tutelare.... Mah!».

 

E lei come si sente, onorevole Sposetti?

«Sono fuori dalla grazia di Dio».

 

È un’idea così scandalosa dopo che gli ex Dc e gli ex Pci si sono ritrovati nel Pd?

«No, ma le pare possibile dedicargli la Festa dell’Unità? De Gasperi ha avuto i suoi meriti, ma vanno celebrati con un lectio magistralis, in una scuola di formazione, all’interno di una cornice storica. Così si fa torto anche lui: un grande statista. Ma non c’entra con la nostra storia».

Palmiro Togliatti Palmiro Togliatti

 

Voi ex comunisti celebrate in questi giorni Togliatti.

«Sì, ma nessuno di noi si sarebbe sognato d’intitolare la festa a Berlinguer o a Togliatti: la nostra festa, dico».

 

L’onorevole Fioroni quindi ha detto una boutade?

«Di Fioroni non parlo»

 

Addirittura?

( Lungo silenzio) «Non ho nulla da dire su Fioroni».

 

Che differenze vede tra De Gasperi e Togliatti?

«Per me Togliatti è soprattutto l’uomo della Costituzione, la più bella del mondo. De Gasperi mi risulta che facesse altro in quel momento».

 

Non è un giudizio riduttivo, fazioso?

«Non sono affatto un tipo fazioso. Su Renzi, come sa, ho cambiato idea. Ma questa storicamente è un’operazione sbagliata: tra l’Unità e De Gasperi ci fu un conflitto aspro, asprissimo, che durò anni. Come si fa a dimenticarlo?».

 

Ma De Gasperi ormai non è nel Pantheon del centrosinistra?

PALMIRO TOGLIATTI IN OSPEDALE DOPO L ATTENTATO DI LUGLIO FOTO ANSA PALMIRO TOGLIATTI IN OSPEDALE DOPO L ATTENTATO DI LUGLIO FOTO ANSA

«Io dico solo che non è la cornice adatta per compiere un simile operazione. Comunione e Liberazione, anni fa, dedicò un Meeting di Rimini alla sussidarietà, e nella fiera campeggiavano le foto dei due leader, De Gasperi e Togliatti: ecco perfino Cl metteva almeno insieme le due figure, come protagonisti della ricostruzione».

 

Di cosa si dovrebbe discutere nelle feste?

«Della pace: parliamo sette giorni di pace. Mai più bombe. Mai più genocidi. Un tempo nel Pci ci si interrogava sui destini del mondo con una passione e una competenza che oggi si fatica a immaginare. Prima di ogni attivo c’era sempre una disamina della congiuntura internazionale. Oggi c’è uno scadimento, un’ignoranza. Nessuno studia più nulla».

 

Con che spirito andrà domani sulla tomba di Togliatti, a 50 anni dalla morte?

«Rendendo omaggio all’uomo che ha impedito la guerra civile in Italia, colui che ha creato una scuola — il partito — fra le migliori in Italia, e che io ho avuto l’onore di frequentare. E al Verano, con altri compagni, ricorderò il padre di questa storia».

 

Quanti anni aveva quando morì Il Migliore?

«Diciassette».

 

Partecipò ai funerali?

«No, perché dovevo lavorare per mantenermi agli studi: ero di famiglia povera».

 

Che lavoro era?

«Raccoglitore di nocciole, a Soriano nel Cimino».

 

 

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