SCALFARI: DOPO LA MESSA, GLI SBERLEFFI DI MESSORI - IL PAPOLOGO SCATENATO: “SCALFARI MOSTRA IMMAGINAZIONE. C’E’ DA PREGARE PER LUI. E PER AUGIAS. ARRIVATI ALLA SOGLIA DEL MISTERO CERCANO TEOLOGI ADULTI CHE LI TRANQUILLIZZINO. FANNO COMPASSIONE”

Antonio Mastino per “Libero Quotidiano

 

VITTORIO MESSORIVITTORIO MESSORI

L’ennesima, controversa «intervista» rilasciata da papa Francesco a Eugenio Scalfari, pubblicata su Repubblica del 13 luglio,ha provocato le ormai rituali smentite del Vaticano. In questo colloquio il Papa avrebbe, fra le altre cose, sostenuto che «il celibato fu stabilito nel X secolo, cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore », quasi a volerlo sminuire e declassare a strumento disciplinare e non teologico. E infatti avrebbe aggiunto:«La Chiesa cattolica orientale ha facoltà fin d’ora che i suoi presbiteri si sposino».

 

Quanto al futuro, Francesco avrebbe sostenuto che «il problema certamente esiste ma non è di grande entità. Ci vuole tempo ma le soluzioni ci sono e le troverò». Le cose stanno veramente come avrebbe detto il Papa a Scalfari? Siamo andati a chiederlo al giornalista e scrittore Vittorio Messori.

 

Ha letto l’intervista rilasciata da papa Francesco a Eugenio Scalfari, suRepubblica del13 Luglio?

corrado augiascorrado augias

«Naturalmente. Stante la selva di smentite, resta da capire quanto è farina del sacco di Scalfari e quanto di Bergoglio. Non è la prima volta che Scalfari mostra immaginazione: l’anno scorso sostenne che il gesuita Bergoglio era il papa che “qualche giorno fa, ha finalmente beatificato il suo fondatore, sant’Ignazio di Loyola”, sbagliando di soli 4 secoli...».

 

Il Santo Padre avrebbe relativizzato la vexata quaestio del celibato ecclesiastico, ossessione di tutti i clericali «liberal». Francesco ha risposto che il celibato fu stabilito solo nel X secolo, «cioè 900 anni dopo la morte di nostro Signore».

«Non vorrei davvero dar lezione a un pontefice! Ma ho esaminato storicamente il problema anni fa: le cose non stanno così, l’astensione dal matrimonio risale addirittura ai primi tempi apostolici».

 

San Pietro era sposato...

«Ma da prima che conoscesse Gesù. Non sappiamo dopo… In realtà, bisognerebbe usare il termine più ampio di continenza: da osservare non solo rinunciando al matrimonio, ma anche non usando del matrimonio se si è già sposati. Nella Chiesa antica, la maggioranza del clero era composta di uomini che, col consenso della moglie, accedevano agli Ordini sacri, lasciando la famiglia. Gesù promette “il centuplo su questa terra e nell’aldilà la vita eterna” a coloro che, per amor suo e del Regno, “hanno abbandonato casa, genitori, fratelli, moglie, figli”».

 

piroso semi selfie con scalfari piroso semi selfie con scalfari

Anche grandi predicatori del Medioevo insistevano sulla superiorità dello stato celibatario rispetto a quello matrimoniale.

«Riflettiamo poco su un dato: Gesù non prese mai moglie. Lo ricordò lo stesso Benedetto XVI nella Sacramentum Caritatis: “Il fatto che Cristo stesso, sacerdote in eterno, abbia vissutola sua missione fino al sacrificio della croce nello stato di verginità costituisce il punto di riferimento sicuro per cogliere il senso della tradizione della Chiesa latina a questo proposito”».

 

Eppure apparentemente anche il vescovo di Roma si dice convinto che il celibato sacerdotale sia stato solo un fatto contingente, senza alcuna ragione teologica. «Anche dopo la Riforma protestante, dopo la Rivoluzione Francese, e poi dopo il Vaticano II, ci furono abbandoni in massa da parte del clero per sposarsi. Si contestava il celibato legato al sacerdozio perché giudicato come un derivato di una decisione ecclesiastica».

 

Lo stesso Francesco però avrebbe detto che «la Chiesa cattolica orientale ha facoltà fin d’ora che i suoi presbiteri si sposino».

dai bergoglio non fare cosi dai bergoglio non fare cosi

«Le cose non sono proprio così. Il cardinale Alfons Stickler, un coltissimo salesiano, nel suo saggio «Il celibato ecclesiastico», comincia proprio dalla Chiesa Orientale la sua ricostruzione. Da sempre, ci racconta, si è rimproverata la Chiesa Occidentale di essere stata meno liberale e ben più rigida di quella Orientale ».

 

Mi scusi, ma allora il Papa è bugiardo? O ignorante?

«Andiamoci piano: non solo siamo di fronte a un colloquio privato, e non a un testo magisteriale, ma in più non si sa nemmeno che cosa abbia detto il papa. Sappiamo che cosa ha detto Scalfari, o meglio, cosa ha capito, affibbiandolo poi al papa... ».

 

Giriamo la questione: due interviste e due smentite. Ma farà davvero bene il papa a farsi intervistare da Scalfari?

«Guardi, preferisco non esprimermi per evitare di creare polemiche sul papa».

 

Bergoglio ha anche assicurato che il problema del celibato dei preti «esiste ma non è di grande entità. Ci vuole tempo ma le soluzioni ci sono e le troverò».

RATZINGER RATZINGER

«Temo che questi “problemi” e queste“soluzioni”esistano solo nella testa di laicisti e radicali novantenni come Scalfari, non in quella della maggioranza dei preti e dei cattolici. Men che meno del papa».

 

Qualcuno dice che il matrimonio dei preti li terrebbe lontani dagli abusi sessuali… «Sì, ne discusse approfonditamente la conferenza episcopale statunitense. Con dati che sarebbero sconcertanti, non fossero ovvi: la quasi totalità degli abusi sessuali accertati, commessi da consacrati, è stata consumata non su bambini prepuberi,ma su adolescenti. Tutti quanti maschi. Ciò sta a significare tre cose:che il problema non è lapedofilia,ma l’efebofilia; questa è il diretto prodotto della pederastia; dunque, trattandosi di pederasti non vedo cosa avrebbero potuto farsene questi di una moglie. Il problema non è il celibato; il problema è quello spirito liberal che imperò negli anni ’80 tra il clero, e che spalancò le porte dei seminari agli omosessuali più o meno espliciti. I risultati si videro nei due decenni successivi: scandali abusi e pedofilia, tutti a sfondo omoerotico. È un dato di fatto, non un pregiudizio».

 

BERGOGLIO E RATZINGER A SAN PIETRO PER IL CONCISTORO BERGOGLIO E RATZINGER A SAN PIETRO PER IL CONCISTORO

Scalfari, ateo incrollabile, sembra essere ossessionato dalla figura stessa di Francesco, per la precisione: sembra non poter più fare ameno, di parlarci, scriverne...

«Un altro è Corrado Augias. Li osservo con curiosità, sorrido, ma non ne sono sorpreso. Arrivati alle soglie del Mistero o fanno come l’Augias, l’allievo dei Maristi sino alla maturità, che cercano teologi “adulti”che li tranquillizzino,dicendogli che o non c’è niente o tutti si salvano; oppure alla Scalfari:meno male, ecco un papa che ha abolito la nozione stessa di peccato. Pensi la contraddizione: si entusiasmano per la “misericordia”, dimenticando che questa presuppone, appunto, il peccato. Se non c’è questo, che bisogno c’è di misericordia? Un’ansia di rassicurazione che a me non fa certo rabbia ma compassione. Non voglio sembrare edificante ma va pur detto: c’è da pregare per loro».

 

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...