renzi boschi lotti

LO SCONFITTO RENZI VUOLE PIAZZARE LA BOSCHI IN VIGILANZA RAI E LOTTI AL COPASIR, LA COMMISSIONE SUI SERVIZI SEGRETI: IL GIGLIO MAGICO NON È AFFATTO APPASSITO E CONTA SULLE POLTRONE RISERVATE ALL’OPPOSIZIONE PER MANTENERE IL POTERE. NONOSTANTE 4 BATOSTE ELETTORALI CONSECUTIVE

 

Maurizio Belpietro per La Verità

 

renzi boschi

Quattro batoste possono bastare? A quanto pare no. Perdere due capoluoghi di regione, tra cui la capitale d' Italia, un referendum, una quarantina di Comuni, tra cui città amministrate dalla sinistra fin dal 1946, e dimezzare i voti evidentemente non è ancora ritenuto sufficiente per arrendersi. E così, non avendo compreso bene la lezione uscita dalle urne, i renziani si apprestano a ripartire, come se il 4 marzo non fosse successo niente di preoccupante.

 

Altro che Giglio magico appassito. Approfittando della primavera, dalle parti di Firenze l' ex presidente del Consiglio e i suoi fedelissimi sono pronti a sbocciare di nuovo. Dopo essersi dimesso dalla carica di segretario del Pd, Renzi lavora infatti per mantenere il controllo del partito, dettandone la linea e impedendo che Maurizio Martina corregga le direttive da lui imposte al momento dell' addio.

 

Così, se il vicesegretario reggente apre alla possibilità che, su richiesta del presidente della Repubblica, il Pd appoggi un esecutivo con i 5 stelle, l' ex premier chiude e lancia l' idea di un referendum tra gli iscritti. Una consultazione che rischierebbe di arrivare fuori tempo massimo e dunque a giochi conclusi.

Che poi è proprio quello che Renzi vuole, ossia lasciar fare agli altri, a pentastellati e leghisti, affinché con il passare dei giorni si brucino o peggio siano costretti a mettersi insieme.

tiziano renzi luca lotti

 

Tuttavia non è solo l' ex segretario a prepararsi a rifiorire, pronto anche a fondare un proprio partito o una propria corrente che almeno nel nome scopiazzi il movimento di Emmanuel Macron. No, a rialzare i petali si preparano tutti i renziani. Non hanno ancora mollato le poltrone occupate in questi anni che già si preparano a coprirne altre. La più lesta di tutti a quanto pare è l' ape regina del Giglio magico, Maria Elena Boschi, che si appresterebbe a volare sul bocciolo della Rai.

 

Per lei il Pd sarebbe pronto a chiedere la presidenza della commissione di vigilanza sulla televisione pubblica, poltroncina da sempre riservata a un esponente dell' opposizione. Depositare le zampette sull' organo di controllo di Viale Mazzini, garantirebbe, anche senza essere in consiglio di amministrazione, una presa sull' informazione oltre che una discreta visibilità.

RENZI LOTTI

 

Il prossimo governo dovrà fare i conti con l' occupazione renziana del servizio pubblico e avere una postazione come quella della presidenza della commissione di vigilanza potrebbe consentire di tenere sotto tiro le operazioni di smantellamento del sistema di potere.

 

Ma se l' ape regina punta sul polline Rai, per un altro petalo del Giglio magico si aprirebbe la strada del Copasir, ovvero del comitato parlamentare che ha il compito di controllare l' operato dei servizi segreti. Il delicato incarico, che anche in questo caso per prassi spetta all' opposizione, farebbe gola al ministro dello Sport, Luca Lotti. Già nel dicembre 2017, allorquando Renzi fu costretto dalla legnata referendaria a passare il testimone a Paolo Gentiloni, Lotti aveva provato a farsi assegnare le deleghe sugli 007, ma l' operazione non era riuscita.

 

Un po' perché un ministro dello Sport che oltre a occuparsi di calciatori abbia le mansioni di tener d' occhio le spie avrebbe rappresentato un' anomalia nel pur insolito panorama politico italiano. E un po' perché lasciare nelle mani di un fedelissimo di Renzi il controllo sulle agenzie di sicurezza era come delegare a un segretario di partito una delle attività più delicata della Repubblica. Risultato, Lotti si dovette accontentare di seguire, oltre allo sport, anche l' editoria e il comitato di programmazione economica.

 

Marco Carrai con Matteo Renzi

E il suo mentore, che quand' era a Palazzo Chigi provò a mettere alla guida della cybersicurezza il suo prestacasa, ossia l' imprenditore Marco Carrai, fu costretto al secondo passo indietro. Oggi però Lotti, e dunque Renzi, ritentano il colpo, sperando di riuscire a mettere le mani sul comitato. Ci riusciranno? Difficile rispondere. Di certo Renzi e i suoi nel Pd contano ancora molto. In Parlamento l' ex segretario ha fatto entrare solo uomini di fiducia e in direzione anche. Dunque rovesciare i rapporti di forza non è semplice e per farlo ci vuole tempo.

 

Insomma, serve pazienza. Per ora prepariamoci a vedere risbocciare il Giglio magico. Il virgulto sarà probabilmente meno infestante di prima, ma per estirparlo serve il diserbante di un' altra batosta.

carrai renzi cybersecurity 5

 

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…