gilet gialli

SE DI MAIO E SALVINI VOLESSERO ABBRACCIARE DAVVERO LA CAUSA DEI “GILET GIALLI”, DOVREBBERO INTRODURRE SUBITO UNA TASSA PATRIMONIALE, CHE E’ LA RIVENDICAZIONE PIÙ POPOLARE DEL MOVIMENTO DI PROTESTA FRANCESE - I “GILET GIALLI” CHIEDONO DI REDISTRIBUIRE LA RICCHEZZA VERSO I MENO ABBIENTI (MA IGNORANO LA SITUAZIONE DEI I 9 MILIONI DI POVERI IN FRANCIA, LA MAGGIORANZA DEI QUALI E’ SENZA MACCHINA)

Marco Morosini per “Avvenire”

 

GILET GIALLI DI MAIO DI BATTISTA TONINELLI GRILLINI

«Gilet gialli non mollate! Il MoVimento 5 Stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno», ha scritto lunedì il vicepresidente del Consiglio di un Paese del G7 e della Ue, l'onorevole Luigi Di Maio, incoraggiando la rivolta contro il Governo di un altro Paese del G7 e della Ue. Si è subito unito al suo incoraggiamento anche l' altro vicepresidente del Consiglio, l' onorevole Salvini.

 

di maio gilet gialli

Si tratta di una rivolta robusta: 8 morti per incidenti stradali, migliaia di feriti, devastazioni per centinaia di milioni di euro, perdita d' affari (sotto Natale) per quasi un miliardo di euro, devastazione dell'Arco di Trionfo a Parigi (il maggior simbolo di Francia), distruzione di metà dei radar antieccesso di velocità in tutto quel Paese, assalto a un Ministero con un veicolo da cantiere e sfondamento del suo ingresso, incendio di una Prefettura, con gli impiegati dentro, al grido di «Finirete come maiali arrostiti!» - atti compiuti certamente da una piccola minoranza dei manifestanti e ovviamente disapprovati dai due vicepremier italiani.

i gilet gialli mettono a ferro e fuoco parigi 3

 

Sarebbe utile, tuttavia, che l'onorevole Di Maio chiarisca a quali, tra le persone che hanno indossato un gilet giallo (costa 3 euro), ha inviato la sua lettera. Per esempio a quei veri 'gilet gialli' che starebbero per fondare un partito? Questo però sarebbe probabilmente sconfessati da altri veri 'gilet gialli' come è accaduto a tutti i sedicenti rappresentanti dei veri 'gilet gialli' (minacciati subito di morte da altri veri 'gilet gialli').

 

O forse il vicepresidente del Consiglio si rivolge a quel 42% di 'gilet gialli' che, secondo un sondaggio, votarono nel 2017 per l' estrema destra di Marine Le Pen (che, li appoggia)? O a quel 20% di 'gilet gialli' che votarono per l'estrema sinistra di Jean-Luc Melenchon (che li appoggia)? O forse si rivolge a quei 'gilet gialli' che hanno intasato le autostrade con cortei di Harley Davidson? Oppure a quei 'gilet gialli' pro-benzina che hanno partecipato lo stesso a Parigi il 7 dicembre alla manifestazione contro i combustibili fossili e per proteggere il clima, invitati da alcuni esponenti dell' ecologismo francese? Il loro slogan: «Gilet gialli, gilet verdi, stessi colpevoli, stessa collera».

luigi di maio gilet gialli

 

Se i due Vicepremier volessero abbracciare davvero la causa comune dei 'gilet gialli', potrebbero, per esempio, introdurre subito in Italia insieme al Reddito di cittadinanza, una tassa patrimoniale, soddisfacendo così la rivendicazione più popolare di quasi tutti i 'gilet gialli': la reintroduzione della Impôt sur la fortune (Isf ).

 

Solo un anno fa l'onorevole di Maio aveva scritto una lettera piena di apprezzamenti al presidente francese: «Quando ci conoscerà meglio, presidente Macron, capirà che abbiamo, certamente, punti importanti di divergenza, ma scoprirà anche temi e posizioni del MoVimento 5 Stelle condivisibili e su cui poter confrontarsi». Alcuni scrivono ora che la rivolta dei 'gilet gialli' e dei due vicepremier italiani contro il presidente francese è scoppiata perché Macron «ha tradito le promesse».

 

i gilet gialli mettono a ferro e fuoco parigi 2

Ma è così? Macron promise di scoraggiare l'uso dei combustibili fossili e di alzarne il prezzo. Fatto. (Grillo scrive: «L' unica cosa giusta che ha fatto »). Promise di mettere un limite di 80 km/h sulle strade extraurbane (per motivi ecologici e di sicurezza). Fatto. Certo il presidente d' Oltralpe ha mantenuto o non mantenuto anche molte altre promesse. La rivolta però non è esplosa su tutto il suo programma elettorale.

 

È esplosa all' inizio su un unico tema: 'l'automobilismo del popolo'. Ossia il diritto a avere prezzi bloccati per i carburanti fossili, l'abolizione del nuovo limite di velocità di 80 km/h, la distruzione di metà dei radar anti-eccesso di velocità in tutta la Francia (mettendo in pericolo l' incolumità di milioni di persone).

gilet gialli

 

La cosa più significativa, però, è che la rivolta si è data come simbolo e nome il 'gilet giallo', ossia l'unica possibile uniforme comune di tutti gli automobilisti e motociclisti.

Un 'gilet giallo' che unifica alcuni (300mila manifestanti il 17 novembre, dimezzati ogni sabato fino a 50mila il 5 gennaio) ma esclude altri, per esempio quei 12 milioni di francesi che non hanno una macchina.

 

Solo in un secondo tempo chi ha indossato un 'gilet giallo' (con o senza macchina) ha aggiunto una lunga lista di quelle rivendicazioni personali che avrebbe sempre voluto formulare a qualunque governo. Tra tutte queste, tuttavia, la più condivisa è stata quella di redistribuire potere e ricchezza dai ricchi ai meno ricchi e semi-poveri. La voce della rivolta però non parla affatto dei 9 milioni di poveri, la maggioranza dei quali senza macchina.

i gilet gialli mettono a ferro e fuoco parigi 1

 

Se è questa la cosa più desiderata dai 'gilet gialli', però, essi possono votare o militare o farsi eleggere per partiti che tradizionalmente reclamano una redistribuzione delle ricchezze. In Francia ci sono una decina di partiti di sinistra, dai più compromissori ai più radicali.

 

Forse il vicepresidente del Consiglio italiano Di Maio vorrà chiarire quali 'gilet gialli' egli appoggia? Per ora l' unica frase chiara del capo della componente 'gialla' del governo detto 'giallo-verde' è quella che incoraggia chi si è rivoltato «colorando di giallo le strade di Francia».

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…