SI SONO ARRICCHITI SULLA PELLE DEGLI AMMALATI - IL “SISTEMA DACCO’” PEGGIO DELLA TANGENTE ENIMONT: LA PROCURA INDAGA SU 70 MILIONI DI FONDI NERI - LA CONDANNA A 10 ANNI DELL’AMICO DI FORMIGONI NON CHIUDE LA PARTITA: ORA TOCCA ALL’INCHIESTA SULLA FONDAZIONE MAUGERI - L’IPOTESI DELL’ACCUSA È UNO SCAMBIO: SOLDI PUBBLICI ALLA MAUGERI E FAVORI PRIVATI PER IL “CELESTE”…

Mario Gerevini e Simona Ravizza per il "Corriere della Sera"

«Ci siamo andati vicini altre volte. Ma lui ha antenne sensibilissime, informazioni tempestive, anche troppo. E sfugge. Ora dobbiamo lavorare. In silenzio. È una volpe. Uno che viene a sapere tutto». Così gli investigatori della Procura descrivono Pierangelo Daccò alla fine del luglio 2011, subito dopo il suicidio di Mario Cal, braccio destro di don Luigi Verzé. L'inchiesta sul dissesto finanziario dell'ospedale San Raffaele è appena partita. I contorni di quella che diventerà la Tangentopoli della Sanità e che farà tremare la poltrona del governatore Roberto Formigoni sono ancora sbiaditi.

Ma una cosa è già chiara: Pierangelo Daccò (detto Piero), 56 anni, è l'uomo chiave. Imprendibile, sfuggente, invisibile. La sua residenza è al 33 Maresfield Gardens di Londra, su Google ci sono solo due notizie del tutto insipide che lo riguardano: la partecipazione a un'inaugurazione di un ospedale in Israele e le sue simpatie per Comunione e Liberazione.

Dopo averlo afferrato e rinchiuso a Opera per 326 giorni - con una carcerazione preventiva che fa impallidire al confronto quelle di Mani Pulite - l'hanno condannato l'altro ieri in primo grado a dieci anni di prigione per associazione a delinquere e concorso in bancarotta fraudolenta. La pena che gli è stata inflitta è il doppio di quella chiesta dagli stessi magistrati. E soprattutto sembra solo il primo atto nello scandalo che colpisce al cuore il sistema sanitario della Lombardia. La seconda fase - ancora più delicata perché coinvolgerà direttamente il governatore Roberto Formigoni - sta per iniziare.

Su Daccò pendono, infatti, altre pesantissime accuse: corruzione, appropriazione indebita pluriaggravata, frode fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita. Sono i reati ipotizzati all'interno delle indagini su un altro colosso sanitario, la Fondazione Maugeri. L'inchiesta è nata come costola di quella sul San Raffaele.

Quando gli arriva il mandato di custodia cautelare Daccò è già in carcere per le vicende dell'ospedale di don Verzé. Ma insieme a lui vengono arrestate altre cinque persone, tra cui il suo socio d'affari ed ex assessore ciellino alla sanità Antonio Simone, l'(ex) presidente della Maugeri Umberto Maugeri e il direttore amministrativo Costantino Passerino. Per tutti loro i termini di carcerazione preventiva scadono il 13 ottobre. Entro quella data, dunque, la Procura deciderà verosimilmente come procedere (con rito e tempi ordinari, oppure con giudizio immediato). Altrimenti Simone &C. potranno uscire dal carcere.

Il tempo stringe. In gioco ci sono 70 milioni di euro di fondi neri, la stessa cifra della «madre di tutte le tangenti», come fu definita 20 anni fa quella di Enimont da 150 miliardi di lire. Le ipotesi di reato ruotano intorno a una domanda su tutte: nella Lombardia dell'eccellenza sanitaria sono stati dati alla Fondazione Maugeri soldi pubblici in cambio di favori privati al governatore Roberto Formigoni?

Lui, Pierangelo Daccò, il lobbista, faccendiere, mediatore occulto di affari milionari, è considerato l'«apriporte» in Regione, fondamentale per ottenere fiumi di denaro pubblico. Non solo è amico di Formigoni, ma gli offriva - secondo l'accusa - vacanze gratis e benefit milionari, come cene, yacht e villa in Sardegna (per un totale di 7 milioni di euro). Un presunto scambio di soldi pubblici e favori privati che - per la Procura - è alla base dell'iscrizione nel registro degli indagati di Formigoni per corruzione aggravata. È lo stesso fiduciario svizzero di Pierangelo Daccò, Giancarlo Grenci, a spiegare ai magistrati: «So che Daccò per quanto lui stesso mi ha riferito svolgeva un'attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica ad ottenere dalla Regione Lombardia.

Tale attività più che su competenze specifiche si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all'interno della Regione». Il direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino, insiste sul potere di pressing di Daccò: «È un personaggio con cui chi svolge attività nel settore sanitario in Lombardia deve avere relazioni perché è risaputo che ha moltissima influenza nell'assessorato alla Sanità ed è un uomo molto importante in Comunione e Liberazione in particolare per i suoi rapporti con il Presidente della Regione Lombardia». Il governatore si difende: «Non un euro dei cittadini lombardi è stato sprecato, quella della Maugeri è una questione che riguarda alcuni privati».

 

 

DACCO' - FORMIGONIPIERANGELO DACCO'FORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI salvatore maugeri ospedale_san_raffaele_milanoANTONIO SIMONE jpeg

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...