SINDACALISTI DEI FATTI LORO - DOPO MARINI, PEZZOTTA E D’ANTONI, BONANNI SOGNA UNA POLTRONA IN PARLAMENTO GRIFFATA CISL - SI SPELLA LE MANI PER PASSERA E MONTEZEMOLO: NIENTE MALE PER UN RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI! - MA DEL RESTO, SE LA CGIL ORGANIZZA GLI AUTOBUS PER BERSANI, PERCHE’ BONANNI NON DOVREBBE FIANCHEGGIARE I SUOI AMICI CENTRISTI? MA QUANDO VA A “TRATTARE” CON I MINISTRI, COSA TRATTA? AH SAPERLO…

Antonello Caporale per il "Fatto quotidiano"

La Cisl non sostiene nessuno in politica, fa solo delle riflessioni". Se si avesse un po' di rispetto per l'intelligenza e un minimo di compassione verso la verità, una frase come questa - immediatamente dopo averla pensata - verrebbe ricacciata in gola. Ma Raffaele Bonanni non ha riguardo della realtà e, come si trovasse nel bosco delle fate incantate, annienta il vero e lo sostituisce col fantastico. Nel tempo della crisi meglio la comica: una risatina e tutto passa via!

Incombe sulla Cisl (e vedremo poi in quale forme sulle altre sigle sindacali) un mostruoso conflitto di interessi che si espande nel silenzio assoluto dell'informazione, nell'indifferenza totale delle istituzioni. Come se la questione che ha appassionato e diviso l'Italia nell'età di Berlusconi non fosse un grande tema della nostra democrazia così fragile e di-smessa ma un elemento indiscutibile e unico, non più ripetibile, di polemica e di contrasto ai mille interessi che gravitavano intorno all'ex premier. Scomparso, si fa per dire, lui, scompare il problema.

Il Bonanni in prima fila ad applaudire Montezemolo col quale, insieme ad altri nomi illustri - tra cui quello del ministro per le Attività produttive - tenta di dar vita a una seconda Balena bianca, il centro del centro del sistema politico, il punto di coagulo delle forze moderate e liberali, è lo stesso che dirige il secondo sindacato italiano? E quando incontra Corrado Passera, il tecnico giunto al ministero, parla di lavoro o di alleanze politiche, di posti da salvare o di candidature da guadagnare? Di Monti bis o di cassa integrazione?

Altro che collateralismo, qui siamo all'abuso di posizione pubblica, al sovvertimento del codice democratico che impone separazione tra poteri, chiarezza e distinzione nei ruoli, trasparenza degli affari e anche delle lotte sindacali.

Bonanni è un sindacalista del potere col quale naviga beato a tutte le latitudini e in qualunque condizione di vento. Gli operai li ascolta in televisione e può bastare, perchè il suo piacere è di intrattenere politici di rango, soprattutto ministri, sulle ipotesi estreme della congettura politica. Due anni fa con Sacconi e Tremonti, naturalmente ministri, tentò di dar corso a un altro partito. Operazione abortita per mancanza di connessione sentimentale col popolo.

Lui e Angeletti, il collega segretario della Uil, sembrano usciti da un mondo fantastico, un luogo senza tempo. Il potere è immutabile, spesso bugiardo e sempre disumano, e loro lo sanno così bene, e sono felici. Il sindacalista col pizzetto, perfetto nei salotti di Bruno Vespa, è il simbolo della irresponsabilità: firma accordi, chiude contratti, promette cieli azzurri e passa ad altro.

L'amore per la politica è sconfinato, e abbiamo appreso con dolore che non si candiderà. Tutti i segretari generali della Cisl, alla fine dell'avventura, trapassano in Parlamento. Prima di lui Savino Pezzotta, e prima di Pezzotta Sergio D'Antoni, e prima di D'Antoni Franco Marini. Magnifico, bellissimo. Vai avanti tu che poi arrivo io.

Anche la CGIL ha sempre un occhio di qua, verso Montecitorio. Più che ai lavoratori bada alla sostanza delle cose: aiutare il Pd, e come? Per esempio, adesso che Pier Luigi Bersani è impegnato nelle primarie bisogna organizzargli i bus dei pensionati oppure no? E come farlo? Farlo cioè senza dare nell'occhio oppure fregarsene? I tesserati avranno da farsi una bella gita ai gazebo: in gruppo o alla spicciolata?

Sicuramente la Cgil farà le cose in modo splendido, con perfetto e sperimentato collateralismo. Se l'interesse confligge è meglio che confligga alla grande. Così anche Bonanni potrà dire: loro portano gente da Bersani e io nessuno da Montezemolo? Per par condicio, che comunque resta la pietra democratica dell'accesso paritario al potere, anche la Cisl intrupperà sindacalisti e vedrete che alla fine anche la la Uil si affannerò ma resterà l'ultima delle tre caravelle a partire, la solita Cenerentola.

Quando i radicali hanno posto la questione del tesseramento coatto dell'iscrizione al sindacato, la trattenuta automatica ad opera del padrone in nome dell'operaio, sono stati lasciati soli. Naturalmente la fatica di richiedere la tessera annua, scegliere di pagarla, sostenere il proprio sindacato con consapevolezza, è una pratica così densamente democratica da far paura.

Infatti i sindacalisti hanno ancora negli occhi la fuga dei compagni, colleghi e amici dirigenti di partito che polverizzarono in qualche settimana l'esito del referendum che abrogò il finanziamento pubblico obbligatorio. Visto che con le buone, cioè col finanziamento volontario detratto nella dichiarazione dei redditi, non riuscivano a spillare nemmeno un cent, piegarono per i rimborsi elettorali, una variante lessicale del finanziamento, un'altra truffetta alla ragione e al diritto.

Perciò tutto si tiene. Rimborsati gli uni e gli altri. E per par condicio collaterale la Cisl allo stesso modo della Cgil. Ma come ci ha detto e garantito, Bonanni non farà il politico ma solo il sindacalista. E se lo vedete in qualche convention non dovrete pensare mai che sia lì per sostenere un partito, organizzare una cordata, raccogliere attraverso il sindacato consenso e poi spenderselo nelle trattative riservate. Dovete pensare, dobbiamo pensare tutti, che lui è un uomo aperto alle riflessioni. Sta lì per riflettere. E non ridete!

 

Raffaele Bonanni RAFFAELE BONANNI SAVINO PEZZOTTA Corrado Passera RAFFAELE BONANNI Corrado Passera, Giovanna Salza, Luca Montezemolopassera e franco marini jpegi conf20 sergio dantoniANGELETTI BONANNI CAMUSSO

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…