juncker salvini di maio

SOVRANISTI FINO AL CONFINE? DAGO-NOTIZIE SULLA POLITICA EUROPEA ED ESTERA DEL NOSTRO SCALCINATO GOVERNO: SALVINI TRA TRUMP, BOLSONARO E LE PEN, DIBBA LANCIA SILURI E NON ABBANDONA L'IDEA DI UNA CANDIDATURA - MERKEL CHIAMA JUNCKER E GLI INTIMA DI TRATTARE CON LA MAY: UNA BREXIT SENZA ACCORDO PRIMA DEL VOTO EUROPEO SAREBBE UN DISASTRO. NON A CASO IERI HA PRONUNCIATO UN INEDITO MEA CULPA. UN ASSIST PERFETTO PER…

 

DAGONEWS

 

Sovranisti fino al confine? L'allegro duo che governa l'Italia gode ancora di un'ampia maggioranza in casa, ma ha qualche problema quando sporge la testolina fuori casa.

 

luigi di maio e alessandro di battista in auto 3

Intanto, con l'odore della recessione in arrivo, torneranno a bussare i famigerati mercati. Se la Germania (pare) eviterà il segno meno per un soffio, roba di decimali, anche la Francia potrebbe riservare cattive sorprese nei conti dell'ultimo trimestre 2018. Quindi le turbolenze torneranno a essere ''europee'' e non più solo italiane o dei Piigs.

 

Salvini a forza di selfie coi rigatoni si è dimenticato che esiste un mondo oltre le Alpi e il Mediterraneo. Doveva partire per il Brasile per ballare il samba all'inaugurazione di Bolsonaro, poi qualcuno gli ha fatto capire che Battisti aveva le ore contate, e allora è rimasto quatto quatto a Roma per aspettare l'arrivo del terrorista alticcio.

 

francesco bonifazi annalisa chirico maria elena boschi (2)

Il viaggio in America a celebrare Trump, e farsi investire da lui, se non sarà visita ufficiale (il cerimoniale non lo consente), potrebbe trasformarsi in una gita alla conferenza dei conservatori (CPAC), che si terrà a fine febbraio. Secondo ''Il Tempo'', l'occasione migliore per un bel selfone col presidente, e magari anche per un colloquio riservato.

 

In Europa invece le gioie sono poche. Il viaggio in Polonia a cercare alleati non è andato come sperava, e al momento si ritrova solo la Le Pen, peraltro indebolita dall'irrompere dei gilet gialli sulla scena francese.

matteo salvini annalisa chirico (3)

 

Non che in casa grillina le cose vadano meglio: Dibba non ha ancora sciolto la riserva sulla tregua offerta da Di Maio-Casaleggio (te ne stai buono adesso, poi avrai tutto il potere quando questo governo cadrà). Lo si capisce dal siluro partito ieri sera alla vigilia della cena chez Chirico con Salvini-Boschi: Di Maio aveva glissato sul suo alleato che si attovagliava con piddini e poteri più o meno forti, ma al Che di Vigna Clara non è sfuggita la ghiotta occasione di un post su Facebook come ai vecchi tempi.

 

Ieri il ''Corriere'' scriveva che la candidatura di Dibba alle europee è ancora sul tavolo: se davvero il Movimento rischia di perdere molti voti, potrebbe essere necessario sfruttare la sua popolarità per tamponare l'emorragia e ringalluzzire l'elettorato più movimentista, deluso dal democristiano Di Maio.

 

bolsonaro promette a salvini l'estradizione di battisti 4

Ma anche gli anti-sovranisti d'Europa non se la passano bene, anzi. Una prospettiva di Brexit con no-deal sarebbe un disastro per le economie dell'Unione, e per questo Merkel ha alzato il telefono e fatto uno shampoo a Juncker: dai più tempo alla May o rinegozia l'accordo e trova a tutti i costi una soluzione ''soft''.

 

L'altro ''suggerimento'' di Angela a Jean-Claude è stato il mea culpa pronunciato ieri davanti al Parlamento: se gli eurocrati ammettono di aver sbagliato con l'austerità, con l'atteggiamento sadico nei confronti della Grecia, ciò permetterà anche ai pro-europeisti di promettere la riforma dell'Unione in campagna elettorale, contrastando le sirene sovraniste ed euroscettiche.

 

donald trump matteo salvini

La Merkel punta tutto su una Cdu forte a Strasburgo, che possa fare da polo di attrazione per i populisti ''agganciabili'', cioè Kurz e Orban. Presi loro, gli altri pesci piccoli seguiranno, isolando i facinorosi italiani.

 

Salvini continua a fare pressioni sulla BCE per riprendere il Quantitative Easing, e prega ogni sera che non arrivi Weidmann a prendere il suo posto. Tutto dipenderà dal peso dei cristiano-democratici tedeschi nel prossimo Europarlamento…

juncker merkelJens Weidmann e Angela Merkel

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…