renzi boschi

SPEDITO AL CSM DA RENZI, LEGNINI FA IL LAVORO PER CUI E’ STATO ARRUOLATO: DIFENDERE IL GOVERNO. E LO FA A CRESTA ALTA: “LE TOGHE FUORI DALLA POLITICA” - RENZI CI METTE IL CARICO, BULLEGGIANDO CONTRO I GIUDICI: “A ME NON FANNO PAURA"

intervento di giovanni legniniintervento di giovanni legnini

1 - RENZI: I PM NON MI FANNO PAURA LEGNINI: TOGHE FUORI DALLA POLITICA

Carmelo Lopapa per “la Repubblica”

 

È la separazione dei poteri secondo Matteo Renzi. Non vede complotti orditi ai suoi danni, il premier, ma pretende che la distinzione dei ruoli sia ben chiara. «I magistrati fanno polemica con me? Io dico: cari giudici fate il vostro lavoro, io faccio il mio. Il resto è parapiglia politico di basso livello: rilascino le interviste che vogliono, io ho da lavorare».

 

Il presidente del Consiglio torna sulla campagna che alcune toghe hanno aperto contro il governo, soprattutto sul referendum costituzionale, ma parla anche dei casi di corruzione che hanno coinvolto esponenti pd. Lo fa intervenendo a “Che tempo che fa”, a Fabio Fazio conferma anche l’intenzione di «lasciare la politica», non solo di dimettersi, se perderà la sfida del referendum di ottobre al quale ha legato i destini del suo esecutivo. Il premier rilancia, insomma, com’è nel suo stile.

RENZI BOSCHIRENZI BOSCHI

 

«Io non grido ai complotti. Non ne posso più di discussioni filosofiche e sterili sul tema giudici e politica - dice - A me i giudici non fanno paura perché i cittadini onesti non possono avere paura. Fate il vostro lavoro, andate a sentenza, siamo dalla vostra parte, fate i processi perché non è vero che la prescrizione vi blocca. Io faccio le leggi, loro le devono applicare».

Consiglio Superiore della MagistraturaConsiglio Superiore della Magistratura

 

C’è un Csm poi che giudicherà se le critiche avranno varcato i confini della dialettica, ricorda. Quanto al referendum - oggetto dello scontro più recente (l’intervista di Morosini al Foglio, l’intervento di ieri di Spataro su Repubblica) - la posizione di Renzi non cambia: «Dopo aver detto a tutti che avremmo cambiato l’Italia, come posso fare finta di niente se perdo?», risponde a Fazio. «È una questione di serietà, non saremmo credibili: se perdo, smetto di fare politica».

 

piergiorgio morosinipiergiorgio morosini

Quanto alle inchieste più recenti, da Lodi a Napoli a Potenza, il segretario Pd ammette che «sì, esiste una questione morale nel partito, chi la nega, nega la realtà: abbiamo 50mila amministratori e spesso le cose non girano». Detto questo, e il riferimento è tutto ai Cinque stelle (e al recente caso Livorno a loro carico), «ci sono poi i giustizialisti a giorni alterni, fanno dell’onestà differenziata». E a Luigi Di Maio ricorda che il governo una legge contro la corruzione l’ha già approvata «e loro hanno votato contro».

MAGISTRATI MAGISTRATI

 

Sul diritto dei magistrati di esprimersi sul referendum in giornata si era pronunciato anche il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, intervistato su Sky da Maria Latella. Diritto-dovere di esprimersi, rivedicava Spataro su Repubblica. Ma quel referendum costituzionale - ricorda il numero due di Palazzo dei Marescialli, reduce da un colloquio telefonico col capo dello Stato - «si è caricato di significato politico», occorre «più cautela: i partiti si sono schierati per il sì o per il no, quindi un magistrato o una corrente della magistratura potrebbero trovarsi schierati al fianco dei partiti».

andrea orlandoandrea orlando

 

Adesso è in arrivo un «codice deontologico», avverte Legnini, per garantire ancor più la terzietà. Tra domani e mercoledì il vicepresidente vedrà il Guardasigilli Orlando che giudicare la sortita di Morosini una «questione istituzionale». Diversa la posizione del ministro Enrico Costa (Ncd), non «scandalizzato » dalle uscite sul referendum: «Mi preoccupano di più quelli che fanno politica attraverso gli atti giudiziari».

 

2 - CUPERLO A BOSCHI: «SI PARLA DELLA CARTA È SEMPRE MEGLIO MISURARE LE PAROLE»

Dal “Corriere della Sera”

maria elena boschimaria elena boschi

 

«Comunque uno la pensi sulla riforma e sul voto di ottobre (referendum sulla riforma costituzionale, ndr ) , si parla della Costituzione. E tra chi annuncia un voto contrario, per dire, ci sono i vertici dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani, ndr ), e allora servirebbe misurare le parole. Sempre». Così Gianni Cuperlo, esponente della sinistra dem, commenta le parole pronunciate ieri dal ministro Maria Elena Boschi: «Parte della sinistra non voterà le riforme e si porranno sullo stesso piano di Casa Pound».

 

gianni cuperlogianni cuperlo

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…