tsipras la falange greca

SPOSTANDO IL BARATRO PIÙ IN LÀ - È UFFICIALE: LA GRECIA NON RIMBORSERÀ DOMANI LA RATA AL FMI: "SARANNO SALDATE TUTTE INSIEME IL 30 GIUGNO" - È UN MODO PER PRENDERE TEMPO IN VISTA DI UN ACCORDO - GWYNNE DYER: "PER ATENE L'UNICA SOLUZIONE È IL FALLIMENTO"

1.GRECIA:STAMPA,DIETROFRONT ATENE,SLITTA PAGAMENTO A FMI

tsipras papadimoulis tsipras papadimoulis

(ANSA) - Atene avrebbe fatto dietrofront, rinunciando a pagare la tranche da 300 milioni di euro dovuta domani al Fondo monetario internazionale. Lo riferisce il quotidiani Kathimerini, secondo cui il governo avrebbe chiesto invece un pagamento accorpato da 1,5 miliardi delle quattro tranche a fine mese. No comment dal governo.

 

2.GRECIA: FMI, PAGHERÀ IN UNICA RATA IL 30 GIUGNO

(ANSA) - la Grecia "ha informato il Fondo oggi che intende accorpare i quattro pagamenti di giugno in un unico esborso, che scade il 30 giugno". Lo comunica il Fmi, spiegando che si tratta di un'opzione consentita per "venire incontro alle difficoltà amministrative di effettuare pagamenti multipli in poco tempo".

 

3.GRECIA: PROPOSTA CREDITORI, RESTA SURPLUS 1% NEL 2015

varoufakis lagardevaroufakis lagarde

 (ANSA) - Due aliquote Iva (23% e 11%), surplus di 1% nel 2015, 2% nel 2016, 3% nel 2017, 3,5% nel 2018, tagli alle pensioni per l'1% del pil, eliminando l'assegno di solidarietà e abolendo quelle anticipate: sono alcuni degli elementi della proposta che i creditori internazionali hanno presentato a Tsipras ieri. Resta poi la richiesta di rivedere le norme in materia di lavoro, ma si chiede di allineare quelle sui licenziamenti collettivi e la contrattazione alle 'best practice' europee. Restano anche i tagli ad assegni familiari e di invalidità, per risparmiare 900 milioni di euro.

 

 

4.PER LA GRECIA L’UNICA SOLUZIONE È IL FALLIMENTO

Gwynne Dyer per "Internazionale"

Traduzione di Giusy Muzzopappa

 

“Il governo greco farebbe meglio ad agire in fretta, per le banche greche mancano cinque minuti a mezzanotte”, ha detto Andreas Dombret del direttivo della banca centrale tedesca lo scorso fine settimana. E tutti avranno pensato: “Di nuovo? È dal 2010 che più o meno ogni tre mesi qualcuno dice una cosa del genere. Perché dovremmo crederci stavolta?”.

tsipras merkeltsipras merkel

 

La risposta è che probabilmente non c’è motivo. La capacità dell’Unione europea di schivare la questione e traccheggiare ancora qualche mese non ha eguali. Ma la domanda è sbagliata. Quella giusta sarebbe: perché questa crisi è ancora in corso dopo cinque anni?

 

Di solito, quando un paese arriva a spendere tutto quello che ha fino alle soglie del fallimento, come ha fatto la Grecia, l’intero ciclo della crisi, del fallimento (o di un pesante intervento del Fondo monetario internazionale) e della ripresa dura molto meno. Invece per la Grecia la fine non appare affatto vicina, sebbene la sua economia si sia contratta di un quarto dal 2010. Ma la Grecia non è un paese normale. È un paese dell’Unione europea.

 

tsipras draghi merkeltsipras draghi merkel

Quando un paese indipendente non ha più soldi per pagare i suoi debiti e non può chiederne altri in prestito, di solito ha due possibilità. Può raggiungere un accordo con l’Fmi: in cambio di un prestito con cui tirare avanti, il governo promette di ristrutturare l’economia (smettendo di sostenere gruppi sociali o settori economici particolari), di riportare il bilancio in parità (raccogliendo più tasse e tagliando le spese) e, soprattutto, svalutando la moneta.

 

La Grecia ha fatto le prime due cose, ma non può svalutare la moneta, perché non ne ha il controllo. È bloccata dall’appartenenza all’eurozona, e questo significa che il valore della sua moneta resta alto e che non arrivano investimenti dall’estero come accadrebbe dopo una svalutazione.

 

draghi tsiprasdraghi tsipras

C’è un’altra strada per uscire dalla trappola: il fallimento. Se il governo non è in grado di ripagare i suoi debiti, allora li rifiuta. Per qualche anno sarà tagliato fuori dai mercati internazionali, ma già adesso può contrarre prestiti solo a costi esorbitanti, quindi cos’ha da perdere?

 

Finché il governo è ancora in grado di raccogliere abbastanza soldi con le tasse per rispettare i suoi impegni interni, è ancora in gioco. Dopo qualche anno offre a tutti i creditori di saldare il dieci per cento di quanto dovuto. Loro accettano perché è sempre meglio di niente ed ecco che può di nuovo contrarre prestiti internazionali.

 

Un fallimento non è necessariamente un disastro. La Grecia è fallita già sette volte nella sua storia, e quasi tutti i casi precedenti sono stati accompagnati da una svalutazione che ha permesso all’economia di riprendersi. Ma stavolta non è fallita, perché questo avrebbe comportato quasi sicuramente l’uscita dall’euro, che per i greci è il simbolo dell’appartenenza all’Europa che conta.

 

GREXIT GREXIT

La Grecia non avrebbe mai dovuto avere il permesso di entrare nell’euro, ma il governo greco ha nascosto le dimensioni del suo debito e l’Unione europea ha chiuso un occhio. I successivi governi greci, ugualmente corrotti e irresponsabili, hanno sfruttato l’appartenenza all’euro per contrarre ulteriori prestiti.

 

Le banche europee, soprattutto quelle tedesche e francesi, hanno ignorato in modo sconsiderato i rischi che correvano prestando soldi a un paese che viveva evidentemente al di sopra delle sue possibilità, perché pensavano che le banche centrali avrebbero salvato la Grecia piuttosto che permettere il fallimento di un membro dell’eurozona. Tutti hanno le loro colpe, e l’abbuffata alimentata dal debito è andata avanti per anni, finché il crollo del 2008 ha messo fine alla festa.

 

GREXIT GRECIA EURO EURO CRAC ATENE GREXIT GRECIA EURO EURO CRAC ATENE

Il debito greco ammonta al 175 per cento del pil. Nessun altro paese sviluppato ha mai raggiunto questi livelli di debito in tempi di pace senza fallire. L’Unione europea però continua a dare alla Grecia i soldi sufficienti a evitare un fallimento – e il 90 per cento di quei soldi tornano dritti alle banche tedesche, francesi e di altri paesi europei sotto forma di rimborso dei debiti.

 

La Grecia non riuscirà mai a ripagare i suoi debiti. O i suoi creditori accetteranno di cancellarne almeno metà, o alla fine dovrà fallire. Qualsiasi altra strada non farà che prolungare l’agonia della Grecia. L’economia greca in realtà è già talmente danneggiata che c’è da chiedersi se il governo sia in grado di raccogliere all’interno del paese il denaro sufficiente per mantenere in piedi i servizi essenziali dopo il fallimento.

 

angela merkel yanis varoufakisangela merkel yanis varoufakis

I greci hanno già sopportato molte difficoltà per restare nell’euro, e sembrano pronti a sopportarne altre. L’Unione europea è disposta a dar loro sufficiente respiro per impedire il fallimento, perché i suoi membri temono per il futuro dell’euro se sarà dimostrato che è davvero possibile uscirne. Tuttavia, le concessioni che l’Unione è disposta a fare non basteranno a rimettere la Grecia sulla strada della ripresa.

 

Perciò questa situazione intollerabile andrà avanti ancora per un po’, finché i greci diranno basta. Mancheranno cinque minuti a mezzanotte ancora per qualche mese, forse persino fino all’anno prossimo.

 

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...