facci malavenda intercettazioni

SPUTTANARE CON GIOIA – FILIPPO FACCI CONTRO LA MALAVENDA E “IL FATTO”, CHE PUBBLICA GLI SCARTI DELL’INCHIESTA SULLA DE GIROLAMO: ''NON SPETTA AI GIORNALISTI DECIDERE COSA È RILEVANTE O NO NELLE INTERCETTAZIONI''

Filippo Facci per “Libero Quotidiano

filippo facci melania rizzolifilippo facci melania rizzoli

 

Fantastico. Emblematico. Trovate voi l'aggettivo. Nel giorno in cui l'avvocato Caterina Malavenda (Corriere) dimostra un sensazionale talento comico e invita i giornalisti a essere giudici delle intercettazioni che possono pubblicare, il Fatto Quotidiano dimostra che  cosa questo significa esattamente: e pubblica - ieri - «le intercettazioni che il governo vuole vietare», anzi «le conversazioni dell' ex ministro De Girolamo, ritenute irrilevanti».

 

Ecco, ritenute irrilevanti da chi? Da poteri oscuri che celano il malaffare? No, da quei magistrati che non le hanno neppure inserite nei loro fascicoli, tanto che andrebbero distrutte: e questa impostazione di non pubblicare le intercettazioni irrilevanti (bavaglio!) peraltro è già stata condivisa dai capi delle principali procure italiane. Ma non dagli amici del Fatto, che evidentemente le ritengono socialmente rilevanti: e come mai?

 

FILIPPO FACCIFILIPPO FACCI

Mica lo spiegano: «Leggendo i testi delle conversazioni che rischiano di essere segretate per sempre», recitava Il Fatto di ieri, «i lettori si potranno fare un'idea da soli». Cioè: pubblicano un' intercettazione per far valutare se andasse pubblicata. E mica è finita: «Il Fatto Quotidiano pubblica a partire da oggi una serie di trascrizioni e conversazioni e atti (di questa e altre inchieste) che dopo l' entrata in vigore della legge non saranno più pubblicabili». Così, per principio.

marco lillomarco lillo


Per puntellare questa concettuale cazzata con una traballante base teorica, poi, eccoti sul Corriere della Sera un contemporaneo scritto dell' avvocato Caterina Malavenda, tra l' altro legale del Fatto Quotidiano. Nei fatti, da tempo, Caterina Malavenda è diventata la sindacalista di tutti i passacarte che vogliono continuare a pubblicare qualsiasi intercettazione, e il fatto (nomen omen) che lei sia legale del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, e di Panorama, Rai, Sky, Fatto Quotidiano e tanti altri, beh, non rappresenta certo un conflitto d' interessi.

 Caterina Malavenda Caterina Malavenda

 

Per andare al punto: ora che la Camera ha delegato il governo a occuparsi delle intercettazioni penalmente irrilevanti - quelle che sputtanano la gente tanto per sputtanarla - l' avvocato si è affrettata a sostenere che una legge su questo, in Italia, non serva: con ciò candidandosi al premio per la satira di Forte dei Marmi.


Ha scritto, a proposito dell' annunciata legge, che «i più hanno paventato si tratti di un bavaglio per l' informazione». «I più» sarebbero gli amici suoi, compreso Marco Travaglio. Altri invece «in misura minore hanno plaudito alla stretta sulla libertà di sputtanamento». Gli altri "in misura minore" invece sarebbero il resto del mondo, e ciò che rende la situazione italiana unica nel suo genere.


Dunque, dopo che il Guardasigilli Andrea Orlando aveva detto «noi non vogliamo mettere il bavaglio, vogliamo chiudere il buco della serratura quando non è funzionale all' interesse collettivo», l' avvocato Malavenda ha scritto che il principio è «già recepito nella legge sulla privacy».

marco travagliomarco travaglio

 

Che è come dire, se è vero che a Caracas ci sono 25mila omicidi all' anno, che non bisogna intervenire perché in Venezuela l' omicidio è già vietato. Quindi, sulle intercettazioni, siamo a posto: possiamo andare avanti così. Anzi no, perché l' avvocato Malavenda ha un suggerimento: basterebbe che il governo introducesse un solo articolo per punire chi diffonde intercettazioni irrilevanti «a meno che ciò non avvenga nell' esercizio del diritto di cronaca, trattandosi di conversazioni essenziali per l' informazione». Traduzione: basterebbe fare una piccola legge per punire chi diffonde intercettazioni irrilevanti, fatta eccezione per i giornalisti - cioè coloro che le diffondono - e lasciando ai medesimi la facoltà di decidere che cosa è rilevante e che cosa no.

 

Primo premio per la satira. «La selezione rimarrebbe di competenza del giornalista, cui occorre pur dare la necessaria fiducia», ha scritto. Ma certo: e per farsi un' idea basta guardare il Fatto Quotidiano di ieri, e, presumiamo, di oggi e di domani.

alessandra mussolini nunzia de girolamo 3alessandra mussolini nunzia de girolamo 3


Ecco, a proposito di competenza: l' avvocato Malavenda forse ritiene di averne parecchia. È senz' altro così, visto che al direttore del Corriere, ieri, ha scritto così: «Mi perdoni se, avendo una discreta esperienza in materia, pur scrivendo a lei, ne approfitto per rivolgermi direttamente al ministro, per quel che ha detto e per quel che potrà fare». Insomma, ministro, non perda tempo con altri interlocutori come già fece con il magistrato Nicola Gratteri e la sua commissione: già allora, nell' aprile scorso, l' avvocato Malavenda del resto scrisse (sul Corriere) che era tutto sbagliato e tutto da rifare.

 

E questo - secondo opinione dello scrivente, noto incompetente - perché l' avvocato Malavenda a proposito delle intercettazioni auspica quello che auspicano parte della classe dirigente e della magistratura e dei giornalisti: cioè un accidenti di niente, perché l' andazzo italiano sulle intercettazioni, unico al mondo, a loro in realtà va benissimo così.

montanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni  di mafia capitalemontanari gentili santamaria e travaglio leggono le intercettazioni di mafia capitale

 

Però, a proposito di competenza, qualcosina si potrebbe aggiungere. Ieri l' avvocato sdottoreggiava così: «È impossibile, oltre che non previsto dal codice, impedire la circolazione dei contenuti delle intercettazioni, una volta venuti a conoscenza delle parti, in fase di selezione e, quindi, non più segreti». L' ha scritto male (rileggete, nel caso) ma è sempre la stessa storia, la stessa personalissima interpretazione dei codici: i quali dicono proprio il contrario di quanto sostiene l' avvocato.

BRUGIA GUARNERA CARMINATI INTERCETTAZIONIBRUGIA GUARNERA CARMINATI INTERCETTAZIONI


Eppure la sentenza della Cassazione del 20 gennaio scorso (838/2015, ricorso di Fedele Confalonieri contro Rcs Quotidiani) l' avvocato Malavenda se la prese sui denti: spiegava, la sentenza, che il Codice già contiene gli articoli 114, 329 e 684 che vietano espressamente la pubblicazione di virgolettati provenienti da atti e verbali e intercettazioni e compagnia bella, questo senza bisogno che i governi ogni tanto abbozzino presunte "leggi bavaglio" che poi non vanno mai in porto. Non conta se i virgolettati siano coperti da segreto o no, se siano riportati correttamente, se si ravvisi un interesse pubblico: è - sarebbe - vietato e basta.

intercettazioni-telefoniche-fotogramma-258.jpegintercettazioni-telefoniche-fotogramma-258.jpeg


Tuttavia si tratta di violazioni che sono sempre state «prassi comune di cui di solito non si duole nessuno», scrisse il Fatto Quotidiano, e pensa, evidentemente, l' avvocato Malavenda. Ecco perché entrambi potrebbero impararsi a memoria quanto scrisse la Terza sezione civile della Cassazione: «Fatta salva la possibilità di pubblicare il contenuto di atti non coperti dal segreto, non può derogarsi al divieto di pubblicazione di tali atti (mediante riproduzione integrale o parziale o estrapolazione di frasi), nei casi previsti dall' art. 114 c.p.p». Significa che un conto è pubblicare stralci di un atto o di un' intercettazione (se è rilevante) e un altro conto è sbattere tutto e integralmente su un giornale.


Nota personale: imparai questo concetto basilare in parte col mestiere e in parte coi corsi di giornalismo dell' Ifg di Milano: la mia insegnante si chiamava Caterina Malavenda.
 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…