le pen

STACCATE IL CATETERE, TOGLIETE IL COGNAC A JEAN MARIE LE PEN - "LA MERKEL HA APERTO LE BRACCIA AI MIGRANTI E HA DOVUTO CHIUDERE SUBITO LE COSCE" - DECAPITATA LA FIGLIA MARINE (“MANIPOLATA DA ARRIVISTI), SFANCULATA LA NIPOTE MARION

marine e jean marie le penmarine e jean marie le pen

Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Quando Marine era piccola le raccontava della politica come fosse un incontro di pugilato. «Se scegli di salire sul ring devi essere pronto a prendere colpi fino alla fine. Il campione del mondo vince con la faccia gonfia di botte». La bambina si è messa i guantoni e ha preso a pugni il suo mentore in un parricidio che evoca tragedie greche ed è la chiave di volta di un pezzo di futuro della Francia.

marine le penmarine le pen

 

Sui muri sono appese le fotografie ingiallite dei bei tempi andati. Il patriarca al balcone con le tre figlie biondissime: Marie- Caroline, Yann e Marine.

 

La magione di Montretout, sulle colline di Saint-Cloud, è stata per decenni quartier generale del Front National, crocevia di affari e sentimenti della dinastia Le Pen. Marine ha lasciato la casa di famiglia un anno fa, preludio di una rottura che si è consumata qualche mese dopo.

jean marie le pen marion le pen 4jean marie le pen marion le pen 4

 

Jean-Marie continua a venire il pomeriggio, nell’ufficio al primo piano avvolto nella penombra in cui troneggia il binocolo di un incrociatore puntato sulla vista a perdifiato della capitale. «Sente il rumore in sottofondo? E’ l’autostrada ma a me ricorda quello del Pacifico, quando facevo le traversate in mare». La polvere copre i modellini di velieri, omaggio alla famiglia di pescatori bretoni.

un giovane jean marie le penun giovane jean marie le pen

 

 

Qualche giorno fa, è arrivata la polizia giudiziaria per fare perquisizioni nell’inchiesta sull’assunzione degli assistenti all’europarlamento. Un altro affaire riguarda il mutuo della casa di Rueil-Malmaison, dove Le Pen è andato a vivere con la seconda moglie Jany. Gli accertamenti riguardano anche la presidente del Fn. E’ un nodo privato e pubblico difficile da sciogliere. «Mia figlia non ha capito che ero il suo scudo. Senza di me, è più fragile ed esposta».

marion le pen 1marion le pen 1

 

Un vecchio leone ferito che medita vendetta, parla di sé in terza persona. «Non capisco cosa giustifichi l’esclusione di Jean-Marie Le Pen che ha fondato il Front National e l’ha diretto per 40 anni». Da mesi non comunicano più. Quando finalmente si sono incontrati, in un estremo tentativo di riappacificazione, è finita male. «Sembrava un addio tra marito e moglie» ricorda Le Pen, che a giugno compirà 89 anni. «Marine non ama essere contraddetta.

 

marion e marine le penmarion e marine le pen

Il suo difetto, se posso permettermi, è di non essere abbastanza democratica». L’addio si trascina. «Qualunque regno diviso al suo interno è destinato a perire» ha scritto Le Pen a sua figlia, minacciando di fondare un suo movimento politico.

 

Da quando è stato escluso dal partito, nel maggio scorso, continua a battersi. Tre processi, tutti vinti, resta la Cassazione. Cita un vecchio proverbio: «L’esperienza è una candela che illumina solo colui che la porta». Le relazioni sono interrotte anche con la nipote Marion. «E’ troppo sicura di sé. Come Marine, pensa di poter fare a meno di me. Eppure sono io che le ho create».

jean marie le pen giovanejean marie le pen giovane

 

La leader del Fn è determinata. «E’ manipolata da arrivisti che le stanno intorno» continua il fondatore citando Florian Philippot, vicepresidente del partito, che avrebbe spinto per liberarsi del “Diavolo” in casa, come Le Pen senior è stato soprannominato in mezzo secolo di attività politica.

 

Nel 1972, quando creò il Front National, scelse come simbolo la fiamma che arde, copiando i “fratelli” del Movimento Sociale. «Con l’Italia ho avuto sempre tante relazioni. Sono amico di Marco Pannella, anche se la pensiamo diversamente siamo entrambi paria del sistema ».

jean marie le pen marion le pen 3jean marie le pen marion le pen 3

 

« Non, je ne regrette rien ». Non rimpiango niente, dice, intonando la melodia della canzone di Edith Piaf. Sottoscrive di nuovo la frase per cui la figlia ha deciso di escluderlo dal Fn. «Le camere a gas sono un dettaglio della Storia. L’ho detto e lo ripeto ». Impresentabile in un partito che punta al potere.

 

jean marie le pen con il suo dobermanjean marie le pen con il suo doberman

Doveva andare diversamente. Jean-Marie aveva designato come erede la primogenita, Marie- Caroline. Lei se ne andò con il rivale politico del padre. La vita del Menhir – altro soprannome ispirato ai monoliti - è costellata di tradimenti al femminile. La prima è stata la moglie Pierrette, scappata con il suo biografo. L’ultima è Marine. «Non ho mai sofferto. Se qualcuno non mi ama più, smetto di amare» dice con un ghigno che irrigidisce il volto.

 

Parafrasando Gloria Swanson potrebbe dire: «Io sono sempre grande, è la Francia che è diventata piccola». Appena si lascia andare sul suo viale del tramonto, riaffiorano le ossessioni più sconcertanti.

 

marine le pen 5marine le pen 5

«L’esplosione demografica è il fenomeno del millennio. Sulla carta, abbiamo già perso: saremo sommersi. Ma c’è l’imprevedibile: una gigantesca epidemia, un conflitto nucleare ». A proposito di Angela Merkel che ha deciso di accogliere i rifugiati, si concede una delle sue battute di pessimo gusto: «Ha aperto le braccia e subito ha dovuto chiudere le cosce».

marine e marion le penmarine e marion le pen

 

E’ un lungo crepuscolo. Si consola facendo il bisnonno con la piccola Olympe, figlia di Marion che spesso viene a trovare la nonna Yann, la più discreta e tormentata delle figlie, l’unica rimasta a Montretout. «Forse Marine pensa che deve calpestare i sentimenti per una causa superiore.

marion le pen jean marie le penmarion le pen jean marie le pen

 

Se vincerà, allora entrerà nella Storia. Ma se così non fosse, come purtroppo temo, porterà con sé il rimorso fino alla fine dei suoi giorni». Dice che ha già pronto il nome del suo nuovo movimento. Sembra piuttosto l’ennesima recita, l’ultima. Dietro ai propositi bellici, traspare la voglia di fuggire da un destino ormai segnato. «Per tacere, aspetto di essere morto».

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…