hollande jeb bush

STRAPOTERE SOCIAL - DA HOLLANDE A JEB BUSH, TUTTI PAZZI PER ‘SNAPCHAT’ - L’APP DI VIDEOMESSAGGISTICA AMATA DAI VENTENNI DIVENTA TERRENO DI CONQUISTA DEI POLITICI - IL SENATORE DEMOCRATICO USA SANDERS: "COS'È QUESTO ‘SNAPSHOT’ E PERCHÉ POSSO TRATTENERLO SOLO PER 10 SECONDI?"

Virginia Della Sala per il “Fatto Quotidiano”

HOLLANDE SNAPCHATHOLLANDE SNAPCHAT

 

Tutti i social network portano ai giovani, oggi Snapchat prima degli altri. L' App di videomessaggistica istantanea, che ha come simbolo un piccolo fantasma giallo e che è stata creata nel 2011 da due studenti ventenni dell' Università di Stanford, a gennaio avrà un altro ospite: il presidente francese François Hollande, finalmente, attiverà il suo account.
 

La notizia arriva dal quotidiano online L' Obs Politique secondo cui l' operazione Snapchat, che sarebbe dovuta iniziare a novembre, era stata rimandata dopo gli attentati di Parigi. Un campo troppo ludico, non adatto alle comunicazioni grevi di quel periodo visto che più che per le attività istituzionali, Snapchat è la terra delle comunicazioni politiche ma "informali", dei dietro le quinte, dei video di famiglia, delle storie e delle esperienze raccontate per immagini e video.

 

E infatti, dall' Eliseo hanno fatto sapere che questo nuovo account sarà usato per "tracciare le attività del presidente, nel campo dell' ambito digitale internazionale, ma non solo: per dare un' immagine unica, quel tipo di rappresentazione che non viene coperta dai media tradizionali".

SNAPCHATSNAPCHAT

 

JEB BUSHJEB BUSH

Anche perché Hollande ha gradualmente nutrito tutti i suoi account ufficiali: oggi ha oltre 1,3 milioni di follower su Twitter, circa 740 mila su Facebook, 34 mila su Instagram. Un bel traguardo, quest' ultimo, se si pensa che su Instagram è arrivato solo a ottobre. In ognuno, però, ci sono solo immagini e commenti nati da eventi ufficiali. Com' è, insomma, il presidente della Repubblica francese dietro le quinte?
 

È ormai chiaro da tempo che i social network fanno parte di una strategia politica per avvicinare i Millennials, gli utenti tra i 18 e i 34 anni che costituiscono il 70 per cento del bacino Snapchat, secondo uno studio elaborato da comScore. Lo sanno bene tutti i candidati in corsa per le elezioni e i politici all' avanguardia. Negli Stati Uniti, Hillary Clinton ad Halloween ha postato un video che mostrava come realizzare il perfetto travestimento da segretario di Stato, con tanto di evoluzione nel corso degli anni, tutorial e istruzioni.
 

hillary clinton  bernie sandershillary clinton bernie sanders

Sempre la candidata democratica, che al momento sembra essere sorpassata per celebrità social solo dal presidente americano Barack Obama (usa i suoi account anche per condividere scene di vita familiare e ludica), ha anche creato una playlist con le sue canzoni preferite su Spotify - la famosa App di musica in streaming - per condividerla con gli elettori.

 

Jeb Bush ha invece annunciato la sua campagna elettorale proprio su Snapchat, il senatore repubblicano Rand Paul ha fatto a pezzi una decina di pile di leggi fiscali usando una motosega e lo ha trasmesso in diretta e, a novembre, il senatore democratico 74enne Bernie Sanders si è lanciato con una domanda tramite Twitter: "Cos' è questo Snapshot e perché posso trattenerlo solo per dieci secondi?".
 

HOLLANDE JEB BUSHHOLLANDE JEB BUSH

"I giovani che sono sulla nostra App - ha recentemente spiegato Rob Saliterman, responsabile delle vendite di annunci politici - sono interessati alle elezioni, sono impegnati in politica e con molta probabilità andranno a votare". Tanto che l' azienda ha ben pensato di trovare un modo per far pagare i video di politica e campagna elettorale sull' applicazione, anche se non è ancora chiaro quanto: di sicuro, con 100 milioni di utenti attivi ogni giorno e ha oltre 6 miliardi di video trasmessi, non sarà ignorata.
Prima di tutto, dai politici che hanno bisogno di mostrare il loro lato umano.

 

BERNIE SANDERSBERNIE SANDERS

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…