TIPI SINISTRI – BERNOCCHI, GRAN CAPO DEI COBAS: “UNO ARROGANTE COME RENZI NON MI ERA MAI CAPITATO DAVANTI” – “HA INVENTATO IL PRESIDE-PADRONE ED È CHIARO CHE LUI SI PROIETTA IN QUEL PRESIDE” – “LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI È PERFETTAMENTE LEGALE”

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera

 

Sei il grande capo dei Cobas. Hai convocato due giorni di sciopero per bloccare gli scrutini nelle scuole d’Italia. Sei nei titoli dei giornali ancora una volta. Con i tuoi 67 anni, e gli ultimi 50 trascorsi — come ripeti sempre — a difendere i più deboli, potrebbe cominciare a bastarti: e invece no, pensa Piero Bernocchi. 

Piero BernocchiPiero Bernocchi


«Perché uno arrogante come Renzi non mi era mai capitato davanti, mai». 
Insegnante di matematica in pensione, membro del Forum sociale mondiale, ultimo incontrastato leader di piazza e di corteo: era a Valle Giulia, quando le camionette della polizia sgommavano grigioverdi, e poi non è mai più mancato. Ha sfilato con Rossana Rossanda e Mario Capanna, con Adriano Sofri e con Oreste Scalzone, con Luca Casarini e con Francesco Caruso (ha pure diretto Radio Città Futura, «dopo quella catastrofe che fu il sequestro di Aldo Moro»). 


Generazioni di questori: «Piero, tenga a bada i suoi». 
Generazioni di studenti: «Piero, che facciamo?». 
Generazioni di cronisti: «Piero, sì, tranquillo: il tuo comunicato è arrivato». 
«Io non sono religioso. Credo che sparirò. Ma prima di sparire vorrei riuscire a cambiare qualcosa...». 
Negli ultimi giorni si sta dedicando alla riforma della scuola. 


«Lo sciopero non solo è legale, il garante si studi le regole, ma anche necessario. Occorre dare un segnale forte. Quello va fermato». 
Quello chi? 
«Renzi. È riuscito a farmi rimpiangere certi premier e certi ministri democristiani. Ti sedevi al tavolo delle trattative e quelli cominciavano a dirti subito che, più o meno, avevi ragione su tutto. La loro idea di politica era zuppa di cultura cattolica: capire, incontrare, inglobare...». 

Piero BernocchiPiero Bernocchi


Con Silvio Berlusconi, però, non avete più trattato. 
«Vero: trattare con lui era impossibile. Ma occorre riconoscere che ci ha sempre rispettato. Per dire: quando vide al Circo Massimo 3 milioni di persone protestare contro la modifica dell’articolo 18, si fermò, fece un passo indietro. Renzi, invece, ha un’arroganza tutta sua, tragicamente originale». 
Originale, in che senso? 


«Ha quest’idea di saltare, completamente, il confronto con le rappresentanze sindacali. Pretende di parlare direttamente al popolo. Un esempio? Il 5 maggio scorso gli piantiamo uno sciopero con l’80% di adesioni, e lui come commenta? Chi se ne frega, dice, io rappresento il resto dei cittadini. Un premier-padrone. Che, infatti, con la sua riforma, ha inventato la figura del preside-padrone. Un preside che dovrebbe essere in grado di valutare, ingaggiare, premiare. È chiaro che Renzi si proietta in quel preside: il preside dovrebbe comportarsi a scuola come lui già si comporta nel Paese». 


Duro, il Bernocchi. «L’ultima volta che ho pianto fu ventinove anni fa, quando morì mio padre». 
Un filo permaloso: «Enrico Mentana, a “Bersaglio mobile”, su La7, ha fatto fare un servizio per dire che sono un professionista della protesta. Mi fa ridere, mi fa. Forse si confonde con certi altri che, dopo il terzo corteo, sono diventati deputati. Io non ho mai ceduto al corteggiamento pitonesco della politica, al fascino del denaro e di quel potere. Io vivo di pensione e di ideali. In America Latina è pieno di persone che vivono così: da noi sembra un fatto strano, sospetto». 

SCIOPERO SCUOLASCIOPERO SCUOLA


Mai violento fisicamente. «Quasi mai. Una volta, negli studi di Canale 5, ebbi una lite con il giornalista Filippo Facci. Dopo esserci scambiati un buon numero di parolacce, Facci venne verso di me in atteggiamento minaccioso. Gli dissi: “Togliti almeno gli occhiali”. Intervenne Paolo Liguori: “Filippo, ti fai male, lascia perdere”». 

SCIOPERO SCUOLA SCIOPERO SCUOLA


Tifoso della Roma, celibe («però la prego di non indugiare sull’argomento»), ha scritto quindici libri. Titolo dell’ultimo: «Oltre il capitalismo». 
Ecco, a proposito. 
Gira una voce: l’unico vezzo capitalista che si concede Bernocchi è il mantenimento del colore dei capelli... 
«Può essere più esplicito?». 
Sono troppo neri. 
«E allora?». 
Se li tinge. 
«Cosaaa? Ancora con questa storia?». 
Come non detto. 
«No no... facciamo una scommessa, invece: scelga lei un barbiere, ci andiamo insieme e io mi faccio esaminare. Che poi...». 
Che poi cosa? 
«Ha per caso visto Cacciari, ultimamente? No, dico: pure lui nemmeno un capello bianco, eh?» . 

SCIOPERO SCUOLASCIOPERO SCUOLA

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…