sapelli

TIRATO PER I SAPELLI (CHE CI SIAMO PERSI!) - A GIANNINI: ''C’È UN ASSE DI MAIO-MATTARELLA PRONO ALL’EUROPA. LO STOP ALLA MIA CANDIDATURA È ARRIVATO DA BRUXELLES. PER REGGERE SERVIREBBERO DUE PARTITI, NON UN PARTITO E UN MOVIMENTO PERISTALTICO - IL PROGRAMMA ERA MOLTO RAGIONEVOLE: RINEGOZIARE I TRATTATI EUROPEI. MA LE CAMERE NON CONTANO PIÙ NIENTE - IL MIO AMICO MODIANO DICE: ‘TI FANNO FARE LA FINE DI MORO’ - SINISCALCO DOMENICA HA INCONTRATO MATTARELLA E…'' - LE SMENTITE DEL QUIRINALE E DI SINISCALCO

GOVERNO: SINISCALCO,PRENDO DISTANZE DA DICHIARAZIONI SAPELLI

 (ANSA) - "Non posso che prendere le distanze dalle continue ed inopportune dichiarazioni sul mio conto da parte del professor Sapelli". Così il professor Domenico Siniscalco.

 

QUIRINALE,NESSUNO HA MAI PROPOSTO SAPELLI A MATTARELLA

massimo giannini (2)

(ANSA) -  "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha posto alcun veto o diniego sul professor Sapelli per la semplice circostanza che nessuno, né prima né durante le consultazioni, gli ha mai proposto, direttamente o indirettamente, il suo nome". Lo precisa l'Ufficio Stampa del Quirinale in riferimento alle dichiarazioni del professor Giulio Sapelli.

 

 

1. SAPELLI A CIRCO MASSIMO: "STOP A MIA CANDIDATURA DA BRUXELLES, NON DA QUIRINALE. ACCORDO M5S-LEGA? PER REGGERE LE RESISTENZE SERVIREBBERO DUE PARTITI, NON UN PARTITO E UN MOVIMENTO PERISTALTICO"

GIULIO SAPELLI

da Circo Massimo - Radio Capital

 

Una candidatura bloccata dall'Europa. Giulio Sapelli è stato per qualche ora vicino a ricoprire l'incarico di presidente del Consiglio, poi il suo nome è stato abbandonato. E per il professore non è stata una decisione di Mattarella: "Lo stop non è arrivato dal Quirinale", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, "ma sul Quirinale, dalle oligarchie europee. E il Quirinale ha recepito". Dai partiti nessuna spiegazione: "Ho sentito Matteo Salvini", spiega Sapelli, "mi ha detto 'purtroppo non ce la facciamo, mi dispiace, grazie'. Dopo l'incontro che ho avuto con loro ero certo che sarebbe finita così".

 

L'incontro, appunto: Sapelli specifica che non è stata una cena ma "un lungo incontro di due ore e mezza, domenica sera": "Prima sono stato interpellato da Salvini e Giorgetti", racconta, "poi sono stato invitato a un incontro con i due leghisti e Di Maio e Spadafora. Mi è stato illustrato il programma, e poi me l'hanno inviato via mail".

 

GIULIO SAPELLI

Programma promosso da Sapelli: "Mi è sembrato molto ragionevole. E aveva come inizio la conditio sine qua non per salvare questo paese dalla catastrofe: rinegoziare i trattati europei. Una rinegoziazione senza strappi unilaterali, per eliminare il fiscal compact o almeno attutirne le conseguenze. Su questo punto sono d'accordo non al cento ma al mille per cento". E proprio questo punto sarebbe stato il motivo dello stop che, per Sapelli, è arrivato da Bruxelles.

 

Dopo questi giorni a contatto con Lega e M5S, Sapelli nota che "la Lega è un partito che sa cosa vuole, il M5S è un aggregato interessante che rappresenta gli ultimi, il popolo degli abissi, ma che è più allo stato peristaltico, e quindi sente le pressioni in modo più plastico. Hanno stili politici profondamente diversi". Differenze che potrebbero influire sulla formazione del governo:

 

"Penso che per reggere le resistenze che si stanno esercitando bisognerebbe avere avanti due partiti, e non un partito e un movimento. Un  partito può resistere alle pressioni, un movimento peristaltico è molto più suscettibile". Sapelli, infine, ammette di non essere dispiaciuto: "No, è stata un'esperienza scientifica interessantissima". E se ci dovessero ripensare? "Gli esperimenti scientifici", risponde, "vanno bene una volta, se fatti bene. E questo è stato fatto benissimo".

Giulio Sapelli

 

 

2. GIULIO SAPELLI/ "ECCO PERCHÉ DI MAIO E MATTARELLA NON MI HANNO VOLUTO COME PREMIER"

Federico Ferraù per www.ilsussidiario.net

 

Giulio Sapelli, economista, sarà ricordato da molti, quelli che non hanno letto i suoi libri, come il premier in pectore per una notte. Una somma di veti lo ha escluso da Palazzo Chigi dopo che il suo nome era circolato insieme a quello del giurista Giuseppe Conte, vicino ai 5 Stelle.

Lunedì 13 maggio. Di Maio è atteso nello Studio alla Vetrata del Quirinale alle 16.30. Esce poco prima delle cinque e mezza. Altro che nome del premier: "Abbiamo aggiornato il presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra il M5s e la Lega su quello che è il contratto di governo". L'intesa non c'è, serve altro tempo. Qualcosa dev'essere andato storto.

 

SALVINI DI MAIO

La conferma arriva quando è Salvini a presentarsi ai giornalisti. Il capo del Carroccio, spazientito e con i nervi a fior di pelle, dà la sua versione. Stiamo parlando di programmi, non di nomi. Una frase già sentita, ma stavolta il tono è diverso. Giorgetti e Centinaio, un passo indietro, si scambiano un'occhiata ammiccante che forse li tradisce: altro che programmi, il problema sono proprio i nomi, anzi, il nome. Quello del premier. Non solo. Poco prima, secondo Repubblica, il leader della Lega ha ricevuto un no da Mattarella su Ue e migranti. "Le Camere non contano più nulla — dice Sapelli al Sussidiario — qualcuno vuole così".

 

Professore, Di Maio e Salvini hanno chiesto al Quirinale altro tempo. Non c'è intesa sul premier.

Mi spiace, perché eravamo ad un passo. Ma M5s è stato chiaro: il nostro candidato non è Sapelli.

 

Pare che sia Di Maio a insistere, vuol fare lui il presidente del Consiglio.

E' quello che mi ha detto Salvini. 

 

Proprio per questo, forse, Salvini ha alzato il prezzo. Se Di Maio vuole fare il premier a tutti i costi, Salvini ha chiesto mani libere sul resto. Ma a quel punto Mattarella potrebbe avergli detto che non vuole sentir parlare delle sue proposte sull'Europa e sul resto.

Mi sorprende che le Camere non contino più nulla, a qualcuno fa comodo ignorarle.

luigi di maio salvini

 

Chi è stato a mettere il veto su di lei?

L'asse Mattarella-Di Maio, prono all'Europa, anzi a questa Europa, alla Ue così com'è.

 

Che cosa è successo tra domenica e lunedì?

So che Mattarella domenica ha incontrato Siniscalco a Dogliani, nel giardino di casa Einaudi. Lo ha lodato, dicendogli che era l'erede di quella gloriosa tradizione piemontese eccetera eccetera. Domenico ovviamente era in brodo di giuggiole. So anche che qualcuno ha detto di me che avrei dei legami massonici.

 

Quando Mattarella ha parlato con Siniscalco, sapeva che lei era il candidato della Lega?

Penso di sì.

 

La sua ostilità all'austerity le è costata cara. Eppure era stato molto cauto.

Ma certo. Ho comunque detto quello che penso. "Guarda che ti fanno fare la fine di Moro" ha detto il mio amico Modiano, che è seduto qui davanti a me. Boom, esagerato.

MATTARELLA ELEZIONI LUGLIO

 

Da dove avrebbe cominciato?

Sarei andato a parlare con la Merkel. Sull'austerity la Germania si sta spaccando, non sono più tutti duri e puri. Ci dica, frau Merkel, dove dobbiamo andare? A Monaco o ad Amburgo?

 

Com'è stato l'incontro con M5s e Lega?

C'erano Salvini e Giorgetti, Spadafora e Di Maio. Salvini e Giorgetti mi hanno presentato come il loro candidato, i 5 Stelle mi hanno chiesto che cosa pensavo del loro piano di sviluppo. Abbiamo parlato per due ore e mezza. Poi hanno capito che volevo dire la mia sui ministri. Occhio alla Costituzione, ho detto. E ho posto la condizione che con me ci fosse anche Siniscalco.

 

Dunque fin da domenica sera conoscevano le sue condizioni.

SERGIO MATTARELLA

Certo.

 

E cos'hanno detto?

Salvini e Giorgetti hanno detto che per loro andava bene, e che mi avrebbero seguito. Di Maio ha fatto notare che Siniscalco rappresenta l'establishment.

 

E lei?

Ho detto che innanzitutto le persone vanno giudicate per quel che sono come persone, per la loro storia e il loro merito. E poi ho detto che di un rapporto con l'establishment avevamo bisogno. 

 

Adesso come si mette?

Non lo so. Continuo a pensare che siamo davanti a un vulnus inferto alla Costituzione. Non eravamo una repubblica parlamentare? Forse quando Mattarella è andato a trovare Napolitano ha contratto la sua malattia.

 

E' ancora convinto di avere la scialuppa della soluzione tecnica.

BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA

Mattarella vuole il governo tecnico, mi chiedo però quale sia il tecnico che si presta. Il paese si accorgerà che abbiamo avuto una grande occasione, quella di rinegoziare l'Europa, di uscire dalla deflazione e dare un po' di respiro ai paesi europei senza cadere nel nazismo economico, che se andiamo avanti così è quello che ci aspetta. 

 

Lei ieri ha dichiarato che il programma le piaceva. Lo pensa ancora?

Sì, è un programma socialdemocratico, serio, buono. Spero che venga attuato.

 

Sarebbe disponibile ad assumere un altro incarico?

DOMENICO SINISCALCO

Se me lo chiedono posso tornare in campo, alle stesse condizioni. Però dopo quanto accaduto e dopo quello che ci stiamo dicendo, ho i miei dubbi. Salvini lo ha detto a Di Maio: non ti preoccupare, il prof è così, ma non vuole comandarci.

 

Ha preteso di avere le mani troppo libere.

Lo sapevano, glielo avevo detto: I re magi siete voi, ma il bue e l'asinello li scelgo io.

 

 

 

 

 

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