negri potere operaio

TONI NEGRI PER SEMPRE – L’EX “CATTIVO MAESTRO” DI AUTONOMIA OPERAIA SALE IN CATTEDRA NEL TORINESE PER IL “FESTIVAL DEI BENI COMUNI” – CON LUI ANCHE ZAGREBELSKY, RODOTÀ, SETTIS, PAOLINI, PISTOLETTO E VATTIMO

Da http://www.lospiffero.com

 

anni di piombo2anni di piombo2

Il cattivo maestro dei tumultuosi anni Settanta, dell’Autonomia Operaia e di PotOp (Potere operaio), brodo primordiale della sovversione e terreno di coltura del terrorismo rosso, diventa oggi un “maestro assoluto dei beni comuni”.

 

Perché così Antonio Negri detto Toni è dipinto e presentato dal maître à penser dei benicomunisti Ugo Mattei, in vista del suo arrivo a Chieri (Torino) dove insieme ad altri nomi di spicco – da  Gustavo Zagrebelsky a Stefano Rodotà da Salvatore Settis a Marco Paolini,  da Michelangelo Pistoletto a Gianni Vattimo e molti altri - parteciperà al “Festival internazionale dei beni comuni” dal 9 al 12 luglio.

ANNI DI PIOMBO ANNI DI PIOMBO

 

E proprio il secondo giorno della kermesse fiore all’occhiello e palcoscenico del giurista torinese e vicesindaco della cittadina sulla collina torinese Mattei, sarà il filosofo che oltre una trentina d’anni fa balzò agli onori delle cronache per il suo arresto disposto dal pm di Padova Pietro Calogero – autore del famigerato teorema – che lo riteneva, insieme ad altri la mente delle Brigate Rosse.

 

TONI NEGRI TONI NEGRI

La figura di Negri grande vecchio delle Br, come ebbe e ricordare un altro dei protagonisti di quegli anni, Oreste Scalzone “era nulla di più di un fantasma dietrologico, e dunque un eccesso. Ma l’esistenza di un tumulto sociale che noi tentavamo di organizzare, la teorizzazione della lotta armata anche se diversa da quella praticata dalle Br, compresi reati come rapine e gambizzazioni, erano tutte cose vere.

 

Forse più diffuse e capaci di diffondersi di quanto immaginavano i magistrati”. Tra processi, condanne, assoluzioni, latitanza, fuga in Francia protetto dalla dottrina Mitterrand (un illuminato periodo che il maestro, pasteggiando a Côtes du Rhône, spiegava agli amici intellos trattarsi di esilio) e, pure, parlamentare eletto nelle liste radicali (“Il Parlamento è l’unica banda clandestina in cui sia mai entrato”), Negri ha segnato con la sua presenza gli anni più bui e tormentati della Repubblica.

 

negri toninegri toni

Dal ‘93 percepisce il vitalizio da parlamentare di un Paese che avrebbe voluto cambiare e abbattere (anche) con la lotta armata. Rientrato dalla Francia nel  ’97, scontò due anni di carcere, poi nel 99 la semilibertà. In seguito la figura del filosofo, che nei primi anni Sessanta collaborò a quei Quaderni Rossi che furono il laboratorio per il futuro Sessantotto, è associata a libri – Settanta e È Primavera i più noti – e conferenze.

 

AUTONOMIA OPERAIAAUTONOMIA OPERAIA

Una presenza non sempre gradita, tantomeno facile. Nel 2008 era prevista un ciclo di sue conferenze in Giappone, ma le autorità di nipponiche gli negarono il visto perché non presentò, come gli fu richiesto due giorni prima della partenza, la documentazione della sua vicenda processuale: «Venticinquemila pagine, non un certificato e basta», commentò. Gli andò meglio con Hugo Chavez che lo cita in discorsi ufficiali, così come con le Nouvel Observateur che lo definì il nuovo Marx.

 

salvatore settissalvatore settis

Sullo sfondo, sempre, oltre alle condanne, anche quella sua spiegazione degli anni di piombo:  per il maestro in arrivo a Chieri a filosofeggiare di beni comuni, alle morti provocate dal terrorismo “non vi fu alcuna alternativa. Era necessario rispondere allo stesso livello dello Stato”. Ora quello che a 82 anni suonati - li compirà il prossimo 1° agosto - ha la parvenza di un vecchio professore in pensione gode di una seconda giovinezza.

 

Assurto a guru degli atenei in virtù di una trilogia di saggi (Impero, Moltitudine, Comune, tutti scritti con Michael Hardt) presentata da Rizzoli come «un’opera destinata a essere per il XXI secolo ciò che il Capitale è stato per il XX». Con un linguaggio a tratti visionario, l’ex leader di Potere Operaio descrive: il nuovo ordine mondiale, fondato sul mercato globalizzato; le moderne masse oppresse, che vanno molto al di là del vecchio proletariato includendo precari e movimenti dalle varie istanze; le strategie per ribaltare il governo planetario di cui G8, Wto, Fmi e multinazionali sono le principali manifestazioni.

MICHELANGELO PISTOLETTO MICHELANGELO PISTOLETTO

 

 Negri inneggia alla rivolta, come ha sempre fatto. La rivoluzione, scrive il filosofo, «non pretende lo spargimento di sangue, ma ha un legame necessario con l’uso della forza» (così in Comune). Una «moltitudine disarmata» potrebbe essere «più efficace di una banda armata». Il «sabotaggio», il «rifiuto di collaborare», le «pratiche controculturali», la «disobbedienza generalizzata» potrebbero «essere convogliate in nuove iniziative di ribellione». Nell’ottobre del 2001, un mese dopo l’attacco alla Torri Gemelle, confessò di essere dispiaciuto del fatto che la Casa Bianca fosse stata mancata dal quarto aereo.

 Marco Paolini Marco Paolini

 

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?