TORTURA SENZA CASTIGO - IL RAPPORTO SULLA CIA È PIENO DI COMPORTAMENTI ILLEGALI, E ORA I LIBERAL VOGLIONO PROCESSARE I TORTURATORI - MA PER OBAMA L’AMMISSIONE BASTA E AVANZA

1. PUNITE I TORTURATORI CIA - OBAMA DEVE EVITARE LA CRISI

Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera

 

waterboarding nr waterboarding nr

Secondo la Lega per i Diritti civili, l’Aclu, non può finire qui: va nominato un procuratore speciale per individuare e perseguire i responsabili della tortura di 39 presunti terroristi. E la Cia va subito riformata. Ma l’Agenzia federale di «intelligence», dopo aver respinto la condanna nei suoi confronti contenuta nel rapporto sugli interrogatori «non convenzionali» negli anni successivi agli attentati dell’11 settembre 2001 pubblicato martedì dal Senato, dà battaglia per difendere il suo operato.

 

Cinque ex capi della Central Intelligence Agency — tra i quali George Tenet e il generale Michael Hayden, capi dell’«intelligence» negli anni degli interrogatori più brutali — hanno pubblicato ieri sul Wall Street Journal un «op-ed» nel quale rivendicano la liceità delle loro azioni sostenendo che furono autorizzate dal potere politico del tempo (il governo Bush).

waterboarding waterboarding

 

Respingono, poi, l’uso del termine «tortura» e sostengono che con quelle azioni, sicuramente molto dure, i servizi segreti americani hanno salvato numerose vite di innocenti. Intanto per difendere l’operato della Cia spuntano in continuazione siti web come Ciasavedlives.com , fondato da 12 ex agenti dell’«intelligence», il cui programma è chiaro fin dal nome della testata.

 

waterboardingwaterboarding

Autorizzando la pubblicazione del rapporto Barack Obama sapeva che, oltre a dimostrare il coraggio della trasparenza di una grande democrazia che ammette i suoi errori, avrebbe aperto una crisi profonda tra Parlamento, governo e un braccio dell’esecutivo vitale per sicurezza nazionale della superpotenza. I «checks and balances», i sistemi di pesi e contrappesi su cui si basa la democrazia Usa, sono di nuovo sottoposti a una prova difficile. Consapevole di rischiare una crisi istituzionale con implicazioni delicate per la sicurezza, il presidente si muove con cautela.

 

Obama e Bush scherzano sullAir Force One Obama e Bush scherzano sullAir Force One

Cia e repubblicani sono furibondi con Obama ma i «liberal», che giudicano tardiva e blanda la sua condanna della tortura, sostengono che la Casa Bianca ha solo smesso di frenare il Senato, come ha fatto per quasi cinque anni. Il presidente, che non può voltare le spalle ai democratici del Congresso ma non può nemmeno permettersi una ribellione dei servizi segreti, sta cercando una via mediana: le tecniche «non convenzionali» (da lui proibite fin dal giorno del suo insediamento nel 2009), sono state definite ufficialmente tortura e un tradimento dei valori sui quali è fondata l’America. Ma, a differenza del Senato, la Casa Bianca non ha fin qui negato che queste azioni inaccettabili abbiano avuto una loro utilità nella lotta alle centrali del terrore e nell’evitare altri attentati.

 

abu ghraib abu ghraib

Un uomo, John Brennan, è l’incarnazione dei dilemmi nei quali si dibatte il governo Usa: l’attuale capo della Cia, in passato consigliere antiterrorismo di Obama, ha sostenuto, negli anni in cui ha lavorato alla Cia, che le rudi tecniche usate, giustificate dalla guerra al terrore, erano state efficaci.

 

Arrivato alla Casa Bianca ha cambiato rotta: «Tecniche disumane, ha ragione il presidente a vietarle. E, viste le indagini del Congresso, ora ho anche dubbi sull’efficacia». Messo dallo stesso Obama alla guida della Cia, Brennan adesso conferma che è stato giusto rinunciare alla tortura ma torna a sostenere che quelle brutalità hanno salvato vite.

 

 

2. NON VOLTIAMO PAGINA SULLE TORTURE DELLA CIA

Gwynne Dyer per www.internazionale.it

 

ABU GHRAIB ABU GHRAIB

Quando qualcuno dice che è il momento di voltare pagina, significa che c’è qualcosa di molto imbarazzante di cui non vuole discutere in pubblico. Il presidente Barack Obama si era espresso in questi termini riguardo al rapporto sull’uso della tortura da parte della Central intelligence agency (Cia) negli anni successivi all’11 settembre, pubblicato il 9 dicembre dalla commissione del senato sui servizi segreti.

 

Obama ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco quando la commissione guidata da Dianne Feinstein ha deciso di pubblicare comunque le 528 pagine del rapporto, sostenendo che “parte di ciò che ci (gli statunitensi) contraddistingue è che quando facciamo qualcosa di sbagliato, lo ammettiamo”. Ma appena il 5 dicembre il segretario di stato John Kerry aveva chiesto a Feinstein di non pubblicare il rapporto adesso, sostenendo che era “il momento sbagliato”. Allora quando sarebbe stato quello giusto?

 

Feinstein ha ignorato Kerry, perché sapeva (come lo sapeva lui) che se il rapporto non fosse stato pubblicato adesso non sarebbe stato pubblicato mai più. Il mese prossimo entrerà in carica un nuovo congresso, e la maggioranza dei membri della nuova commissione del senato sui servizi segreti saranno repubblicani. Avrebbero di sicuro fatto di tutto perché il rapporto non vedesse mai la luce.

BARACK OBAMA john brennanBARACK OBAMA john brennan

 

C’è tuttavia almeno un senatore repubblicano che la pensa diversamente. John McCain, che ha sfidato Obama alle presidenziali del 2008, ha detto chiaramente che la tortura “di rado procura informazioni credibili. Ciò che potrebbe sorprendere, non solo i nostri nemici ma anche molti statunitensi, è quanto poco queste pratiche ci siano state utili a portare i colpevoli dell’11 settembre davanti alla giustizia e a scoprire e prevenire attacchi terroristici nel presente e nel futuro”.

 

McCain fu ferocemente torturato quando era un prigioniero di guerra nel Vietnam del Nord nel 1968, e alla fine rilasciò una “confessione” imbevuta di propaganda antiamericana. Come avrebbe detto in seguito: “Avevo imparato quello che tutti noi abbiamo imparato laggiù: ogni uomo ha un limite. Io avevo raggiunto il mio”. Dunque su questo argomento ne sa molto di più di qualsiasi altro politico statunitense, e probabilmente più di qualsiasi torturatore della Cia. Loro non si sono mai ritrovati al posto delle vittime.

 

GEORGE W BUSH CON GEORGE TENET DIRETTORE CIA ALL EPOCA DEL RAPIMENTO ABU OMAR jpegGEORGE W BUSH CON GEORGE TENET DIRETTORE CIA ALL EPOCA DEL RAPIMENTO ABU OMAR jpeg

Perfino McCain, tuttavia, si è limitato a dire che la tortura non era uno strumento utile. Ha evitato di parlare della cosa più importante, cioè del fatto che è anche un grave crimine secondo il diritto internazionale, perché questo avrebbe significato ammettere che gli alti funzionari dell’amministrazione repubblicana guidata dal presidente George W. Bush che hanno autorizzato la tortura tra il 2002 e il 2006 – compreso forse lo stesso Bush – dovrebbero essere perseguiti dalla legge.

 

Qualsiasi importante politico statunitense eviterà di parlarne. Negli Stati Uniti il dibattito contrapporrà quelli che insisteranno sul fatto che il waterboarding, i pestaggi, le “posizioni logoranti”, i bagni ghiacciati, la privazione del sonno, l’”alimentazione rettale” e le altre tecniche di tortura inflitte ai prigionieri nei “black sites” della Cia hanno prodotto informazioni utili e salvato la vita a molti statunitensi, e quelli secondo cui è stato tutto inutile.

 

Il rapporto della commissione del senato alimenta questo dibattito, esaminando venti casi di “successi” nella lotta al terrorismo ottenuti attraverso le torture con cui la Cia ha cercato di giustificare le proprie azioni. Il direttore della Cia John Brennan continua a difendere la tortura, sostenendo che “le informazioni ottenute grazie al programma sono state fondamentali per capire Al Qaeda”. Secondo le conclusioni della commissione, tuttavia, nemmeno uno di questi casi ha prodotto informazioni che non sarebbe stato possibile ottenere con altri mezzi.

John McCain John McCain

 

Ma non è questo il punto. La legge non dice che la tortura è un crimine solo se non produce informazioni utili, così come non dice che l’omicidio è un crimine solo se non è vantaggioso. Dice semplicemente che la tortura è un crimine, sempre e in ogni circostanza. Ed è giusto così.

 

L’Unione americana per le libertà civili ha dichiarato che il procuratore generale dovrebbe nominare un giudice speciale per condurre “un’inchiesta indipendente e completa sui funzionari dell’amministrazione Bush che hanno creato, approvato, condotto e coperto il programma sulla tortura. […] Nel nostro sistema nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge, eppure solo un pugno di funzionari di basso livello sono stati indagati per gli abusi. Questo è uno scandalo”.

 

IL SENATORE AMERICANO JOHN MCCAIN IL SENATORE AMERICANO JOHN MCCAIN

Ma il dibattito sulla punizione dei responsabili di questi crimini avverrà soprattutto fuori dagli Stati Uniti, e non sarà portato avanti dai governi. Le decine di paesi alleati che si sono resi complici del programma di “consegna, detenzione e interrogatorio” hanno tutti esercitato il loro diritto a eliminare dal rapporto qualsiasi informazione relativa alla loro collaborazione.

 

Il dibattito dunque avrà luogo sui mezzi d’informazione e nelle organizzazioni internazionali. Il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e la lotta al terrorismo, Ben Emmerson, ha dichiarato a Ginevra che gli alti funzionari dell’amministrazione Bush che hanno pianificato e approvato questi crimini devono essere processati, e lo stesso vale per i funzionari della Cia e del governo statunitense responsabili di pratiche di tortura come il waterboarding.

nazioni unite nazioni unite

 

“Dal punto di vista del diritto internazionale”, ha dichiarato Emmerson, “gli Stati Uniti sono legalmente obbligati a consegnare i responsabili alla giustizia”. Be’, sì, ma meglio non trattenere il fiato in attesa che questo accada. Finora solo un ex funzionario della Cia, John Kyriakou, è stato imprigionato in relazione al programma di tortura: è stato condannato per aver confermato ai giornalisti che la Cia praticava il waterboarding sui prigionieri.

 

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....