“TSUNAMI” DI CHIACCHIERE: FINORA I GRILLINI HANNO PRESENTATO SOLO 12 DISEGNI DI LEGGE

Paolo Bracalini per "il Giornale"

«Non abbiamo il personale che ci aiuta a scrivere una proposta di leg¬ge, gli altri partiti invece sì!» lamenta il deputato grillino Adriano Zaccagni¬ni. Sarà così, perché finora, a quasi due mesi dall'insediamento, i parla¬mentari Cinque stelle si stanno facen¬do doppiare, quanto a proposte di leg¬gi e interrogazioni parlamentari, per¬sino da quelli del Misto, surclassati dai miti centristi di Scelta civica, umi¬liati dai deputati del Gal (Grandi auto¬nomie e libertà).

Le statistiche del Par¬lamento sono implacabili. Partiamo dal Senato. Il contatore di Palazzo Ma¬dama segna il numero di disegni di legge depositati dai senatori, a partire dal 15 marzo scorso. Qui i senatori gril¬lini sono ultimi in classifica, e anche abbondantemente. Gli apriscatole di Grillo e Casaleggio hanno totalizzato solo 12 ddl, una media di sei al mese (e attenzione, solo nove hanno un parla¬me¬ntare grillino come primo firmata¬rio). Un po' pochini, anche perché il M5S è il terzo gruppo più numeroso del Senato, con 53 senatori guidati da Vito Crimi, finora famoso per la dor¬mita sui banchi del Senato (che sia una sonnolenza contagiosa?).

Un gruppone che però ha prodotto quasi un decimo dei ddl fatti dai 21 se¬natori montiani (102 proposte di leg¬ge), molti meno di Gal (48) o della Le¬ga (89), degli autonomisti della Svp (50), per non parlare di Pd e Pdl. Ma ol¬tre ai cavalli di battaglia, l'abolizione dell'albo dei giornalisti e dei rimborsi elettorali, i senatori grillini, in quelle 12 proposte di legge, cosa chiedono? Il senatore grillino (e No Tav) Airola propone ad esempio nuove «Norme in materia di modificazione dell'attri¬buzione di sesso».

Anche la senatrice Montevecchi si preoccupa di questio¬ni di genere, con un ddl su «Nuove di¬spos¬izioni per il contrasto dell'omofo¬bia e della transfobia», così come il se-natore oriundo Luis Orellana chiede «Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matri¬monio in favore delle coppie dello stesso sesso».

Non che alla Camera, dove i grillini diventano 109, le cose vadano me¬glio. A Montecitorio, sotto la guida del¬la Lombardi, i deputati di Grillo han¬no prodotto, in due mesi, la bellezza di soli cinque disegni di legge. L'aboli¬zione dei rimborsi elettorali, l'intro-duzione del voto per preferenza, il di¬vieto di «propaganda elettorale a cari¬co delle persone appartenenti ad associazioni mafiose», una modifica al¬la legge sugli orari di apertura dei ne¬gozi, la soppressione dell'obbligo di assicurazione dei professionisti.

In ag¬giunta, i deputati grillini hanno firma¬to una proposta dell'ambientalista Realacci (Pd) «per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle ma¬nifestazioni dei cortei in costume, del¬le rievocazioni e dei giochi storici», e un'altra dell'onorevole altoatesino (Svp) Manfred Schullian per l'«Istitu¬zion¬e della corte d'appello e della pro¬cura generale della Repubblica in Bol¬zano».

Cofirmata, chissà perché, dal deputato salernitano del M5S, Girola¬mo Pisano. Dopodiché, il nulla. An¬che alla Camera i grillini sono ultimi nelle statistiche legislative. Basti dire che Sel, con 37 deputati contro i 109 di Grillo, ha depositato 35 proposte di legge, contro le cinque dei cittadini portavoce a Montecitorio.

Poi ci sono le interrogazioni parla¬mentari, e anche qui l'attività langue. Dovevano mettere al muro la Casta, mitragliandola di domande e richie¬ste di trasparenza, e invece la metà dei deputati M5S non ha fatto neppu¬re uno straccio di interrogazione (le domande ufficiali al governo), docili come agnellini. Nel palmares della Lombardi, capogruppo, c'è solo una interpellanza, mentre nello statino del suo vicario, Riccardo Nuti, neppu¬re quella. Urge davvero il nuovo mee¬ting con Grillo e Casaleggio.

 

casaleggio grillo grillo casaleggio grillo casaleggio ENRICO LETTA ROBERTA LOMBARDI E VITO CRIMIGRILLO Lombardi e Vito A ROMA roberta lombardi con vito crimiCRIMI E LOMBARDIAPRISCATOLE IN SENATO FOTO TWITTER BEPPE GRILLOCRIMI E LOMBARDI

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…