TURCHIA, LA STORIA SI RIPETE: ERDOGAN COME ABDUL-HAMID II, L’ULTIMO SULTANO - LO CHIAMAVANO “IL SANGUINARIO”, VENNE SPODESTATO DAI “GIOVANI TURCHI”, BISNONNI DEI GOLPISTI - IL RUOLO DEI GASDOTTI CON LA RUSSIA E LE ALLEANZE A FASI ALTERNE CON LA GERMANIA

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Dagoreport

 

da south stream a turkish stream da south stream a turkish stream

E se Recep Erdogan conoscesse bene la Storia? E non avesse nessuna voglia di fare la fine di Abdul-Hamid II, guardacaso detto “il sanguinario”? Forse, questi suoi studi storici sono alla base della nuova strategia, successiva al fallito golpe. Nella quale rientra, a pieno titolo, l’intesa commerciale ed economica con Vladimir Putin. A partire dal rilancio del gasdotto “Turkish stream” (nella cartina definito "Blue Stream")

 

A “Le Monde” Erdogan ha commentato al termine dell’incontro con il presidente russo: “Non mi ha chiesto perchè dopo il golpe avevo licenziato funzionari e militari. Gli europei - riporta “La Stampa”  - mi parlano solo di questo”. Due uomini pragmatici che sfruttano l’interlocutore per interessi diversi, ma coincidenti.

 

Abdul-Hamid II fu l’ultimo Sultano dell’Impero ottomano. Venne destituito dai “giovani turchi” di Ataturk. Proprio quei “giovani turchi” che Erdogan aveva intravvisto nel ruolo dei golpisti: da qui la violenta repressione; simile a quella avviata da Abdul-Hamid contro le diverse rivolte dell’impero, che gli fecero conquistare il soprannome di “sanguinario”.

 

abdul hamid ultimo sultano abdul hamid ultimo sultano

Recep, però,  sta cercando di evitare di commettere gli errori del predecessore. Dopo aver perso la guerra con la Russia zarista, Abdul-Hamid iniziò ad aprire le porte della Turchia all’economia di Mosca. Contemporaneamente, però, iniziò a flirtare con la Germania del Kaiser; quasi per equilibrare la presenza estera sul proprio territorio.

 

Non gli andò bene. La Russia fece entrare nella sua orbita i Balcani, sottraendoli all’Impero ottomano. E lui si buttò sulla Germania, a cui aprì le porte delle Forze armate e degli investimenti infrastrutturali, tipo la ferrovia Berlino-Bagdad.

 

Qualcosa di molto simile al ruolo della Nato nella Turchia di oggi. Per non parlare del ruolo svolto dalla Merkel per far assegnare ad Ankara 3 miliardi dall’Europa per frenare i flussi migratori. A conferma delle mille analogie fra le due storie quella che Abdul Hamid voleva apparire come il campione dell'Islam contro il cristianesimo "infedele". Proprio come Erdogan.

PUTIN ERDOGAN SAN PIETROBURGO PUTIN ERDOGAN SAN PIETROBURGO

 

Per evitare gli errori del passato, Recep oggi gioca la carta economica con la Russia; soprattutto in chiave energetica. Dopo l’incontro con Putin ha subito voluto valorizzare il rilancio del gasdotto “Turkish Stream”. Ma per evitare di far troppo arrabbiare i partner europei ha anche precisato che questo non sarà “un’alternativa al South Stream”. Cioè, al gasdotto che punta ad arrivare anche in Puglia.

 

FOLLA IN DELIRIO PER ERDOGAN FOLLA IN DELIRIO PER ERDOGAN

Sul tema, Putin non ha parlato. E non a caso. La Russia è impegnata anche nel gasdotto nord europeo, che sbuca proprio in Germania: bypassando l’Ucraina (come tutti gli altri). Va bene fare accordi commerciali con la Turchia, ma l’Europa ha un peso economico superiore a quello di Ankara.

 

Analogo silenzio sul futuro della Siria e di Assad. Così come sono finite ne dimenticatoio le accuse russa al figlio di Erdogan di commercializzare il petrolio estratto dall’Isis dai pozzi iracheni sotto il controllo del Califfato.

 

Erdogan ha imparato la lezione di Abdul-Hamid II: a volte in diplomazia è meglio tacere che allearsi con qualcuno che puoi ti può deporre.

 

 

 

 

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