fini boldrini grasso

TUTTI A SCUOLA DA GIANFRANCO FINI - GRASSO E BOLDRINI HANNO GIA' SCIOLTO LE CAMERE ALL'INSAPUTA DEGLI ITALIANI: USANO LE LORO CARICHE COME TRAMPOLINO PER DIVENTARE CAPOPARTITO COME MISTER TULLIANI – DE BORTOLI: “SE FOSSE ACCADUTO A DESTRA COSA AVREMMO DETTO?”

 

Paolo Bracalini per ‘il Giornale’

 

GRASSO BOLDRINI

Cosa faranno Laura Boldrini e Pietro Grasso? La domanda tiene col fiato sospeso milioni di italiani, quasi come il prossimo ct della nazionale. Cosa faranno non è chiaro, ma cosa non stanno facendo più è certo: i presidenti super partes delle due Camere. Il ruolo istituzionale, che richiede un minimo distacco dalla lotta politica, era già precario da mesi ma con le elezioni alle porte è saltato del tutto. Ed è facile prevedere che nell' imminente campagna elettorale i due saranno in campo come se non fossero i garanti di tutti gli schieramenti di Camera e Senato, funzione che ormai ricoprono solo formalmente, ma come esponenti di partito a tutti gli effetti.

 

boldrini pisapia

La Boldrini, in cerca di ricandidatura, si muove come aspirante leader della sinistra a sinistra del Pd, in verità un posto molto caotico. Ha persino abbozzato un suo programma di governo (più tasse, più immigrazione, più sussidi pubblici, «un' agenda straordinaria per il Paese» si è commosso Roberto Speranza di Mdp), esterna sulle possibili alleanze come un capo di partito («Per ora non ci sono le condizioni per un accordo col Pd»), e ha avviato le consultazioni, incurante del ruolo che ricopre.

 

giorgio napolitano pietro grasso

Nei giorni scorsi ha incontrato i bersaniani Speranza e Arturo Scotto, poi ha avuto modo di confrontarsi con Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, quindi è stato il turno di Pier Luigi Bersani, mentre in programma c' è un faccia a faccia con Pisapia. Non solo, la Boldrini fa sapere anche quali sono i disegni di legge che dovrebbero essere approvati dal Parlamento (dettaglio: è lei a decidere il calendario della Camera dei deputati) prima degli altri.

BOLDRINI

 

Come lo Ius soli: «Un provvedimento giusto, necessario e utile a tutti noi». Mentre bisogna cancellare i vincoli per le Ong che imbarcano i migranti: «Tornino a salvare vite umane nel Mediterraneo. Alle Ong va detta solo una parola: grazie, grazie, grazie!». Come la Boldrini, anche il presidente del Senato Pietro Grasso è sceso in campo a pieno titolo come leader della sinistra che vuole rottamare Renzi.

de bortoli

 

E lo ha fatto con un atto plateale, si è dimesso dal gruppo Pd a cui era iscritto, in polemica con l' approvazione della legge elettorale con voto di fiducia: «È stata una violenza. Lascio questo Pd perché non mi riconosco più né nel merito né nel metodo» ha detto, per poi spiegare che non è lui che esce, ma «è il Pd che da dopo Bersani non c' è più». Parlando quindi non più da seconda carica dello Stato ma da esponente della sinistra critica.

fini elisabetta tulliani

 

Certo, a domanda diretta svicola («Voglia di fare politica? Se ci sono le condizioni. Per ora ascolto»). Ma lo scioglimento delle Camere, con i due presidenti trasformati in esponenti della minoranza, è nei fatti. Lo osserva l' ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli in un tweet. «Le Camere sono di fatto già sciolte visto l' impegno politico dei loro due presidenti. Se fosse accaduto a destra che cosa avremmo detto?». Protesta anche il governo. «Non trovo un precedente storico rispetto a un passaggio all' opposizione di tutti e due i presidenti delle due Camere» dice il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che segnala il «rischio di una distorsione di equilibri istituzionali».

fausto bertinotti

 

Forse però qualche precedente si può trovare. Quando a presiedere la Camera era Gianfranco Fini, riuscì persino a fondare un partito e a sottrarre decine di parlamentari eletti con un altro partito (il Pdl). Ma va anche aggiunto che chi ha provato ad usare l carica di presidente della Camera (o del Senato) come trampolino per la carriera politica (Bertinotti, Pivetti, Casini, Marini, Fini...) raramente ha avuto fortuna.

FRANCO MARINIcostantino e irene pivetti 3

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…