UN HARD-DISK FA TREMARE L’EUROPA - 2,9 GIGA CON I NOMI DI MIGLIAIA DI EVASORI FISCALI VIP NELLE MANI DELLA POLIZIA SPAGNOLA - E’ IL “DOSSIER FALCIANI”, DAL NOME DELL’INFORMATICO CHE HA PORTATO VIA I FILE DALLA SEDE DI GINEVRA DELL’HSBC - ALL’INTERNO CI SAREBBERO LE PROVE DI UNA EVASIONE FISCALE DA 100 MILIARDI DI EURO, CON 130MILA NOMINATIVI D’ORO - ANCHE CASI DI CORRUZIONE? LA VITA DI FALCIANI AD ALTISSIMO RISCHIO…

Alessandro Oppes per il "Fatto quotidiano"

I misteri contenuti in un hard disk da 2,9 giga sarebbero in grado di togliere il sonno a migliaia di imprenditori, politici, campioni sportivi, celebrità di vari paesi (Italia compresa), che disponevano di conti bancari presso la filiale dell'Hsbc di Ginevra. Solo una persona è in grado di decifrare le informazioni criptate contenute in quei file: è l'informatico italo-francese Hervé Falciani, che trafugò i documenti quando lavorava nella sede elvetica della banca britannica.

Da quando, alla vigilia di Natale, Falciani ha lasciato il carcere madrileno di Valdemoro, dove era rinchiuso dal luglio scorso (l'avevano arrestato al suo arrivo a Barcellona), la sua collaborazione con le autorità spagnole sembra aver cominciato a dare frutti significativi. E non siamo che all'inizio.
L'ingegnere informatico 35enne, al quale già nel 2009 la Procura di Nizza aveva sequestrato i file contenenti i dati bancari di 130 mila evasori fiscali di tutta Europa (invano, un anno prima, spacciandosi per un tal Ruben al-Chidiak, Falciani aveva tentato di venderli al banco Audi di Beirut), da un mese vive sotto strettissima protezione in una località segreta alla periferia di Madrid. Secondo le indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni dalla stampa spagnola, in queste settimane ha cambiato domicilio già due volte.

E la sua residenza è sempre sorvegliata, 24 ore su 24, da almeno 8 agenti. Ogni volta che mette il naso fuori di casa, dicono che indossi un giubbotto anti-proiettile, proprio come fece il giorno di dicembre in cui abbandonò il carcere di Valdemoro. Frequenti, praticamente quotidiane, le visite che riceve: Procura anti-corruzione, Agenzia tributaria, Unità centrale di delinquenza economica e fiscale della polizia.

Vogliono sapere, chiedono che il pirata informatico li aiuti a vederci chiaro. Del resto, è questa la condizione che gli hanno posto per restituirgli la libertà, ignorando - almeno per il momento - la richiesta di estradizione presentata dal governo di Berna, che lo vorrebbe processare per spionaggio economico e rivelazione di segreto bancario.

Se è vero quello che sostiene il portale digitale Vozpopuli, che cita "fonti della polizia", la collaborazione di Falciani potrebbe consentire di mettere a segno il più clamoroso "colpo del secolo": dal misterioso hard disk emergerebbero fino a 100 miliardi di euro di capitali sottratti al fisco spagnolo e depositati nei conti svizzeri dell'Hsbc. Un'enormità, rispetto agli appena 3 miliardi svelati finora dai documenti trasmessi a Madrid dalla procura di Nizza.

Ma, oltre alla frode fiscale, i file conterrebbero le prove di numerosi casi di corruzione. Tra i nomi contenuti nella lista, ci sarebbero quelli dell'ex-tesoriere del Partito Popolare Luís Bárcenas e dell'ex-presidente della Confindustria spagnola Gerardo Díaz Ferran (attualmente in carcere).

Ma i sospetti - sollevati dal partito Izquierda Unida - si indirizzano anche verso la famiglia reale: dal genero di Juan Carlos, Iñaki Urdangarin (già sotto inchiesta per corruzione ), alla Infanta Cristina, e all'amica, o forse amante, del re, Corinna Zu Sayn-Wittgenstein. Vista l'enormità delle potenziali rivelazioni, la magistratura spagnola sembra determinata ad andare fino in fondo. Poco importa l'origine "illecita" della documentazione. Tutto il contrario di quanto avvenuto in Italia, dove diverse commissioni tributarie e sezioni penali di tribunali hanno ritenuto inutilizzabile la "lista Falciani" perché "sottratta in modo fraudolento".

 

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