UN’ITALIA IN GRIGIO – PER NOVE ITALIANI SU DIECI TANGENTOPOLI NON È MAI FINITA E IL 59% TIFA PER LE PROTESTE DI LANDINI E GRILLO CONTRO LE RIFORME DEL LAVORO – MA NON SI VEDONO ALTERNATIVE E IL GRADIMENTO DI RENZI RESTA STABILE

Ilvo Diamanti per “la Repubblica

 

Il clima d’opinione è grigio. Oscurato dall’insoddisfazione economica e dalla rabbia contro la corruzione politica. Ma gli orientamenti politici non cambiano. In particolare: non si vedono alternative di governo né, soprattutto, a Renzi. Almeno, in questa fase. È il riassunto sintetico del sondaggio concluso ieri per l’Atlante Politico di Demos.

LUPI E ALFANO LUPI E ALFANO

 

Racconta di un Paese abituato, ormai, alla sfiducia. E, per questo, poco disponibile a immaginare possibili cambiamenti. Possibili svolte. Nonostante tutto. Quasi metà dei cittadini, infatti, ritiene che non sia cambiato molto, in Italia, dai tempi di Tangentopoli. In particolare considera la corruzione politica ancor più diffusa di allora. E oltre 4 persone su 10, comunque, pensano che sia altrettanto estesa. In definitiva: per 9 italiani su 10 Tangentopoli non è mai finita.

 

D’altronde, la contaminazione fra politica e interessi appare ancora e sempre evidente. E ricorrente. Punteggiata da casi di pesante contiguità. Ma anche da episodi di “familismo amorale”, come quello che ha coinvolto, di recente, il ministro Lupi. Costringendolo alle dimissioni. Per un altro verso, emerge un ampio dissenso “contro i provvedimenti del governo e la riforma del mercato del lavoro”.

renzi farinetti eatalyrenzi farinetti eataly

 

Non per caso il 56% del campione si dice (molto o abbastanza) d’accordo con le iniziative di protesta organizzate a questo proposito. E, quindi, con la manifestazione della FIOM che si svolge oggi a Roma. Che incontra un sostegno maggioritario dagli elettori di sinistra, ma anche di Forza Italia. E soprattutto del M5s. Tuttavia, questo malessere diffuso, queste esplosioni di dissenso, non sembrano produrre effetti significativi sugli orientamenti politici. Né sulle aspettative dei cittadini.

 

Il 42% di essi, infatti, ritiene che il governo guidato da Renzi resterà in carica fino alla fine della legislatura. Sette punti in più rispetto allo scorso novembre. Parallelamente, il 28% pensa che, al contrario, non durerà più di un anno. Cinque mesi fa gli scettici erano quasi il 40%.

 

berlusconi nunzia de girolamo   berlusconi nunzia de girolamo

Dunque, il clima d’opinione è grigio, ma all’orizzonte non si vedono mutamenti politici rilevanti. Il grado di fiducia nei confronti del governo, di conseguenza, dallo scorso autunno resta pressoché immutato. Intorno al 46%. Come il gradimento “personale” verso il premier, Matteo Renzi, che, infatti, sfiora il 50%. Sostanzialmente stabile, anch’esso, negli ultimi mesi. Tutti gli altri leader sono distanziati. Anche se alcuni di essi emergono, fra gli altri, Meloni e Salvini, in particolare, entrambi sopra il 30%.

 

Poi, Landini, al 29. Il leader della FIOM, d’altronde, è molto visibile e mediatico, in questa fase. Sull’onda della manifestazione di oggi. Ma anche della “Coalizione Sociale”, il movimento politico di opposizione, annunciato — e lanciato — due settimane fa. Landini, peraltro, raccoglie consensi ampi non solo nella “Sinistra della Sinistra” (come l’ha definita Marc Lazar su Repubblica, nei giorni scorsi). Ma anche fra gli elettori del M5s e, soprattutto, anzitutto, nel PD (35%).

 

BEPPE GRILLO GINO PAOLIBEPPE GRILLO GINO PAOLI

Segnale dell’esistenza di una base di consenso, meglio, di dissenso politico molto ampia. Priva, per ora, di sbocco, sul piano partitico. Landini, per primo, appare cauto, al proposito. Lo spazio dell’opposizione al governo, d’altronde, appare già affollato e frastagliato. Le stime elettorali, infatti, non sembrano risentire troppo delle tensioni politiche e sociali in atto. Riproducono un quadro stabile e coerente, con quello degli ultimi mesi. Nonostante tutto.

 

TOSI SALVINI - VIGNETTA BENNY TOSI SALVINI - VIGNETTA BENNY

Il PD di Renzi, in particolare, perde qualcosa, rispetto alle rilevazioni di febbraio. Ma, appunto, “qualcosa”. Resta, infatti, al 36,6%. Un punto in meno rispetto a un mese fa. Mentre la principale “opposizione” continua ad essere espressa dal M5s. Nuovamente oltre il 20%. Anch’esso stabile, dopo le scorse Europee. Come se l’unica opposizione al PD fosse costituita dall’insofferenza e dalla domanda di “sorveglianza” democratica. Rappresentate, appunto, dal M5s. Che ha beneficiato, più degli altri, delle dimissioni di Lupi. E, come si è detto, delle proteste contro le politiche del lavoro.

 

giorgia melonigiorgia meloni

Sul fronte della Destra, invece, la marcia della Lega di Salvini, che, fino a un paio di mesi fa, pareva inarrestabile, si è arrestata. All’11,5%. Come il mese scorso (circa). Le divisioni interne — che in Veneto hanno prodotto l’espulsione e l’uscita di Tosi dal partito — non sono state indolori. E hanno ridimensionato l’immagine della Ligue Nationale, nuovo riferimento della Destra in Italia. D’altra parte, il “modello originale”, il Front National di Marine Le Pen, domenica scorsa, al primo turno delle départementales, in Francia, non ha raggiunto il risultato atteso — e largamente annunciato. Pur ottenendo il 25%, infatti, è stato superato dall’alleanza di centro-destra UMP e UDI, guidata da Nicolas Sarkozy, vicina al 29%.

 

felpa fiom camusso landinifelpa fiom camusso landini

Su livelli molto più ridotti, lo stesso è avvenuto in Italia. Dove FI, pur calando lievemente, nell’ultimo mese, resta avanti di due punti, rispetto alla Lega. Tra gli altri partiti, solo i Fratelli d’Italia, guidati dalla Meloni, appaiono in crescita. Molto vicini al 5%, come SEL e i partiti della Sinistra radicale sul versante politico opposto.

 

Tuttavia, il profilo tracciato dall’Atlante politico di Demos conferma il ritratto politico di un Paese senza alternative. Dove Matteo Renzi governa in un clima sociale scettico. Alla guida di un partito sempre più “personale”. Sempre più PDR. Circondato da alcuni alleati, poco influenti. E da molte opposizioni, di taglia molto ridotta. Almeno, per ora. Unica vera ombra: l’insoddisfazione e la sfiducia. Verso i politici, la politica e le istituzioni. Mobilitata e amplificata dal M5s. Così Renzi — senza troppi ostacoli, davanti, e senza grande entusiasmo, intorno — prosegue il suo cammino.

Nonostante tutto.

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…