NELLA VECCHIA MACELLERIA, CIA-IA-OH! - NEL RAPPORTO DEL SENATO USA SULLA TORTURA, SPICCA IL RUOLO DEI GOVERNI EUROPEI, CHE HANNO CONSEGNATO ALLA CIA DATI SENSIBILI E PRESUNTI CRIMINALI, SENZA PROCESSO E SENZA FIATARE (VEDI IL CASO ABU OMAR)

Giampiero Gramaglia per “il Fatto Quotidiano

 

SILVIO BERLUSCONI I QUADRI DI GEORGE BUSH SILVIO BERLUSCONI I QUADRI DI GEORGE BUSH

   Il rapporto sul ricorso alle torture dopo l’11 settembre 2001 precipita gli Stati Uniti in una tempesta di critiche e deprecazioni. Ma pure noi, mica ne usciamo bene: noi Italia e noi alleati dell’America, che, al tempo della guerra al terrorismo ‘stile Bush’, le abbiamo tenuto bordone non solo con truppe al fronte, ma con le famigerate renditions e il passaggio di informazioni riservate e infine chiudendo un occhio su quello che avveniva delle persone di fatto consegnate all’intelligence americana.

Berlusconi e BushBerlusconi e Bush

 

Che aveva la licenza di torturare. A fare finta di non entrarci nulla, di non saperne niente, ci abbiamo già provato. Più d’una volta: nella vicenda di Abu Omar, l’imam egiziano rapito in Italia nel 2003, portato in Egitto e lì sottoposto al trattamento della Cia; oppure, dopo lo scandalo delle intercettazioni ‘a 360 gradi’ dell’intelligence statunitense, di cui ci siamo indignati e lamentati , prima che emergesse che vi avevamo contribuito. Per il ministro degli Esteri Gentiloni, in visita a Washington e a New York, il rapporto sui metodi della Cia fa “emergere una gravissima realtà”.

 

abu omar abu omar

Ma il ministro sottolinea che il presidente Obama aveva già “deciso di voltare pagina”: “la pubblicazione del rapporto ci dice molto su come funziona la democrazia statunitense ”, perché il documento “è un atto di auto-accusa e di trasparenza”. Però, “la trasparenza non riduce la condanna senza se e senza ma di pratiche inaccettabili”, perché non si può “scendere a compromessi al ribasso sui diritti umani: non è lecito torturare per evitare il rischio di attentati”.

 

   Che l’Italia e altri Paesi occidentali sentano d’avere un po’ la coda di paglia, in questa vicenda, lo prova il rafforzamento della sicurezza intorno a potenziali obiettivi del terrorismo integralista, anche se Roma non sarebbe fra le capitali che Washington ha messo in guardia. I jihadisti minacciano vendetta su twitter. Con l’America, sono critici tutti, Nazioni Unite, Gran Bretagna, Francia, Germania, tutti candidi come angioletti. Persino il presidente afghano Ashraf Ghani – da che pulpito! - si fa sentire.

obama e putin in vestito  tradizionale cineseobama e putin in vestito tradizionale cinese

 

E i governi di Cina e Corea del Nord, regimi messi sotto accusa di continuo per violazioni dei diritti umani, ci vanno a nozze: “Gli Usa correggano il tiro”, è l’invito di Pechino. Pyongyang, invece, chiede la condanna di Washington al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. E Obama ha un bel ricordare che lui proibì le torture appena insediatosi alla Casa Bianca: neppure il suo record è immacolato, perché promise di chiudere Guantanamo e non l’ha mai fatto. C’è chi chiede di processare gli agenti implicati.

 

C’è chi minaccia ritorsioni. In Polonia, la procura che indaga sull'esistenza di prigioni segrete della Cia nel Paese s’appresta a chiedere copia integrale del rapporto Usa. La Polonia è stata condannata dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo a risarcire due presunti terroristi confinati in uno di centri di detenzione ‘appaltati’ agli americani, Kiejkut, vicino a Szczytno.

kim jong un 9kim jong un 9

 

Nella scia delle rivelazioni del rapporto, la difesa di Khalid Sheikh Mohammed, “mente” degli attentati dell’11 settembre 2001, chiede che gli venga risparmiata la pena di morte: “Un’esecuzione vera e propria, dopo 183 finte esecuzioni, sarebbe una punizione crudele e inusitata”, sostiene l’avvocato David Nevin.

 

 

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