nato russia putin mosca washington

VENTI DI GUERRA FREDDA - LA TENSIONE TRA MOSCA E WASHINGTON NON È MAI STATA COSÌ ALTA DALLA CADUTA DEL MURO: LA RUSSIA PREPARA LE SUE FORZE A UN CONFLITTO CON LA NATO, L' ALLEANZA ATLANTICA ESERCITA LE SUE PER UNO SCONTRO CON PUTIN

Paolo Valentino per "Corriere della Sera"

 

barack obama vladimir putinbarack obama vladimir putin

Un quarto di secolo dopo la conclusione della Guerra fredda e la grande illusione sulla fine della Storia, il rischio di un confronto militare tra la Russia e i Paesi della Nato nel teatro europeo non è mai stato così alto. Non che il Cremlino o i leader dell'Occidente siano decisi, nonostante le pubbliche professioni di contrarietà, ad andare alla guerra con l' altra parte.

 

G20- PUTIN, OBAMA, DILMA G20- PUTIN, OBAMA, DILMA

Ma è un fatto che, esattamente come al tempo della Cortina di Ferro, nell'ultimo anno il criterio discriminante di ogni addestramento o esercitazione dell' uno o dell' altro schieramento sia stato simmetrico e inequivocabile: la Russia prepara attivamente le sue forze a un eventuale conflitto con la Nato, mentre l' Alleanza Atlantica esercita le sue per un possibile scontro con Mosca.

 

A lanciare l' allarme è uno studio appena pubblicato da European Leadership Network, centro di ricerca indipendente sulla politica estera e di sicurezza europee con sede a Londra, che ha analizzato in dettaglio le due più recenti esercitazioni militari, svolte dalla Russia e dalla Nato rispettivamente nel marzo e nel giugno di quest' anno.

 

Ottantamila soldati, 65 navi, 15 sottomarini e 220 aerei hanno preso parte in primavera alla cosiddetta «snap exercise», una manovra rapida fondata sulla difesa territoriale delle regioni russe di confine, con un focus particolare sulle isole dell' Artico, l' enclave baltico di Kaliningrad, la Crimea e il Mar Nero, l' isola di Sakhalin.

 

putin- obamaputin- obama

«Una scala così grande» spiega Thomas Frear, coautore dello studio « può avere come scenario solo la simulazione di una guerra con la Nato».

 

Quindicimila uomini da 19 Paesi membri e 3 associati sono stati invece coinvolti tra il 5 e il 28 giugno in Allied Shield, scudo alleato, un complesso di 4 diverse esercitazioni di aria, terra e mare, mirate a simulare una reazione il più rapida possibile a un eventuale attacco contro uno degli alleati al confine orientale.

 

PUTIN OBAMA PUTIN OBAMA

Anche qui, osserva Frear, «l' unico avversario che si possa immaginare è la Russia». Detto altrimenti, ognuno dei due schieramenti è impegnato in un addestramento, che si misura con precisione sartoriale con le capacità, i punti di forza e di debolezza dell' altro, a dispetto del fatto che sia Mosca che la Nato ripetano di avere in mente soltanto «avversari ipotetici».

 

Secondo lo studio, i due tipi di preparazione presentano anche caratteristiche comuni, come la mobilitazione e il riposizionamento di truppe e unità scelte a grandi distanze o l' uso di forze di terra massicciamente sostenute da unità aero-navali. Tuttavia, nota la think tank londinese, la possibilità dei russi di mobilitare migliaia di coscritti si traduce in una scala che gli eserciti della Nato, quasi tutti professionali, non possono permettersi.

 

OBAMA PUTIN SPIONAGGIO MONDIALE OBAMA PUTIN SPIONAGGIO MONDIALE

E se al momento l'ipotesi di uno scontro armato rimane per fortuna remota, European Leadership Network ricorda che i rispettivi tentativi di monitorare le manovre hanno più volte sfiorato l'incidente, confermando i rischi dell' intero esercizio: in marzo bombardieri russi hanno pericolosamente avvicinato navi da guerra americane che manovravano nel Mar Nero, mentre la Nato ha intercettato diversi aerei e unità navali russe al largo di Kaliningrad. Di più, sorvoli su Baltico e Scandinavia a transponder spenti, che ne impediscono l' identificazione, da parte di aerei russi sono ormai all' ordine del giorno. Mosca da parte sua denuncia la presenza costante di sottomarini americani al largo delle sue coste baltiche.

 

Figlie di un contesto politico deteriorato dalla crisi ucraina e dalle preoccupazioni che l' atteggiamento aggressivo del Cremlino ha suscitato negli ex Paesi del Patto di Varsavia, le manovre militari «mirate» di Russia e Nato hanno fatto ulteriormente salire la tensione nei rapporti tra Mosca e l' Occidente. Al punto da rischiare di far disperdere i pochi sviluppi distensivi, emersi dopo la visita del segretario di Stato John Kerry a Sochi e le recenti parole di apprezzamento spese da Barack Obama nei confronti di Vladimir Putin, per il ruolo decisivo avuto nel negoziato nucleare con l' Iran.

OBAMA PUTIN TOP SECRET OBAMA PUTIN TOP SECRET

 

Significativo è l' episodio del generale Joseph Dunford, l' uomo designato a guidare lo Stato maggiore inter-forze degli Stati Uniti, che in luglio davanti al Congresso aveva definito la Russia «minaccia esistenziale per gli Usa», salvo poi essere smentito dallo stesso Kerry.

 

Preoccupato di scongiurare ogni eventualità che la situazione militare tra Nato e Russia possa sfuggire di mano, Jan Kearns, direttore di European Policy Network, formula una serie di raccomandazioni, a cominciare dalla necessità di intensificare le comunicazioni tra i comandi militari sui calendari delle prossime esercitazioni e da un maggior uso delle procedure previste in questi casi dall' Osce.

 

BARACK OBAMA E VLADIMIR PUTINBARACK OBAMA E VLADIMIR PUTIN

Inoltre, i dirigenti politici dei due schieramenti dovrebbero considerare più attentamente benefici e pericoli di manovre al confine e cominciare da subito a lavorare a un nuovo accordo, per introdurre limitazioni territoriali allo spiegamento di specifiche armi e unità di combattimento.

 

Diceva Cechov che se al primo atto di un dramma c' è un fucile appeso al muro, al terzo atto quell' arma dovrà necessariamente sparare. In questo caso, sarebbe di molto preferibile che il grande drammaturgo russo venisse decisamente smentito.

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…