VOGLIO LA TESTA DI MARINO - RENZI A PICCO NEI SONDAGGI PRETENDE LO SCALPO DEL SINDACO MARZIANO - MARINO INCASSA L’APPOGGIO DI NAPOLITANO MA LA BOSCHI LO SCARICA -L’ASSESSORE SABELLA AL VELENO: “AREZZO NON L’HO PERSA IO”

marino saluta  i contestatori in gesto di vittoriamarino saluta i contestatori in gesto di vittoria

Giampiero Calapà e Luca De Carolis per il “Fatto Quotidiano”

 

Renzi cala a picco nei sondaggi. E cerca la testa di Ignazio Marino, come capro espiatorio. Ma il sindaco risponde con un doppio gancio: prima incassa l’appoggio di Giorgio Napolitano, con tanto di lungo colloquio nella casa dell’ex presidente. Poi viene accolto con applausi e cori dai militanti della festa dell’Unità di Roma. “Non mollare” gli cantano.

 

IGNAZIO MARINO VERSIONE NERONEIGNAZIO MARINO VERSIONE NERONE

La base sta con il marziano, e lui stringe il petto e alza la voce: “Queste scene raccontano quanto la classe dirigente sia sconnessa dal suo popolo. Nel 2023 vi saluterò con la frase di Blade Runner, ‘Ho visto cose che voi umani’...”. Non ci pensa per nulla a schiodare, Marino. Ed è un altro guaio per il rottamatore, che pure si ostina nel fare terra bruciata attorno a Marino.

 

I due assessori renziani Guido Improta e Silvia Scozzese sono già con la valigia in mano, mentre Maria Elena Boschi rincara la dose nel salotto di Maria Latella su Sky: “Marino è una persona onesta, ma l’onestà da sola non basta. Credo che i romani chiedano che sia gestita bene la loro città, e solo lui può sapere se se la sente di andare avanti”. Già che c’è, il ministro delle Riforme suona pure un’altra vecchia nota: “Se i 100mila precari della scuola non verranno assunti sarà per colpa degli emendamenti di Sel e M5s”.

   

maria elena boschimaria elena boschi

Renzi e i suoi hanno disperato bisogno di colpevoli, perché il termometro dei consensi segna febbre alta e costante. Dopo il sondaggio della Demos pubblicato sabato su Repubblica, che raccontava del Pd al 32,2 per cento e dei Cinque Stelle schizzati al 26,1, sul Corriere della Sera si materializzano i calcoli della Ipsos di Nando Pagnoncelli. E sono altri nuvoloni, perché i Dem sono dati al 31,5 per cento, mentre il M5s è addirittura al 27,5 e la Lega Nord viaggia al 14,7.

 

Ma le note più dolenti arrivano dalle simulazioni di voto. In caso di ballottaggio, il Pd la spunterebbe sui Cinque Stelle, con il 51,2 per cento a fronte del 48,8 del Movimento. Ma perderebbe, e di parecchio, contro un centrodestra composto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che raccoglierebbe il 53,5 per cento contro il 46,5 del Pd.

 

II gioco del voto incrociato racconta che, in una sfida tra Pd e M5s, la maggioranza dei leghisti (il 55 per cento) sceglierebbe i 5 Stelle, mentre solo l’8 per cento voterebbe per Renzi. Ed è un’ altra conferma dei punti di contatto tra Lega e Movimento. Un altro tema di riflessione per Renzi, che dopo il tonfo nelle amministrative ha bisogno di ripartire. Magari dalla riforma della scuola, che pure gli è costata moltissimi voti.

IGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNYIGNAZIO MARINO - MATTEO RENZI - VIGNETTA DI BENNY

 

La fiducia sul disegno di legge in Senato rimane più che possibile, anche se Boschi prende tempo: “È prematuro parlare di un ricorso alla fiducia, sono convinta che approveremo la legge in tempi rapidi e che le assunzioni possano ancora essere fatte per quest’anno”. Nell’attesa, c’è da fare i conti con una sconfitta. Ma il ministro minimizza: “Il Pd resta il partito più votato anche nelle Regionali,: alcuni ballottaggi non sono andati bene, quindi ci sarà da pedalare più forte”.

 

E i sondaggi che danno il Pd al 32 per cento? “Ammesso che sia vero, è un dato impensabile per altre dirigenze, quelle che in passato hanno perso le Regionali quando cui governavamo”. Ed è una stoccata a Massimo D’Alema. L’obiettivo grosso però rimane Marino. “Deve essere all’altezza della sfida di governare Roma” monita Boschi. La preda però combatte: eccome.

   

alfonso sabella ignazio marinoalfonso sabella ignazio marino

Nel pomeriggio il sindaco fa visita a Napolitano. Marino cerca sostegno, e lo trova. L’ex presidente lo invita a tenere duro, ricordandogli l’esempio della resistenza antifascista. Il sindaco riappare alla festa dell’Unità, carico. E si sfoga con alcuni militanti: “Sono andato da Napolitano per trovare conforto, gli ho raccontato quello che ho fatto e quello che farò. Lui, a differenza della Boschi e di Renzi, mi ha esortato ad andare avanti”.

 

Nei dintorni, anche l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella: “Guardate con chi sta la gente, Arezzo non l’ho certo persa io...”. Marino sale sul palco, davanti a una folla. Morde: “ La destra ci ha lasciato rovine, eppure ora si erge a baluardo morale di questa società. Ma perché non tornano dalle fogne da cui sono venuti? ”.

 

alfonso sabella assessore alla legalita per ignazio marinoalfonso sabella assessore alla legalita per ignazio marino

Poi arriva l’aneddoto: “Subito dopo le elezioni, Alemanno mi telefonò per darmi due nomi da inserire nei nuovi cda. E aggiunse: “Ma il Pd non ti ha parlato?’ Io gli risposi: ‘No, non mi ha parlato perché ora non c’è più il Pd che hai conosciuto tu’. E di questo ringrazio Matteo Orfini”. È il tributo al commissario del Pd romano. Poi il sindaco chiosa: “Non vi tradirò, avanti fino al 2023”. Applausi, cori. La base ha scelto: nonostante Renzi.

marino imma battaglia selfie gay pridemarino imma battaglia selfie gay pride

 

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