beppe grillo di battista di maio fico

VOLETE SAPERE PERCHE’ BEPPE GRILLO HA DECISO DI RIPRENDERSI IL BLOG, SGANCIANDOLO DALLA CASALEGGIO E DAL M5S? IL COMICO ERA STUFO DI PRENDERE QUERELE - MA C’E’ CHI VEDE, IN QUESTA MOSSA, L’APERTURA DI UNO SPAZIO PER ALESSANDRO DI BATTISTA. ECCO PERCHE’… 

Francesco Bonazzi per “la Verità”

 

BEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIO

Qualche milione di buoni motivi. Beppe Grillo è stufo di prendersi querele per via del Movimento 5 Stelle si riprende lo storico blog beppegrillo.it, separandolo giuridicamente dalla sua creatura politica. E contemporaneamente lega ancora di più i Cinque stelle a Davide Casaleggio.

 

All' inizio di una campagna elettorale che, almeno nelle speranze del comico genovese, dovrebbe portare M5S a entrare nella stanza dei bottoni, ecco un piccolo ma simbolico allontanamento di Grillo e un ulteriore rafforzamento del controllo del figlio di Gianroberto Casaleggio. Obiettivamente, in un' ottica di maggiore «normalità» di quella che si candida a diventare la prima forza politica del Paese, ci si sarebbe aspettato il contrario. Se non altro per non correre il rischio di fare della Casaleggio e associati la nuova merchant bank di un Palazzo Chigi a cinque stelle.

beppe grillo davide casaleggio

 

Non è certo una novità che le querele per diffamazione, e ancor più i risarcimenti danni chiesti da chi si è sentito colpito da qualche post, non siano mai andati giù a Grillo, genovese in tutto e per tutto. E' almeno dal 2009 che l'ex comico denuncia le richieste danni temerarie come strumento smaccato di «intimidazione».

 

Tanto che nel vecchio programma del movimento c'era questa proposta: «Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all'atto della querela)». Nel frattempo i Cinque stelle sono sbarcati in massa alle Camere, ma non hanno portato a casa il risultato e, anzi, ogni tanto si sono messi anche loro a querelare.

GRILLO CASALEGGIO

 

In ogni caso, il combattivo blog di Grillo ha subìto in tutti questi anni sempre nuove richieste danni per le sue denunce. Dati precisi non vengono forniti, ma dalla Casaleggio filtra che comunque si tratterebbe di alcune centinaia di milioni.

 

Sicuramente, un campanello d'allarme è stata la richiesta danni arrivata dal tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, che nel marzo del 2016 citò in tribunale Beppe Grillo per un post (non firmato) in cui si chiedevano le dimissioni di Maria Elena Boschi e Matteo Renzi per lo scandalo del petrolio in Basilicata. Dopo circa un anno, Bonifazi ha scoperto che, almeno secondo gli avvocati grillini, il fondatore non si ritiene responsabile del proprio blog.

 

Nella memoria difensiva si legge che il fondatore «non ha alcun potere né di direzione né di controllo sul blog». Ma negare che Grillo sappia che cosa succede in un blog che porta il suo nome non è facilissimo e allora ecco che con l' anno nuovo si riprende il sito e lo separa anche formalmente dal Movimento. Meglio non rischiare il patrimonio personale per qualche ritorsione politica, si è detto il comico, che tra l' altro, per essere un leader di partito, è anche decisamente solvibile.

BEPPE GRILLO LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA

 

Il nuovo blog sarà consegnato nelle mani fidate di Casaleggio junior e così, per l'ennesima volta, quella che potrebbe sembrare un altro passo sulla strada della costruzione di un partito come tutti gli altri rischia di diventare una nuova puntata della «Fattoria dei Casaleggio». Il popolo grillino, però, sul controllo pervasivo della Casaleggio e associati si fa pochi problemi, mentre anche i deputati si chiedono che cosa ci sia dietro a questa mossa del blog.

 

Alcuni, specialmente i fedelissimi del candidato premier Luigi Di Maio, temono che la neonata Associazione e la contemporanea separazione dal sito di Grillo siano più che altro i segnali di uno spazio che si apre a un futuro ruolo di Alessandro Di Battista.

beppe grillo luigi di maio alessandro di battista contro la legge elettorale

 

Che oggi sembra defilato in attesa dei risultati delle elezioni del 4 marzo. Altri, più pratici e più informati, ammettono invece che «Beppe» è semplicemente stufo di dare il nome a un blog che di fatto è il maggior strumento di propaganda di un Movimento non più personale e che gli dà anche un bel po' di noie giudiziarie. E anche qualche figura barbina.

 

Il 15 marzo scorso, quando venne fuori la storia che Grillo non c' entrava nulla con il suo blog, la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani, ebbe gioco facile a dire: «Noi quereliamo Grillo e lui per difendersi che fa? Dice che non c' entra nulla con beppegrillo.it. Ha per caso un blog a sua insaputa?».

 

GRILLO FICO DI MAIO DI BATTISTA

Adesso che si entrerà nel vivo della campagna elettorale, però, questa operazione di trasparenza sul blog rischia di non accompagnarsi a una maggior chiarezza nei rapporti con la Casaleggio e associati. Che rischia di diventare, almeno in Occidente, la prima società di consulenza strategica a controllare un partito di maggioranza relativa.

GRILLO - DI BATTISTA - DI MAIO

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI