SCOMMETTIAMO CHE - L’INCHIESTA CHE COINVOLGE GATTUSO E BROCCHI È PIENA DI SOSPETTI E STRANE COINCIDENZE MA MANCA IL “DENARO FUMANTE”

Enrico Lagattolla per ‘Il Giornale'

«Ragionevole». «Possibile». «Molto probabile». «Verosimile». Così è scritto nelle carte. L'ultimo capitolo dell'inchiesta cremonese sul calcioscommesse ha un vocabolario fin troppo arrischiato. E mescola il marcio del pallone - che esiste - con i nomi da copertina. A farne le spese, questa volta, sono Gennaro Gattuso e Cristian Brocchi, travolti senza troppe cautele.

Indagati con l'accusa di appartenere a un gruppo criminale che manipolava le partite di seria A, B, e Lega Pro, di muovere denaro sporco, di fare affari con gli «zingari» e la cupola di Singapore. Ci sono indizi. Tabulati telefonici, sms prima e dopo le partite, geolocalizzazioni (mister X e Mister Y individuati a Milanello o all'Olimpico), presunti contatti con presidenti e direttori sportivi (i cui nomi non sono indicati nell'ordinanza). Ma sono sufficienti a gettare i due ex calciatori nel tritacarne? No. Ed emerge qualche falla di troppo. Una su tutte: se Gattuso e Brocchi hanno promosso, preso parte o solo puntato sulle combine, dove sono i soldi?

LA PISTA DEL DENARO
Fatta salva la possibilità che gli investigatori arrivino a trovare il denaro delle scommesse, è proprio questo uno dei punti più deboli dell'indagine. Per Gattuso e Brocchi, infatti, di euro puntati su partite addomesticate non si parla. Né in relazione ai match di Milan e Lazio, e neanche ad altri incontri. Niente contanti, e nemmeno movimenti bancari sospetti. In assenza della pistola fumante, dunque, la Procura ha puntato su altro. I telefoni.

I TABULATI
Tra Francesco Bazzani (il Civ) e Gattuso vengono registrati 13 contatti telefonici. Non sono intercettazioni (che avrebbero chiarito il contenuto delle comunicazioni), ma tabulati, dai quali risulta solo che l'allibratore contatta il calciatore, il quale non risponde agli sms. Basta per dire che Gattuso si è venduto una partita, o ha scommesso su partite combinate? No. Quanto a Brocchi, in quattro mesi sono 110 i contatti con il Civ. «Voleva solo biglietti», ha spiegato l'ex laziale. Si può dimostrare il contrario? Per il momento no.

CHIEVO-MILAN E LAZIO-JUVE
C'è poi l'incongruenza tra le ambizioni di questi faccendieri - la serie A - e gli esiti reali dei loro traffici. Vero è che - ai fini dell'accusa - anche il solo tentativo di truccare un match è sufficiente. Ma nell'ordinanza poco si spiega delle ragioni che fanno sospettare, ad esempio, di una partita come Milan-Chievo del 20 febbraio 2011, finita con la (prevedibile) vittoria dei rossoneri per 2 a 1. Si legge che il Civ contatta l'ex calciatore veneto Lorenzo D'Anna e subito dopo Gattuso.

Il Civ è allo stadio ed è «spesso connesso in rete con il proprio apparato», continuando «evidentemente a muoversi nel settore delle scommesse on line». «Evidentemente», scrive il gip. Ma nulla in più si dice di «Ringhio», il quale dovrà giustificare i numerosi contatti con Salvatore Pipieri, amico fraterno, a sua volta in contatto con Bazzani. Dopo Lazio-Juventus (0 a 1), invece, Brocchi riceve un sms da Bazzani, il quale un minuto dopo scrive a Giuseppe Signori. «È difficile pensare che non ci sia un rapporto tra le due comunicazioni». Difficile, ma ancora una volta non c'è la prova.

I CAMPIONI
Alla fine, però, per addomesticare una partita servono i giocatori. Ed è pensabile pilotare gli incontri di Milan, Inter, Juventus, offrendo qualche decina di migliaia di euro a calciatori che guadagnano milioni? Perché in quel Milan - nel Milan di Gattuso - c'era gente come Nesta, Thiago Silva, Pato, Ibrahimovic. Ecco, ce lo vedete Ibra che accetta di vendersi una gara, fosse anche per 50 mila euro?

 

 

gennaro gattuso photo gallery gattuso jordan brocchi foto mezzelani gmt calcio scommessecalcio scommesse Sport truccato calciosospetti alla napoletana

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...