1. CALCIO E ARENA. CALCI E DELIRI. DALLA PEDATA KILLER DI PEROTTI ALL’ANACOLUTICO SPROLOQUIO DI PREZIOSI. IN MEZZO, L’ALLENATORE DELLA ROMA. DUE GIORNATE DI SQUALIFICA E L’ACCUSA DI “AGGRESSIONE” A UNO STEWARD DEL GENOA. RUDI GARCIA FURIBONDO 2. DOTTO SVELA CIO’ CHE E’ ACCADUTO ALLO STADIO DI MARASSI AL TERMINE DI GENOA-ROMA 3. “IL GENOA NON CI STA A PERDERE. SI SONO CONVINTI D’ESSERE UNA GRANDE E NON ACCETTANO LA REALTÀ DI UNA ROMA DOMINANTE (E ORRIBILMENTE SPRECONA). CE L’HANNO CON BANTI, CHE ANNULLA SUL FINALE UN GOL DEL GENOA IRREGOLARE SCATURITO DA UN CORNER INESISTENTE. NON POTENDO GIUSTIZIARE BANTI, PEROTTI S’INCARICA, A NOME DI UNA CITTÀ INTERA, DI TROVARE IN HOLEBAS UN SOSTITUTO SIMBOLICO. CALCIONE DA DIETRO..."

Giancarlo Dotto per Dagospia

 

dottodotto

Calcio e arena. Calci e deliri. Dalla pedata killer di Perotti all’anacolutico sproloquio di Preziosi. In mezzo, l’allenatore della Roma. Due giornate di squalifica e l’accusa di “aggressione” a uno steward del Genoa. Si racconta a Trigoria di un Rudi Garcia incavolato nero. Che ci dorme sopra a fatica. Furibondo. Concorda con i dirigenti della Roma un comunicato da spedire all’Ansa. “Non accetterò che si cerchi d’infangarmi…Mi batterò con ogni mezzo per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne”.

 

Veniamo alle menzogne al tunnel della vergogna. Clima da guerra. Il Genoa non ci sta a perdere. Una frustrazione grande come Marassi. Si sono convinti d’essere una grande e non accettano la realtà di una Roma dominante (e orribilmente sprecona). Ce l’hanno con Banti, che annulla sul finale un gol del Genoa irregolare scaturito da un corner inesistente.

 

GARCIA GARCIA

Non potendo giustiziare Banti, Perotti s’incarica, a nome di una città intera, di trovare in Holebas un sostituto simbolico. Calcione da dietro. Rudi Garcia non vede nulla. Alla fine si alza e saluta affettuosamente l’ex Burdisso, mentre intorno scoppia il casino.

 

ENRICO PREZIOSIENRICO PREZIOSI

Holebas, bella faccia truce dove congiurano non so quante etnie, cerca giustizia sommaria. I compagni lo frenano a fatica. Spalti inferociti, bocche che urlano di tutto. Garcia capisce l’antifona. Raduna i suoi in mezzo al campo. Vuole evitare mischioni cruenti e proteggere i suoi. “Aspettiamo qui. Lasciamo che escano prima quelli del Genoa”. L’avvicinamento al tunnel è un inferno. Arriva di tutto dall’alto. Bottiglie, sputi, bestemmie. Garcia chiede agli steward di allungare il tunnel.

 

Rispondono che non si può, che è guasto. Garcia non ci crede. E’ convinto che non sia così. Prova con il suo vice ad azionare il meccanismo di chiusura, mentre sui giocatori della Roma piove di tutto (un cartoccio liquido in piena faccia a Strootman, subito dietro a Holebas, che si lascia scappare il medio, unica arma a disposizione in quell’inferno).

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Il capo steward, lo stesso che testimonierà contro di lui, si avvicina all’allenatore della Roma e lo invita bruscamente a fermarsi. Garcia protesta duramente, ma si limita alle parole. Nessun contatto fisico da parte sua. Ritrova in fretta la serenità, tanto è vero che va a salutare Gasperini (espulso nell’intervallo) nello spogliatoio del Genoa. Mentre Preziosi, a microfoni e taccuini spianati, non sapeva quello che diceva.

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La stranezza. I dirigenti del Genoa sostengono di non essere stati informati della testimonianza del capo steward. Difficile da credere. Seconda stranezza. Un giornalista della Stampa, poche ore dopo l’accaduto, anticipava la notizia della squalifica di Garcia. L’indiscrezione. Lo steward in questione starebbe meditando di ritirare la denuncia o, quanto meno, formularla diversamente. La certezza. Rudi Garcia si sente “cornuto e mazziato”. Nel film in questione era nel ruolo del “buono” e si ritrova invece in quello del “cattivo”. Voleva pacificare gli animi, proteggere i suoi giocatori, e si ritrova a difendersi come aggressore.

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