piedone manfredini

IL CALCIO ITALIANO PIANGE "PIEDONE" MANFREDINI, ATTACCANTE DELLA ROMA ANNI ’60 – IL SOPRANNOME GLI FU ATTRIBUITO PER COLPA DI UNA FOTO CHE INGIGANTIVA IL SUO PIEDE - UNA SUA STORICA RETE A SAN SIRO FECE LA STORIA DI "TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO" PERCHE’ COINCISE CON IL PRIMO “SCUSA, E’ AMERI” – LA PREGHIERA DI RASCEL (“PIEDO’, FAMME STA GRAZIA") E LA SCENA STRACULT DI VITTORIO GASSMAN NE “I MOSTRI” – VIDEO

PIEDONE MANFREDINI

Da www.ilmessaggero.it

 

Il mondo del calcio (e giallorosso) è in lutto. È scomparso, all'età di 83 anni, l'argentino Pedro Manfredini, ex attaccante che ha giocato nella Roma dal 1959 al 1965.

 

«L'AS Roma piange la scomparsa di Pedro Manfredini, uno dei più grandi attaccanti della storia giallorossa. Ai familiari va l’abbraccio della Società e dei tifosi romanisti», il messaggio apparso sul profilo twitter ufficiale del club giallorosso.

 

 

PIEDONE MANFREDINI

Soprannominato Piedone, Manfredini è arrivato in Italia nel giugno del 1959, acquistato dalla Roma per 78 milioni di lire. Ha debuttato in Serie A con la maglia giallorossa l'11 ottobre ‘59 in Fiorentina-Roma, segnando dopo pochi minuti. Come detto, ha vestito la maglia della Roma dalla stagione 1959-1960 alla 1964-1965, vincendo la classifica dei cannonieri con 19 gol nel 1962-1963 (alla pari con Harald Nielsen), contando 130 presenze e 77 reti in Serie A. Ha firmato anche 9 reti in 14 partite in Coppa Italia e 18 reti in 20 partite nella Coppa delle Fiere.

 

 

MANFREDINI

Lorenzo Latini per www.ilromanista.eu

 

«Piedò, famme ‘sta grazia!» è la frase che Pedro Waldemar Manfredini - in arte "Piedone" - si sente rivolgere da Renato Rascel il 30 dicembre 1961. Il celebre attore romano e romanista, a Milano per uno spettacolo teatrale, è andato a trovare la squadra giallorossa alla vigilia della partita contro l'Inter che chiuderà l'anno solare. Campo storicamente ostico, quello di San Siro, per la Roma di quegli anni. I nerazzurri, già sotto la guida di Helenio Herrera, non sono ancora lo squadrone che trionferà in Italia e in Europa di lì a poco, ma già la filastrocca «Sarti, Burgnich, Facchetti...» comincia a prendere forma.

 

PIEDONE MANFREDINI MALAGO'

I giallorossi, dal canto loro, sono reduci dal trionfo in Coppa delle Fiere e - sotto la guida tecnica di Carniglia - sono partiti piuttosto bene in campionato. Merito anche di un Manfredini in stato di grazia: l'attaccante argentino di origini italiane ha già messo a segno dodici gol nelle prime diciotto di campionato, ed è proprio a lui che si rivolge Rascel quando chiede una sorta di "Miracolo a Milano", per citare il celebre film di Vittorio De Sica. Il bomber di Maipù non se lo fa ripetere due volte.

 

È una battaglia vera, quella che va in scena a San Siro nel pomeriggio del 31 dicembre: Losi e Carpanesi tengono botta su Suarez e Corso, Schiaffino disegna calcio come solo lui sa fare, Cudicini para di tutto e di più. E quando sembra che la gara sia destinata allo 0-0, il lampo di Pedro all'80': passaggio di Menichelli, Manfredini entra in area e si vede piombare addosso Lorenzo Buffon da una parte e Balleri dall'altra. L'attaccante giallorosso con una finta manda a vuoto entrambi, quindi appoggia in rete il pallone che vale i tre punti. Esaudito il desiderio di Rascel: il giorno dopo sui giornali campeggia la foto di "Piedone" e Renato abbracciati e sorridenti. «Se debbo dire la verità, di palloni ne avevo toccati pochi fino a quel momento – racconta Manfredini in un'intervista al Corriere dello Sport – 

 

Ma il fatto è che io sono un presuntuoso: non mi do mai per vinto, neppure quando il pallone non lo vedo proprio. Gioco male a volte, lo so, oh se lo so! Ma siccome so anche che i conti si fanno alla fine, prima che l'arbitro fischi posso aver segnato tre gol o averne sbagliati trentatré, per me è lo stesso: la palla buona può ancora venire, ed io l'aspetto con pazienza». Fenomenologia del mestiere dell'attaccante: relatore Piedone Manfredini, che farà passare a tutti i tifosi giallorossi una notte di Capodanno a dir poco indimenticabile e fermerà la corsa dell'Inter. Di lì a poco gli uomini di Herrera perderanno la vetta, scavalcati dal Milan, campione d'Italia al termine della stagione.

PIEDONE MANFREDINI

 

Un giorno storico per la Roma di quegli anni, poco avvezza ad espugnare il Tempio del calcio, ma anche per la radiofonia italiana. "Tutto il calcio minuto per minuto" va già in onda da quasi due anni (ha fatto il suo esordio ufficiale il 10 gennaio 1960), ma un uomo sta per cambiare per sempre il format della storica trasmissione via etere: al 35' del secondo tempo, quando Pedro Manfredini insacca il gol che vale la vittoria romanista in casa della capolista, interrompe la radiocronaca del collega e si prende la linea, seppur non autorizzato. Il dovere di cronaca vince qualsiasi copione, come ogni bravo giornalista sa fin troppo bene. «Scusa, è Ameri! La Roma è passata in vantaggio al trentacinquesimo minuto del secondo tempo! Ha segnato Pedro Manfredini», annuncia il celebre radiocronista, che diventerà nel corso degli anni una delle voci simbolo di "Tutto il calcio..." insieme a Sandro Ciotti.

 

Ecco perché il 31 dicembre 1961 entra di diritto nella storia: perché un gol di Manfredini alla Scala del calcio piega l'Inter e regala un'enorme gioia ai romanisti e perché un signore con un microfono riscrive la storia della radio italiana e della comunicazione calcistica per annunciarlo.

PIEDONE MANFREDINI PALLOTTA

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)