dorothea wierer

DOROTHEA, AL CUORE -  LA WIERER NELLA STORIA: E’ LA PRIMA AZZURRA A CONQUISTARE LA COPPA DEL MONDO DI BIATHLON – IL RITRATTO DELLA “REGINA CHE SCIA E CHE SPARA” – “SAREI FELICE SE IL BIATHLON AVESSE MAGGIORE SPAZIO SULLA TV ITALIANA, PERCHÉ TUTTI QUELLI CHE LO GUARDANO SI APPASSIONANO” – PER TUTTI GLI AMMIRATORI DELLA GNOCCHISSIMA DOROTHEA: E’ SPOSATA! - IL BALLO SCATENATO – VIDEO

Mario Nicoliello per ''Il Messaggero''

 

L' IMPRESA

dorothea wierer

La ragazzina cresciuta a pane e carabina è entrata nella leggenda sulla collina di Holmenkollen. Il Tempio vichingo dello sci nordico è stato profanato dalla sacerdotessa più bella del regno del biathlon. Colei che aveva fatto innamorare tedeschi e russi, e impazzire norvegesi e svedesi, ha finito per stregare anche gli italiani, i quali nella prima domenica di primavera hanno celebrato sui Social il trionfo della regina che scia e spara. Dorothea Wierer da Rasun è sul tetto del mondo.

 

A quasi 28 anni (li compirà il 3 aprile) l' avvenente altoatesina è diventata la prima biatleta azzurra a vincere la Coppa del mondo, il trofeo che negli sport invernali celebra lo sportivo più completo e costante. Guai a dirle che è solo bella, ora Doro è anche la più brava con gli sci stretti ai piedi e la carabina in spalla.

 

dorothea wierer

Pattinare velocemente sulla neve e poi gestire le pulsazioni per colpire nel più breve tempo possibile cinque bersagli in ogni sessione al poligono: questo è il biathlon, la più spettacolare disciplina della neve, uno sport dall' esito incerto fino all' ultimo metro, una specialità osannata al di là delle Alpi, ma stranamente offuscata lungo lo stivale. A spararla in prima pagina ha pensato un peperino dal sorriso innato, una donna attraente e diretta, che ti fulmina con lo sguardo prima di incantarti con la sua erre arrotondata.

 

PERFETTA

Per vincere la Coppa del mondo ha dovuto vivere la stagione perfetta, la prima in cui tutto è filato liscio. Non si è ammalata, è cresciuta di condizione tappa dopo tappa, ha annientato la concorrenza nella fase di rilascio dei colpi. Eppure per issarsi in vetta ha avuto bisogno di una spinta, di una molla che le frullasse nella testa. L' ha trovata nella compagna di squadra Lisa Vittozzi, che da gennaio in poi le ha messo il fiato sul collo. Doro e Lisa si sono date battaglia in tutti i format di gara, avvicendandosi in testa alla classifica e scambiandosi il pettorale giallo di leader fino ai Mondiali.

dorothea wierer

 

Che fosse l' anno buono per Wierer lo si era intuito a gennaio nella tappa casalinga di Anterselva, dove Dorothea aveva sfatato la maledizione imponendosi per la prima volta davanti al pubblico amico. Nella rassegna iridata svedese di inizio marzo la consacrazione. Prima le due medaglie in staffetta bronzo nella mista e argento nella singola poi collezione completata con l' oro nella gara con partenza in linea. Prima biatleta italiana a tingersi con i colori dell' iride appena otto giorni fa, prima a sollevare il globo di cristallo ieri.

 

QUINTA

Wierer è la quinta azzurra a vincere una coppa del mondo negli sport invernali, dopo le slittiniste Maria Luise Rainer e Gerda Weissensteiner e le fondiste Manuela Di Centa e Gabriella Paruzzi. Inoltre, insieme ad Armin Zoeggeler, Gustav Thoeni e Gerda Weissensteiner, Wierer è la quarta negli sport della neve a vincere nello stesso anno coppa del mondo e oro iridato. Se a ciò si aggiunge pure la coppetta di specialità dell' inseguimento il trionfo è completo.

 

VAL DI FIEMME

Felicemente sposata col tecnico trentino del fondo Stefano Corradini, insieme al quale vive in Val di Fiemme, Dorothea è diventata un fenomeno mediatico, grazie anche alla bravura del manager Andrea Vidotti. Località turistiche e aziende italiane hanno scelto di legarsi all' altoatesina per penetrare il mercato tedesco, il principale sbocco commerciale del biathlon. Oltre al successo di Wierer, la squadra azzurra festeggia anche il secondo posto nella generale della sappadina Lisa Vittozzi.

dorothea wierer

 

Dopo quattro mesi di competizione in due continenti, le due compagne di squadra sono state separate da 22 punti. Vittozzi ha pagato oltremodo la pressione, fallendo completamente la tappa finale di Oslo. Il futuro è dalla sua parte, perché, salvo ripensamenti, la prossima sarà l' ultima stagione agonistica di Dorothea, che appenderà gli sci al chiodo dopo il Mondiale di Anterselva.

 

 

2. «NEPPURE DA BAMBINA A BRUNICO AVEVO SOGNATO DI ESSERE COSÌ FORTE»

Mario Nicoliello per ''Il Messaggero''

 

dorothea wierer

 

Alle sette della sera Dorothea Wierer scalpita nella hall dell' hotel dell' Italia. A breve la attende la serata di gala della Federazione internazionale, prima però risponde al telefono alle domande del Messaggero.

 

Cosa ha provato sollevando la sfera di cristallo?

«Ancora non ho realizzato quello che ho combinato. Sono però contentissima, perché non è stato facile. La concorrenza era tanta e la stagione è stata lunghissima».

 

L' aveva sognato un finale così?

«No. Quando ero bambina non potevo immaginare che nello stesso anno avrei vinto la Coppa e il Mondiale»..

 

Meglio il globo di cristallo o l' oro iridato?

«Preferisco la coppa, perché premia l' atleta più costante. Al Mondiale a volte vince chi ha più fortuna».

 

Si rende conto di aver scritto la storia?

dorothea wierer

«Sono orgogliosa di quello che ho fatto e di far parte di una Nazionale così forte. Siamo pochi atleti in Italia a fare biathlon, ma abbiamo passione e diamo sempre tutto».

 

Come giudica la sua annata?

«Tutto ha funzionato benissimo, a partire dal rapporto con gli allenatori e con lo staff tecnico. La cosa migliore è stata che non mi sono mai ammalata. Questo mi ha consentito di essere continua sebbene in qualche gara non ho reso al massimo. Ma d' altronde non siamo macchine, quindi l' errore ci può stare. Anche nei giorni negativi sono però riuscita a crescere sia nel tiro che nel fondo».

 

Quanto è stato importante il duello con Lisa Vittozzi?

«Negli anni scorsi ero da sola, quest' anno la presenza di Lisa mi ha spinto a migliorare ancora di più. La competizione serrata ha stimolato entrambe a vicenda».

dorothea wierer

Nel week-end finale ha gestito la pressione meglio di Lisa.

«Il fatto di avere tanti impegni anche fuori dalle gare mi ha abituato a reggere più cose in contemporanea».

 

Cosa si aspetta dopo questo trionfo?

«Sarei felice se il biathlon avesse maggiore spazio sulla tv italiana, perché è uno sport bellissimo e tutti quelli che lo guardano si appassionano».

 

A chi dedica questa vittoria?

«A tutta la squadra, agli allenatori, alla federazione, al mio gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, agli sponsor, ai tifosi e alla famiglia».

 

dorothea wierer

La prossima sarà la sua ultima stagione?

«Mi concentrerò al massimo per tutto l' inverno e punterò al Mondiale di Anterselva, poi si vedrà».

dorothea wiererDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERdorothea wiererDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERDOROTHEA WIERERdorothea wierer

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…