sabina began bogarelli galliani

TRA GALLIANI E BOGARELLI, L'APE REGINA GODE - LA GUARDIA DI FINANZA SVELA IL PIANO DEI BOSS DI INFRONT E DEL MILAN PER METTERLA IN QUEL POSTO A SKY E DECIDERE CHI ''SALVARE'' TRA I PRESIDENTI DEI CLUB - PERCHÉ SABINA BEGAN, REGINA DELLE NOTTI DI SILVIO, RICEVE 110MILA EURO DI CONSULENZA DALLA INFRONT, SOCIETÀ CHE GESTISCE I DIRITTI DEL CALCIO?

sabina began in aula a bari foto ariceri per corriere  5sabina began in aula a bari foto ariceri per corriere 5

1. BONIFICI E SEGRETI L' ULTIMA RECITA DELL' APE REGINA

Piero Colaprico per ''la Repubblica''

 

La chiamavano l'«Ape regina», ma Sabina Began non produce miele, e non vive tra affaccendate api operaie. Sta in un appartamento nel centro di Roma, in via delle Zoccolette, del valore, secondo la Finanza, di «1,4 milioni di euro».

 

SABINA BEGAN IN SARDEGNA DA OGGI jpegSABINA BEGAN IN SARDEGNA DA OGGI jpeg

Gliel' ha regalato, attraverso quattro bonifici, Silvio Berlusconi: «Per me - così dice - è stato prima un fidanzato, poi un padre». Se l' affetto dell' ex premier non è in discussione, non si capisce in quale modo la professionalità di questa signora dagli abiti appariscenti, dalla lacrima facile e dalle dichiarazioni spericolate possa avere a che fare con l' ovattato mondo del marketing internazionale e dei diritti tv del calcio: invece, la scorsa estate, eccola alzare la voce e pretendere ben 110mila euro dal manager di una società, la Infront.

 

SABINA BEGAN IN SARDEGNA DA OGGI jpegSABINA BEGAN IN SARDEGNA DA OGGI jpeg

Ufficialmente, è attrice.

Sabina Began in preghiera da ChiSabina Began in preghiera da Chi

Con le particine accumulate nel suo scarno curriculum, Sabina Beganovic in arte Began farebbe fatica a mantenersi. Invece è una signora più che benestante, capace di imbarazzanti sprint nel mondo delle riviste patinate: «No, Sabina Began non è incinta di Silvio Berlusconi», dovette affrettarsi a smentire l' avvocato e onorevole Niccolò Ghedini, nella calda estate del 2012.

 

Berlusconi: più si rilegge il passato pieno di ombre di questa donna facile agli alterchi, più emerge che, senza il fondamentale e disinvolto apporto dell' ex premier, una storia italiana della signora Beganovic non esisterebbe. È lei, dopo aver frequentato le ville e le case di Berlusconi, a raccontare d' improvviso e senza rimproveri le sue «notti con Silvio».

SABINA BEGAN SABINA BEGAN

Sempre lei ha sostenuto enormi panzane: «Il bunga bunga? Ma sono io», spiegò agli increduli, mentre esplodevano gli scandali sulle minorenni ad Arcore. Una volta, mostrandone gli sms, è riuscita a illudere privatamente e castigare pubblicamente un onorevole corteggiatore abusivo: «Italo Bocchino, lasciami in pace».

 

BERLUSCONI SABINA BEGAN GEORGE CLOONEYBERLUSCONI SABINA BEGAN GEORGE CLOONEY

Le è andata sempre alla grande, nella sua vita spericolata, sino allo scorso novembre, quando nella biografia nota di questa signora nata 42 anni fa ad Amburgo è emersa un' ammaccatura. Processo sulla prostituzione a Palazzo Grazioli e in Sardegna (2008, 2009), con protagonista Giampiero Tarantini nel ruolo del prosseneta: viene condannata anche lei.

DEDICA TATUATA DI SABINA BEGAN DEDICA TATUATA DI SABINA BEGAN

 

Sedici mesi. Stava lì, come tutte, alle «cene eleganti », eppure si è sempre ostinata a rimarcare (inesistenti) differenze sociali tra invitate: «Non sono come le olgettine, io non prendo stipendi. Quelle - ripete - hanno bisogno di Berlusconi perché non hanno nessuno e lui "gli" dà una mano». Difficile crederle, specie dopo il caso Infront: però l' interpretazione non è male.

Bocchino e la BeganBocchino e la Began

 

 

2. INFRONT-MEDIASET IL PATTO AL TELEFONO "QUI CI INGABBIANO"

Marco Mensurati, Emilio Randacio per ''la Repubblica''

 

TACI GALLIANI BOGARELLITACI GALLIANI BOGARELLI

Due relazioni della Guardia di finanza, che da tempo indaga sull' asta per i diritti tv della Serie A, mettono nero su bianco quello che tutti sanno, da sempre. E cioè che esiste «un vero e proprio "sistema" ruotante intorno a Infront (la società che fa da advisor alla Lega Calcio, ndr) ». E che questo sistema «è stato in grado di influenzare l' aggiudicazione dei diritti tv e di mascherare l' effettiva situazione di taluni club attraverso l' erogazione di finanziamenti ad hoc».

 

A sostegno di questa affermazione, centinaia di intercettazioni telefoniche che descrivono un quadro inquietante, secondo il quale il calcio italiano sarebbe governato dalla triade Mediaset-Infront-Lega calcio. Una unica entità capace di sbaragliare qualunque resistenza, compresa quella di un colosso come Sky.

 

IL PACCHETTO C

L' inchiesta, avviata nella primavera 2015, ha da subito la "fortuna" di imbattersi su un minuscolo strascico della drammatica partita dei diritti della Serie A 2015-2018, la stessa per la quale il 17 febbraio prossimo le parti in questione sono convocate davanti all' Antitrust in un procedimento parallelo. Lo strascico in questione è quello relativo a un singolo pacchetto di diritti che era rimasto non assegnato dopo lo scontro Mediaset-Sky del 2014.

BOGARELLI GALLIANIBOGARELLI GALLIANI

 

Il pacchetto C. Quello, per capirsi, delle interviste del dopo partita. Lo vogliono - tiepidamente, a dire il vero - entrambe le emittenti, le quali si ritrovano, come in un déjà vu legale, di nuovo a combattere tra di loro.

 

Stavolta Mediaset ha presentato un' offerta (3,2 milioni) più generosa, che però gli avvocati della Lega ritengono «assolutamente non valida» perché condizionata a un accordo di sublicenza. Dunque il pacchetto dovrebbe andare a Sky, che aveva offerto 2,2 milioni. Da quello che si capisce dalle molte telefonate di Marco Bogarelli - presidente di Infront - quel pacchetto "doveva", però, andare a Mediaset. Subito dopo l' apertura delle buste, infatti da Rti chiamano Bogarelli e gli ordinano: «Adesso devi convincerli tu a eseguire la sublicenza». Bogarelli obbedisce: «Va bene, va bene, va bene, va benissimo (...) date un colpo anche ad Adriano Galliani».

 

IL RUOLO DI GALLIANI

ADRIANO GALLIANI, FRANCESCO MANGIONE E MARCO BOGARELLIADRIANO GALLIANI, FRANCESCO MANGIONE E MARCO BOGARELLI

 

Galliani è il personaggio chiave di questa vicenda. È ad del Milan, presidente di Lega, nonché vecchio maestro e amico di Bogarelli. Conosce tutto di tutti in Lega, e sa bene quale sia la chiave della poderosa macchina da lobbyng messa in piedi da Bogarelli negli ultimi sette anni di lavoro: Infront strapaga "a minimo garantito" i diritti di marketing delle singole squadre, controllandone le scelte politiche. Così, Galliani ha buon gioco a disporre: «Bisogna fare pressione sulle altre squadre… che abbiamo noi come diritto di marketing».

 

Occorre a questo punto sapere che Infront è titolare dei diritti di marketing di tutte le squadre di serie A tranne Roma e Juventus.

 

Alcuni di questi club - i cui presidenti, Preziosi (Genoa), Lotito (Lazio), Paparesta (Bari) sono indagati in questo procedimento sopravvivono solamente grazie ai soldi che Bogarelli riesce a far avere loro. Dunque quando Infront decide di alzare la pressione riesce a far fare alla Lega Calcio, qualsiasi cosa.

INFRONT PREZIOSI GALLIANI BOGARELLIINFRONT PREZIOSI GALLIANI BOGARELLI

 

JUVE, ROMA E SKY

 

Il problema, però, è che in Lega ci sono anche Juventus e Roma.

L' opposizione. Le due società, un anno prima, erano state sconfitte, insieme con Sky, nella partita vera, l' asta per la fetta più rilevante della torta dei diritti tv (pacchetti A, B e D). Tre miliardi di euro in tre anni.

 

Dentro Infront, il timore è che stavolta gli uffici legali delle due squadre di opposizione siano pronti a tutto. È l' avvocato di Infront il più preoccupato: «Dopo il precedente dello scorso luglio, che abbiamo molto forzato la mano, io sconsiglierei di forzarla ancora », dice Antonio D' Addio a Giuseppe Ciocchetti dg della società. «Lo ripeto: in un' asta pubblica - è l' opinione di Ciocchetti ti ingabbiano se l' accettassi (l' offerta di Mediaset, ndr ». D' Addio: «Certo».

 

BOGARELLI INFRONTBOGARELLI INFRONT

I finanzieri prendono nota: «Atteso il suo ruolo di advisor, Infront dovrebbe agire garantendo ai partecipanti assoluta equità, trasparenza e non discriminazione, garanzia che, dalla lettura delle intercettazioni, non è ravvisabile non solo per il pacchetto C ma anche per i pacchetti A,B, D, E». Insomma, l' inchiesta riguarda tutta la vicenda. E i ruoli sono chiari: «Risulta significativo che nello stesso periodo non ci sono stati contatti con Sky».

 

SILVA E I GIOCHI PERICOLOSI

 

philippe blatter e marco bogarelliphilippe blatter e marco bogarelli

Infront, in costante coordinamento con Mediaset e Lega, controlla la vita del calcio italiano attraverso l' articolazione di un doppio ruolo, quello di advisor della Lega e quello di munifico partner, nonché "banca informale", per i club in crisi.

 

Ma dove li trova i soldi per strapagare il "minimo garantito" dei club amici? E qui, secondo la fi- nanza, entra in ballo Riccardo Silva della Mp & Silva, la società, leader mondiale nel suo settore, che ha vinto l' asta per la commercializzazione all' estero del campionato di Serie A.

 

Secondo l' accusa Silva sarebbe una sorta di socio occulto di Bogarelli. Con cui è in costante contatto. La versione di Silva è nota: «Infront è un competitor con cui capita spesso di intrattenere normali rapporti economici. Che noi fatturiamo. Cosa poi loro facciano dei soldi che prendono da noi, non ci riguarda».

GALLIANI PREZIOSIGALLIANI PREZIOSI

Dalle intercettazioni telefoniche la cosa non sembra così lineare. Per spiegarlo gli investigatori prendono ad esempio la vicenda di Preziosi e di un prestito da 15 milioni (in tre tranche) garantito dalla coppia Bogarelli-Silva.

 

Preziosi era disperato, il suo Genoa rischiava una pesante penalizzazione in campionato, per motivi finanziari. Alla fine dell' operazione di salvataggio - «si ritiene che la provvista proveniente dalle disponibilità di Silva sia stata inizialmente accreditata presso un rapporto bancario estero riferibile a un veicolo Infront», scrivono i finanzieri - Ciocchetti al telefono con Bogarelli, riassume così la portata del loro intervento: «Gli abbiamo salvato la vita perché non ha preso sei punti di penalizzazione, per quello che abbiamo fatto, ricordatelo».

 

L' ATTRICE BATTE CASSA

 

Dalle carte della finanza si ha l' impressione che Bogarelli sia il terminale calcistico degli interessi della galassia berlusconiana.

ENRICO PREZIOSIENRICO PREZIOSI

Calcistico e non solo, a dire il vero. Tra le risultanze investigative, infatti, spuntano anche i termini di un rapporto economico tra Infront e Sabina Began, la cosiddetta "Ape regina" delle notti di Arcore, come viene definita dagli investigatori la "showgirl" già coinvolta nel Rubygate.

 

Pur non essendo state «evidenziate collaborazioni o altre relazioni professionali» tra la Began e Infront, la ragazza di origini tedesche vanta una certa confidenza con Bogarelli («Il quale - annotano i militari - mostra nei confrtonti della donna un atteggiamento timoroso e di completa disponibilità ») dal quale percepisce molto danaro. Il 9 marzo scorso, un avvocato che ha lavorato spesso per il gruppo Mediaset chiama Bogarelli e gli passa la Began: «Marco, io vorrei chiudere tutto», dice la donna. Bogarelli: «Cosa manca per chiudere tutto? ». Began: «Un anno e mezzo, la metà». Secondo i finanzieri i due stanno parlando di un non meglio definito contratto. «Va bene, non c' è problema stai tranquilla », la rassicura Bogarelli.

 

«...Io posso star tranquilla, tu puoi star tranquillo, tutti possiamo star tranquilli», le risponde lei, sibillina. Pochi giorni dopo Began chiama ancora Bogarelli che le spiega: «Viste le necessità rapide io direi a Bruno di fare ancora la rata normale di 110 che è adesso, che te l' anticipo anziché fare a fine mese». Began: «Ok». Bogarelli: «Per gli altri ci vediamo e troviamo un modo».

SKY CONTRO MEDIASET PREMIUMSKY CONTRO MEDIASET PREMIUM

 

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