aquilani 10

LASSU’ DOVE VOLANO GLI AQUILANI – IL “PRINCIPE ALBERTO”, EX CENTROCAMPISTA DELLA ROMA, ACQUISTA LA SPES MONTESACRO, IL CLUB IN CUI HA INIZIATO A GIOCARE - “CHI NON SI DIVERTE CON IL PALLONE E’ MEGLIO CHE STIA A CASA. BASTA CON LA PLAY STATION E CON I SOCIAL, VORREI RIPORTARE LA VOGLIA DI ANDARE AL CAMPO AD ALLENARSI, COME FACEVO IO, ANCHE CON LA PIOGGIA E CON LA NEVE" – E POI IL NO AL CHELSEA, BRUNO CONTI, TOTTI, IL LIVERPOOL, DI FRANCESCO. E SULLA ROMA…

Gianluca Lengua per www.ilmessaggero.it

Patron della Spes Montesacro, la vita di Alberto Aquilani ricomincia dove era cominciata. 

aquilani 4

Aquilani, la dobbiamo chiamare presidente?

«Beh, in effetti ora che sono invecchiato...».

 

E la carriera da calciatore?

«Non ho messo ancora un punto. Ho rescisso con Las Palmas e dopo tanti anni sono tornato a Roma, ho girato molto e sta nascendo una nuova vita: ho altre aspettative e altre priorità. Mi sento ancora atleta, quindi mi alleno. Ma non voglio giocare tanto per farlo. Deve essere un qualcosa che mi stimoli».

 

Da dove è nato l’impulso di acquistare la Spes?

«Dico la verità: non avevo intenzione di comprare una società. La Spes Montesacro è una scelta affettiva, perché ho acquistato il club che mi ha dato l’opportunità di sognare e di avere tutto quello che ho oggi. Lì ho cominciato e quando il mio amico Alessio Peciarolo mi ha chiamato parlandomi di questa possibilità ho sentito il dovere di fare qualcosa. Nonostante l’ottimo lavoro dell’ex presidente Di Clemente, mi sono sentito di doverla prendere e cercare di trasmettere la mia esperienza ai più giovani».

 

aquilani michela quattrociocche

Sarà un presidente presente?

«Vorrei essere una figura di riferimento per i giovani e per i genitori, per dar loro qualsiasi aiuto. Cercherò di trasmettere le mie idee agli allenatori, di portare un’etica e proverò a far capire che ci sono le regole. Voglio che la Spes diventi una società modello».

Il primo valore da trasmettere ai giovani?

«Il divertimento. Vorrei che venissero al campo con il sorriso a 100 denti, non a 36. Fare il calciatore è complicato, ma visto che io ci sono passato e ho avuto la fortuna di partire dalla Spes facendo una carriera importante, perché non possono farcela loro?».

 

Le piacerebbe lavorare con Bruno Conti?

aquilani totti 1

«Magari. Se vuole… Per noi di quegli anni è stata una figura importantissima: ci coccolava, ci voleva bene e ci aiutava. Credo, però, che quelle generazioni non esistano più, noi vivevamo di pane e calcio, oggi magari il ragazzino ha molte più distrazioni. Il mondo va più veloce e mi piacerebbe far capire ai giovani che tutto parte dai campi di terra dove ho cominciato io. Le generazioni sono cambiate perché mentre io non vedevo l’ora di andare a fare l’allenamento, con pioggia o neve, adesso li vedo più comodi a casa a giocare alla Play Station o sui social. Vorrei riportare quella voglia di andare al campo e di essere contenti».

 

Quando aveva 15 anni a casa sua si presentò il Chelsea e lei rifiutò. Un giovane oggi cosa farebbe?

«È sempre molto soggettivo, il Chelsea non è l’ultima squadra arrivata quindi non è possibile dirlo perché dipende da tanti fattori. A me fecero una proposta incredibile...».

 

Però ha avuto la forza di restare a Roma.

«È vero, ho continuato nella Roma perché ero ben voluto da tutti e mi allenavo in prima squadra. Se magari a Trigoria non mi fossi trovato bene, avrei potuto pensare di andare».

Quanto ha inciso suo padre nella carriera?

«È stato fondamentale. Ma il genitore oggi può esserlo al contrario: dando consigli sbagliati».

 

aquilani totti

Come si cambia questa mentalità?

«Vorrei parlare con i genitori e i ragazzi e dirgli che io ci sono passato e che mi devono ascoltare. Chi non si diverte a giocare a pallone è meglio che stia a casa. La tecnica deve sempre prevalere rispetto al fisico, devi migliorare le basi perché poi ne beneficeranno le prime squadre. A parole è semplice, ma farlo è molto complicato. Io prendo una scuola calcio a cui sono affezionato e il mio obiettivo sarà questo. Rifarò il campo, darò l’opportunità ai giovani di stare più comodi, di allenarsi in condizioni perfette e metterò la mia esperienza al loro servizio».

È in cantiere una partnership tra la Spes e la Roma?

«Ancora non ne ho parlato con nessuno, ma ne discuterò».

Totti cosa le ha detto di questa nuova avventura?

«Con lui parliamo poco di lavoro e tanto di altre cose. Sicuramente gli chiederò qualche consiglio, ma lui per me è un amico».

Che tecnico è Di Francesco, visto che l’ha allenata?

aquilani 2

«Per lui ho solo parole positive: è una persona seria, un allenatore competente che insegna calcio. È l’uomo giusto per far crescere la Roma. Non scordiamoci che sono sempre i giocatori ad andare in campo».

 

Come ha vissuto la cessione al Liverpool?

«È stato un duro colpo perché mi sentivo un figlio di Roma, pensavo di non andare mai via e non avrei mai immaginato di giocare in una squadra che non era la Roma. Oggi posso dire che è stato un motivo di orgoglio giocare in club importanti. Ho conosciuto tante culture calcistiche e umane e mi sono fatto un bagaglio di esperienze molto grande. Lì per lì per la mia famiglia non è stato facile, ma la vita è fatta di scelte».

Dà più brividi l’Olimpico o Anfield?

«Io sono cresciuto con Roma Roma e prima del derby è qualcosa da brividi, ma non nascondo che il clima di un Liverpool-Manchester United non è da meno».

Dal Liverpool alla Juve. 

«È un club per professionisti seri, dove c’è una forte mentalità e dove bisogna vincere. È stato un orgoglio vestire la loro maglia e oggi è la squadra più forte».

aquilani 1

Da presidente a presidente: cosa consiglierebbe a Pallotta per migliorare la sua gestione?

«Sono stato a Trigoria venti giorni fa e all’Olimpico per Roma-Real Madrid e Roma-Sassuolo. Ho trovato una società cambiata, un livello altissimo, è diventata di una bellezza impressionante. Io che ho girato i grandi club dico che non ha nulla da invidiare a nessuno. A Trigoria stanno facendo un grande lavoro, ma purtroppo si viene giudicati per i risultati».

È vero che farà il corso di allenatore?

«Sì, perché mi piace imparare cose nuove ed è una cosa a cui posso ambire. In testa ho un’idea di calcio precisa e vedremo se sarò in grado a trasmetterla».

A quale tecnico si ispira?

nozze quattrociocche aquilaniaquilani 7cesare quattrociocche e aquilani seniorAlberto Aquilani AQUILANInozze quattrociocche aquilaninozze quattrociocche aquilani

«A De Zerbi del Sassuolo».

Ultimi Dagoreport

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)