higuain

IL “PIPITA” E’ BOLLITO: NESSUNO LO VUOLE - DA QUANDO HA LASCIATO NAPOLI, PER HIGUAIN E’ INIZIATO IL DECLINO - LA JUVENTUS VUOLE SBOLOGNARLO, IL MILAN NON INTENDE RISCATTARLO, IL CHELSEA NON NE VUOLE SAPERE, VISTA LA SUA CONDIZIONE FISICA DA VITELLO GRASSO - L’ARGENTINO GUADAGNA 9,5 MILIONI DI EURO NETTI A STAGIONE: A TORINO SONO COSTRETTI A FARE I CONTI DELLA SERVA SUL BILANCIO…

higuain

Paolo Ziliani per “il Fatto quotidiano”

 

Se Ettore Scola fosse ancora tra noi un pensierino ce lo farebbe: 43 anni dopo "Brutti, sporchi e cattivi", col protagonista Giacinto (Nino Manfredi) ossessionato all' idea di perdere il suo milione di lire, l' idea di girare "Brutto, grasso e bollito" col nuovo protagonista Pipita (Gonzalo Higuain) ossessionato all' idea di perdere il suo milionario ingaggio sarebbe una tentazione irresistibile. Per chi si fosse perso le ultime puntate della telenovela che vede il 31enne bomber argentino vestire i panni della Bella di Torriglia, quella che tutti vogliono ma nessuno se la piglia, ecco un breve riassunto al fixing di oggi, lunedì 25 marzo 2019.

 

higuain

Il Pipita nessuno lo vuole più . Due anni e mezzo dopo il suo passaggio dal Napoli alla Juventus per la sbalorditiva cifra di 90 milioni di euro (il trasferimento più costoso della storia del calcio italiano superato, due anni dopo, solo dall' affare CR7, pagato dalla Juve al Real 100 milioni), Higuain è diventato la mina vagante che terrorizza i club di mezza Europa; anche se ad oggi i sudori freddi li ha soprattutto la Juventus che a dispetto dei tentativi fatti per disfarsi del giocatore ne è ancora, a tutti gli effetti, proprietaria.

higuain leonardo scaroni

 

Su Higuain, che pare ormai la controfigura di se stesso - sempre più grasso, sempre più ombroso, sempre più impresentabile - si sta giocando una gigantesca partita di ciapanò; con la Juventus, il Milan e il Chelsea impegnati a rifilarselo l' un l' altro perché una cosa è certa: chi se lo tiene sul gobbone muore. Ricapitolando. Il Pipita ha un contratto in essere con la Juventus che scade il 30 giugno 2021 e che prevede, per lui, uno stipendio di 18 milioni lordi (9,5 netti) a stagione.

 

GONZALO HIGUAIN

Al Milan, che in estate lo aveva ingaggiato in prestito oneroso, per un anno, per 18 milioni, salvo scoprire di ritrovarsi in squadra una ciclopica palla al piede, non è parso vero di veder spuntare Maurizio Sarri - mentore del Pipita negli anni d'oro di Napoli -, ansioso di riportare Gonzalo alla sua nuova corte, quella londinese del Chelsea.

 

Leonardo lo spedisce ad Abramovich impacchettato con tanto di nastro dorato, ma quando Sarri scarta il pacco trova la fregatura: Higuain è ormai un gatto di marmo, fifone come sempre (si rifiuta di battere il rigore nella finale di Coppa di Lega persa col City), isterico coi compagni e capace di far gol solo alla Croce Rossa (finora ne ha segnati tre, due all'Huddersfield ultimo in classifica e uno al Fulham penultimo).

higuain

 

Giroud al confronto sembra Gerd Muller; Sarri è in evidente difficoltà e bastano due mesi, ai dirigenti del Chelsea per prendere la decisione già nota a tutti, quella del ritorno di Higuain alla Juventus, il 30 giugno, con biglietto di sola andata.

 

E insomma la patata bollente torna ora, di nuovo, nelle mani di Andrea Agnelli; che si era illuso che il Milan prima, o il Chelsea poi, riscattassero per 36 milioni il Pipita accollandosi il suo stipendio anche per le due ultime stagioni del sanguinoso contratto. Invece tutto questo non succederà; e i 18 milioni d' ingaggio del 2019-2020 più i 18 del 2020-2021 più i 36 della mancata cessione (totale 72) stanno già facendo suonare tutti gli allarmi nella stanza dei bottoni della Real Casa. Riusciranno i nostri eroi a sbolognarlo a qualche Giocondo? La risposta prossimamente al cinema. "Brutto, grasso e bollito". In tutte le migliori sale.

HIGUAIN

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?