lotito artefatti

1. LOTITO, FA PIÙ RIDERE DI VIPERETTA: “IO SONO SINESTETICO E USO UN LINGUAGGIO ICASTICO” 2. “LA TELEFONATA? UN AGGUATO. QUERELO TUTTI! I SOLDI ME LI PORTANO CON LA CARRIOLA!”

1. “PENTITO IO? MA QUANDO? CON LE SQUADRE PICCOLE LA FABBRICA-CALCIO SALTA. IL MIO È STATO SOLO UN RAGIONAMENTO ELEMENTARE”

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Fabrizio Roncone per Corriere.it

 

Si volta, rabbrividendo. 
«Me sento la febbre... sto proprio accroccato». 


Si volta ancora. 
«Quella telefonata è stato un agguato organizzato. C’è una regia... Ma io non mollo, io voglio cambià il sistema, io so’ testardo. Certe volte, per quanto so’ testardo, me faccio paura da solo». 

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Camminiamo in un corridoio con le pareti di marmo, le colonne di marmo, arazzi medievali e lampadari luccicanti, aquile d’argento e putti d’oro massiccio, tappeti persiani, statue, affreschi: lui avanti dentro una grisaglia grigia, tossisce, risponde al cellulare — urla: «Tanto io querelo tutti! Stavolta i soldi me li portano con la carriola!» — tossisce più forte, poi accende la luce della biblioteca di Villa San Sebastiano, il suo quartier generale. 
Si siede. 
Seguono dieci minuti in cui Claudio Lotito si esibisce in un monologo, passando dal romanesco al latino, e s’interroga, si risponde, ironizza, polemizza. 
Dieci minuti bastano. 

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Va bene, presidente: adesso però cominciamo l’intervista. Le sue affermazioni. in quella telefonata con il dg dell’Ischia, Pino Iodice, sono gravissime, inaccettabili. 
«Allora: intanto fatevi spiegare da Corrado Ferlaino che razza di personaggio è questo Iodice...». 


Lei gli risponde con tono affabile, però. 
«Io rispondo a tutti, purtroppo. Stavo a pranzo. Il cellulare all’orecchio, masticavo, la forchetta in mano... perché come si sa io sono sinestetico, riesco a usare più sensi contemporaneamente. Comunque no, dico, l’ha ascoltata la registrazione? Io a quello gli spiego solo che voglio trovare una soluzione ai problemi della Lega Pro. In quel momento parlo come proprietario, sia pure al 50 per cento, della Salernitana e quindi...». 

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Poi racconta di aver detto ad Andrea Abodi, il presidente della Lega di B, che se in A salgono squadre come il Carpi e il Frosinone, «che non contano un cazzo... tra tre anni non c’avremo più una lira». 
«E certo che gli ho detto così! Provi a immaginare una seria A con Carpi, Frosinone, Latina, Sassuolo, Empoli, Cesena... città magnifiche ma squadre piccole, deboli... economicamente, la fabbrica-calcio salterebbe. È un ragionamento elementare». 

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È un ragionamento tremendo. 
«Vede, io di bilanci mi intendo, sono quello che ha fatto prendere 1,2 miliardi alla Lega di A, ho fatto parlare Murdoch e Berlusconi... Beh, insomma: ho proposto la riforma dei campionati immaginando che dalla B salga in A solo la prima classificata, e che le ultime due della A e la 2, la 3, la 4 e la 5 della B facciano spareggi... Ma quel cretino di Abodi, niente, vuole la certezza che dalla B ne salgano sicure tre! E perché?». 

ANTONIO CONTE E CARLO TAVECCHIO 3ANTONIO CONTE E CARLO TAVECCHIO 3


Perché? 
«Perché se ne frega dei conti, dei diritti tv, non gli importa che salti il banco del calcio italiano... Lui ha un solo piano: tenersi buoni i voti delle società, screditarmi e puntare alla presidenza della Lega di A». 


Torniamo alla telefonata con Iodice. Ad un certo punto, lei afferma: «Beretta conta zero». 
«Embè? E perché non è così? Il ruolo di Beretta, come presidente della Lega di A, è quello di garante. Sono i presidenti che decidono». 

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L’ha sentito, Beretta, nelle ultime ore? È offeso? 
«Offesooo? Macché! La registrazione della telefonata l’abbiamo risentita insieme, e come rideva Beretta... poveraccio, stava piegato...». 

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( A Lotito squilla il cellulare. «Mhmm... sì sì, l’ho letto Merlo su Repubblica... ah ah ah! Vabbé, dai, che mo’ sto a fa’ un’intervista col Corriere» ). 


Presidente, dove trova la forza di ridere? 
«Ma no, niente... era il mio avvocato... è fissato... mi ripete sempre che chi mi fa del male... o more, o fallisce, o va carcerato... ma non lo scriva, eh?». 

claudio lotito e carlo tavecchioclaudio lotito e carlo tavecchio


Il direttore della Gazzetta dello Sport , Andrea Monti, l’ha paragonata a Licio Gelli. 
«Gelli? Allora se mi paragonava ad Alain Delon voleva dire che so’ bello?». 

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( Squilla il secondo cellulare. «Eh sì, m’hanno fatto una bella mascalzonata... sei caro Luchetto... grazie, grazie, lo so che tu mi vuoi bene... me lo ricordo che mi vuoi bene...» ). 


Chi era? 
«Luca Campedelli, il presidente del Chievo. M’ha voluto esprimere la sua solidarietà... E come lui stanno chiamando decine di presidenti...». 


In quella telefonata lei dice di controllare circa 17-18 voti nella Lega di A. 
«Non sono potente, sono apprezzato da tutti. Tutti a parte quello che dice di essere il presidente della Roma e Andrea Agnelli... Andreuccio si capisce che m’odia proprio... E ora che ho pure chiesto il sorteggio integrale degli arbitri... Ah ah ah! Gli altri presidenti invece condividono la mia voglia di rinnovamento...». 

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Lei, insieme a Galliani e Preziosi, ha eletto alla guida della Federcalcio Carlo Tavecchio, uno che fa battute razziste, che ride sugli handicappati e fa comprare dalla Federazione libri, chiamiamoli così, scritti da lui stesso. 
«Siete fissati con Tavecchio... è un ex alpino, uno che come me canta... Il Piave/mor-mo-ra-va/calmo e...». 


Canterà pure, ma l’altro giorno l’ha scaricata, censurando quella telefonata con Iodice. 
«Ma no... Carletto non voleva esprimersi in quel modo...». 

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Mentre lei, Lotito, ha proprio definito Marcello Nicchi, il presidente degli arbitri, una testa di c... 
«Sa, io uso un linguaggio icastico... purtroppo lui è un po’ rigido su certe situazioni, questo sì». 

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Gira voce che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, possa trovare la forza di intervenire nei suoi confronti spalleggiato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Sentito cosa dice Delrio? 
«Vabbé, ha scritto una cosetta su Twitter... Se mi chiama, gli spiego chi ha organizzato la trappola di quella telefonata». 


Lei è molto potente ma comincia ad avere anche molti nemici. 
«Io sono solo un uomo libero che si ispira al Vangelo». 

 

2. LOTITO, QUANDO PREVITI ORDINÒ: “FAI GIOCARE MI FIJO” E LUI ESEGUÌ

NEL 2006 INTERCETTANO L’EX LEGALE DI B. - COSÌ INIZIÒ LA SCALATA DEL PATRON DELLA LAZIO, CHE SOGNA LA POLITICA

di Luca Pisapia per Il Fatto

  

GIANPAOLO ANGELUCCI CLAUDIO LOTITO GIANPAOLO ANGELUCCI CLAUDIO LOTITO

C’è un’altra registrazione di una telefonata, prima di quella resa pubblica dal dg dell’Ischia Iodice, che racconta il personaggio Lotito. È un’intercettazione della Procura di Roma del 2006, nell’ambito dell’indagine sul gruppo ultras Irriducibili, in cui l’avvocato Previti – ex legale di Berlusconi dai tempi della villa di Arcore, poi ministro della Difesa fino alla condanna in via definitiva nel 2006 per Imi-Sir e nel 2007 per il Lodo Mondadori, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici – lo attacca pesantemente. Perché il patron della Lazio non fa giocare suo figlio Umberto nelle giovanili biancazzurre.

 

“Claudio, io so’ stato sempre ’na persona perbene, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà ’a gloriosa maglia biancoceleste, io questo non te lo consento proprio, io faccio un casino – dice Previti –. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola”.

claudio lotito franco frattiniclaudio lotito franco frattini

 

   Le telefonate, le pistole e i “rapporti giusti”

 

   Lotito abbozza, si scusa. E l’anno dopo a soli 17 anni il figlio di Previti è inserito nella lista Champions della Lazio, come terzo portiere. Se di Umberto si perdono le tracce, la telefonata esemplifica i rapporti di Lotito con certa politica e imprenditoria romana: da Andreotti a Previti, fino al matrimonio con Cristina Mezzaroma, figlia del noto costruttore.

lotito e conte lotito e conte

 

La scalata di Lotito, titolare di un’impresa di pulizie, è irresistibile. Da quella famosa foto dell’imprenditore con la pistola arrestato nel 1992, fino all’acquisto della Lazio, avvenuto nel 2004 e ammortato l’anno successivo grazie alla legge ad personam che gli consente di spalmare 157 milioni di debiti con il fisco in 23 anni.

 

In mezzo, sempre la politica. “Lotito è uomo per tutte le stagioni – racconta Guido Paglia, ex responsabile comunicazione Ciro e Lazio –, dalla fondamentale amicizia con Di Stefano (ex Ccd, Udc e ora Pd), alle commesse per le sue imprese di pulizia ottenute alla Regione Lazio con Storace”.

 

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Da destra a sinistra – “spregiudicato politicamente”, lo definisce Paglia – Lotito acquista la Salernitana con l’avvallo del sindaco De Luca (Pd), grande cerimoniere nel 2011 del suo insediamento. Ma poi nel 2013 per l’agognato salto in politica, sempre a Salerno cerca un seggio al Senato nel Pdl, tramite gli uffici del cugino della moglie, sposato con la Carfagna.

 

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   E poi di nuovo a sinistra se, come scrive Dagospia, c’è il suo zampino in accordo col deputato Boccia (Pd) dietro la cordata che ha acquistato il Bari. “Perché il salto in politica – racconta Paglia – è la sua ossessione, e il calcio è il mezzo. Per questo si è buttato nel pallone, e da subito si è interessato a Tavecchio e ai Dilettanti. Perché lì c’è la base per un possibile consenso elettorale” .

 

E così tra una lieve squalifica per Calciopoli, le inchieste per bancarotta a Salerno e la recente condanna in via definitiva per omessa alienazione di partecipazioni societarie al momento dell’acquisto della Lazio (prescritto l’aggiotaggio), l’inarrestabile scalata del “re degli appalti” rischia ora di infrangersi a causa della telefonata a Iodice. Dieci anni dopo quella con Previti.

 

   “L’audio rubato? Voglio tutelarmi in ogni sede”

 

   La grande stampa sembra infatti avere improvvisamente scoperto il potere di Infront, l’advisor per i diritti tv che controlla il calcio, e quello del consigliere federale e multi-propietario, che di Infront è uomo di fiducia avendo orchestrato la rielezione in Lega di Beretta (quello che “conta zero”, perché lo controlla lui).

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Per questo Lotito non ci sta, e attacca duramente: “Ho dato mandato ai miei legali di tutelare la mia persona e la mia posizione istituzionale in sede giudiziaria, sia penale che civile, intendendo così reagire a una manovra subdola ed accertare la responsabilità del signor Iodice e di tutti coloro che hanno utilizzato, o diffuso, un colloquio telefonico abusivamente registrato”.

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   Se la Procura federale decidesse infatti d’aprire un fascicolo, Lotito rischierebbe la decadenza immediata da tutti i ruoli federali: e addio trampolino di lancio per la politica.

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