lotito artefatti

LOTITO? NON DIMENTICATE DI TIRARE LO SCIACQUONE! - DOTTO E MERLO SI APPLICANO ALLA FENOMENOLOGIA DEL PALLONARO DE’ NOANTRI, DALLA PIPPA ALLA TRIPPA – “IO SO’ SINESTETICO”, “EST MODUS IN SCIARADIS”, “IO SO’ UN PATRÒN NON UN COGLIÒN”

1. APPELLO PER LA SALUTE DEL CALCIO (E SOPRATTUTTO LA NOSTRA)

lotito toto quirinalelotito toto quirinale

Giancarlo Dotto per Dagospia

 

Amici sparsi e scriventi. Brillanti ingegni. Ovunque voi siate. Non spremete le vostre preziose sacche dell’intelletto, i borsoni pirotecnici della satira, il pozzo inesauribile delle citazioni. Non c’è bisogno. Evitate di lambiccarvi con inutili, dettagliate e impeccabili ricostruzioni, puntualmente inabissabili nell’infinito chiacchiericcio della stampa mondana e, comunque, nell’animalesco incalzare del motore che tutto trita e sbiadisce. Che le vostre autorevoli firme si sciolgano in una invettiva anonima e corale in forma di orazione.

lotito ovunque 2lotito ovunque 2

 

Lotito 
Pallotta 
Lotito Pallotta

Per liquidare la puzzolente vicenda del calcio italiano di oggi basta dedicarsi a una preghiera rovescia. Fissate intensamente una parete bianca a occhi chiusi (si può) e ripetete a voce alta, mormorate, come fosse una giaculatoria, meglio se a digiuno, possibilmente inchiodando i volti a quella parete, uno a uno: “Lotito, Tavecchio, Galliani, Preziosi, Macalli (non so se ha un volto), Ferrero, Ferrero a Sanremo”.

lotito ovunque 13lotito ovunque 13

 

Qualcuno mi sfugge, aggiungetelo voi, ma già così il tasso d’orrore annienterebbe il Marlon Brando della caverna di Apocalypse Now. Ripetere questi nomi a loop, per almeno mezz’ora, registrare e diffondere l’audio, dai vostri canali, a tutto il pianeta. L’effetto sarà quella pornografia smaccata, brutale, definitiva, vanamente ricercata con le rigogliose architetture del logos.

lotito e ferrerolotito e ferrero

Non dimenticate, alla fine, di tirare lo sciacquone. Senza voltarvi.

 

 

2. DA MACCHIETTA A MACCHIA

Francesco Merlo per Repubblica.it

 

Neppure Luciano Moggi era stato beccato in modo così plateale a truccare i campionati di A e di B, persino opponendosi alla promozione che il Carpi sta conquistando sul campo.

lotito ovunque 3lotito ovunque 3

Claudio Lotito, che sembrava solo una macchietta, è invece una macchia da ripulire, un padrino del calcio italiano che truffa, manipola, ricatta per «dare una mission alle leghe, con il sistema mio».

 

lotito ovunque 5lotito ovunque 5

Perciò ordina di tenere lontani dalla A i club piccoli perché «se ce stanno Latina Frosinone e Carpi chi cazzo li compra i diritti»? E «se me porti tre squadre che non valgono un cazzo, tra due o tre anni nun ci avemo più na lira».

 

Ora tocca al governo dello Sport, vale a dire al sottosegretario Graziano Delrio intervenire sul pavido presidente del Coni Giovanni Malagò e costringere Lotito alle dimissioni per incompatibilità con le leggi e con l’etica dello Sport. Da solo infatti Malagò non ce la fa: ieri sera ha speso più parole a difenderlo che a censurarlo.

 

Di sicuro a espellerlo dalla Federazione non sarà il suo presidente Carlo Tavecchio che si è esibito in uno slalom doroteo che lo stesso Lotito in serata, da spavaldo impunito, ha commentato così: «casta vixit». E poi, traducendo dal latinorum al romanesco: «è l’ometto mio».

 

A sua volta Lotito è da sempre l’uomo di mano di Galliani, del Milan, e di Preziosi, del Genoa, che fu l’unico presidente di calciopoli ad essere beccato con una valigetta piena di soldi. Dei tre, che fanno allegra combriccola a Forte dei Marmi, lo stesso Galliani ha detto: «Siamo un tris di spiritosi umoristi».

 

Ma nella registrazione che abbiamo mandato in rete su Repubblica.it Lotito non parla più come lo spiritoso cafone che arrivando al Tg3 salutò le signore dicendo «pace e pene» e fu subito buttato fuori. Qui invece dice: «Quando uno ha bisogno di soldi va da un amico, e un amico pesa» che è il linguaggio del sopracciò, del distributore di denaro e di amicizia, vale a dire del potere. E infatti Lotito, dispensando la grazia a Macalli, ha deciso di confermarlo presidente dei semi prof. perché «s’è messo a piagne e ha detto: non m’ho potete fa, me dovete aiutà, è da 35 anni che ce conosciamo». E «l’amicizia pesa».

CRISTINA MEZZAROMA LOTITO CRISTINA MEZZAROMA LOTITO

 

Insomma il presidente della Lazio è una specie di Sindaco del Rione Sanità di Eduardo, quel «pezzo d’uomo che teneva il quartiere in ordine, componeva le vertenze, mangiava il naso ai nemici» e che ha ispirato Francis Ford Coppola per don Vito Corleone. Come il don Antonio di Eduardo, «che rendeva il mondo meno rotondo e più quadrato», e come Marlon Brando, Lotito si vanta di non volere incarichi, non ambisce ad esibire il potere formale: «Vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non mi interessa …».

CLAUDIO LOTITO A CASA DI ANDREA MESCHINI FOTO DI ROSALBA LUPO CLAUDIO LOTITO A CASA DI ANDREA MESCHINI FOTO DI ROSALBA LUPO

 

Lui è solo «un inventore» e dunque «fammece pensà, possiamo fare un’anticipazione di cassa sui progetti della fondazione». Perché? «Perché decido io». I presidenti infatti non contano nulla, come il suo fidatissimo Tavecchio e come Maurizio Beretta che è liquidato così: «Zero!».

 

CLAUDIO LOTITO ALFONSO PAPA CLAUDIO LOTITO ALFONSO PAPA

Dunque ora tutti sappiamo che c’è sempre stato un progetto furfantesco dietro la comicità di Lotito, di cui abbiamo colpevolmente troppo riso perché è servita al giornalismo spettacolo, dal Processo del lunedì alla Domenica Sportiva e Stadio Sprint… sino alla prosa colta degli intellettuali raffinati che si compiacciono nell’esegesi del plebeismo quasi fosse l’essenza popolare del calcio, un po’ come Machiavelli che amava giocare a carte nelle bettole.

CLAUDIO LOTITO E FIDEL MBANGA BAUMA CLAUDIO LOTITO E FIDEL MBANGA BAUMA

 

Per anni hanno riso dei sei telefoni che a volte gli suonano tutti insieme nelle tasche dove tiene rotoloni di contanti. E ci sono i collezionisti della sue frasi strampalate, da «le diastole non sono dialisi » a «prendere le vacche per le zinne e i tori per le palle». Per non parlare delle sue mille insolenze, come quella riservata al dirigente della Juve Marotta, che è un po’ strabico: «Lasciatelo sta’, quello con un occhio gioca al biliardo, e con l’altro segna i punti ».

 

CLAUDIO LOTITO E MARA CARFAGNA CLAUDIO LOTITO E MARA CARFAGNA

Ebbene a quel Lotito gradasso che sognando di scendere in politica diceva «fateme lavora’ pe’ la polis» e «l’Italia ha bisogno di un governo con dieci Lotito» e «io in politica sarò meglio de Della Valle perché a Cortina ci ho la casa più grande della sua», insomma al vecchio Lotito del folclore è per sempre subentrato il mariuolo: «In Lega di A ho 17-18 voti » e «ho messo Pozzo in Consiglio federale» e «il rapporto personale ha un peso».

 

CRISTINA MEZZAROMA SORELLA DI MARCO HA SPOSATO CLAUDIO LOTITO CRISTINA MEZZAROMA SORELLA DI MARCO HA SPOSATO CLAUDIO LOTITO

Solo nella Figc questo lessico non è messo ai margini. Altrove è tenuto a bada ora dalla buona educazione ora dalla forza pubblica. Nel calcio è il linguaggio del potere, anzi dello strapotere di Lotito: «Ho detto ad Abodi: Andrea se mi porti squadre che non valgono un cazzo …» Al di là del calcio, Lotito è la controprova del drammatico destino che impedisce a Roma di avere un’imprenditoria normale. Solo pittoreschi palazzinari, furbetti der quartierino, ospedalieri arricchiti in corsia come evoluzione dell’industria del caro estinto.

 

SIGNORA LOTITO SIGNORA LOTITO

Sposato con Cristina Mezzaroma, Lotito è imparentato con una delle più ricche famiglie di costruttori che un po’ lo subisce e un po’ lo promuove: lo manda avanti per vedere di nascosto l’effetto che fa. Alla giunta Veltroni, per esempio, Lotito presentò un progetto per una mega cittadella della Lazio sui terreni di famiglia nella via Tiberina: lo Stadio delle Aquile, una giungla di palazzoni, persino un campo d’atterraggio. Veltroni gli disse: «Lotito, guarda che Roma è già stata costruita».

 

E però le sue imprese di pulizia e di vigilanza, che molto devono alla Regione e alla Provincia dei tempi di Storace e della Polverini, sono arrivate sino all’aeroporto di Mal- pensa. Anche nella gestione della squadra è riuscito a spalmare il debito, si è giocato calciatori a biliardino con gli sceicchi arabi ma per i suoi modi aggressivi e verbosi è uno dei pochissimi casi di presidente odiato dai tifosi.

lotitolotito

 

LOTITO E PALLOTTA CON LE MAGLIETTE PER PAPA FRANCESCO LOTITO E PALLOTTA CON LE MAGLIETTE PER PAPA FRANCESCO

E trascina i cronisti sportivi a mangiare da Assunta Madre: «paghi te però» Il ristorante è quello dove Dell’Utri fu intercettato dall’antimafia: in una scenografia nera e in un eccesso di bollicine e di vassoi di pesce, tutti sembrano comparse del film Terapia e pallottole . Lotito mangia il prosciutto con le mani, rimane a tavola almeno quattro ore, in lui ci sono la posa, il codice, il posizionamento e quella schiuma di arraffo sui beni primari che ovviamente non è uno stile ma solo un umore degli imprenditori romani: la lingua greve, la camminata sguaiata, i suoi cappotti neri svolazzanti, i bottoni che saltano sopra la cintura e tutto quel farneticare di Kant, le citazioni di Manzoni che «ispira la poetica della Lazio» e poi Pascoli e la Gazzetta dello Sport , e Renzi che «se deve mette a legge’ la pioggia nel pineto», e « mo’ ce vuole ‘na scossa, io so’ la scossa» e « l’umanità o è ‘psichiatrica o è chimica».

LOTITO artefattiLOTITO artefatti

 

lotito e conte lotito e conte

Anche la villa sull’Appia antica è degrado di ricchezza: statue, capitelli, camini di marmo, una grande aquila di legno, un’immensa scrivania sulla quale poggia i piedi e dice «io so’ laureato in pedagogia con 110 e lode», «io dormo tre ore a notte», «io so’ autorevole ». Ecco, se non fosse stato registrato e smascherato da Pino Iodice, direttore generale dell’Ischia Isola verde chissà con quanto fumo da macchietta ci avrebbe ancora storditi, con quanto altro non sense e latinorum, «io so’ sinestetico», «est modus in sciaradis», «io so’ un patròn non un cogliòn». Nel film C’eravamo tanto amati l’Aldo Fabrizi/Claudio Lotito resterà solo e disperato nell’immensa pacchianeria della sua villa a consumare l’ultima trippa.

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?