ramaccioni

IL MIO MILAN CON I BAFFI – SILVANO RAMACCIONI, STORICO TEAM MANAGER DELL’ERA BERLUSCONI, COMPIE 80 ANNI – “SONO L’UNICO DIRIGENTE IMBATTUTO IN 2 CAMPIONATI. ECCO QUALI” – "IL RICORDO PIU’ BELLO? LA VITTORIA A ATENE CONTRO IL BARCELLONA" – LA SCARAMANZIA DI CAPELLO - "L’ESONERO DI ALLEGRI E LA CESSIONE DI PIRLO SONO STATI L’INIZIO DELLA FINE" – E POI SACCHI, GALLIANI E IL CAV: “MI DISSE CHE SENZA BAFFI SAREI RINGIOVANITO MA...”

Alberto Cerruti per la Gazzetta dello Sport

ramaccioni castagner

 

I baffi sono meno scuri, ma lo spirito è lo stesso di quel 13 maggio 1982, quando la Gazzetta titolò: «Farina soffia Ramaccioni al Perugia». Da allora Silvano Ramaccioni è rimasto 32 anni sulla panchina del Milan, vincendo cinque Champions, ma anche adesso preferisce tagliare il traguardo numero 80 invece dei baffi, come voleva Berlusconi.

 

«Il presidente mi disse che senza sarei ringiovanito, ma mi lasciò libero di tenerli. Gli sono grato per questo e perché inventò per me il termine "team manager", facendomi fare il d.s. a contatto con la squadra, negli spogliatoi e in panchina.

ramaccioni capello

E sulla panchina sono rimasto con tutti gli allenatori, da Castagner a Brocchi. Poi con Barbara Berlusconi è finito tutto e ci sono rimasto male, anche se per tre anni ho fatto il dirigente addetto all' arbitro nelle partite in casa».

 

Primo team manager e anche primo dirigente imbattuto al Perugia: che cosa ricorda di quella esperienza?

«Anche lì ho avuto un grande presidente, D' Attoma, poi ho scoperto Castagner, con cui abbiamo chiuso il campionato senza sconfitte nel 1979. Impresa ripetuta con il Milan di Capello, così sono l' unico dirigente imbattuto in due campionati».

 

Qual è il ricordo più bello con il Milan?

ramaccioni paolo berlusconi

«Sono tifoso del Milan da sempre e quindi sono stato doppiamente fortunato a vivere tanti successi. Se devo sceglierne uno, dico la Champions del 1994, del 4-0 al Barcellona. Loro avevano già prenotato la sala per festeggiare, ma noi avevamo una carica incredibile. Prima della partita Desailly aveva una carta velina sul palmo della mano, che si accartocciò da sola per la tensione. Fu il capolavoro di Capello, re della scaramanzia. Un giorno, a Pechino, persi la penna d' oro con cui avevo scritto le formazioni dei tre campionati vinti e lui si arrabbiò tantissimo perché, malgrado la mia ricerca con Galbiati, Balestra e Negrisolo, non la ritrovai. Guarda caso nel campionato successivo non vincemmo più».

 

Il miglior allenatore avuto?

ramaccioni sacchi carmignani

«Prima voglio ricordare con affetto il dottor Monti, amico leale che ha fatto la fortuna del Milan. Vicino a lui ho apprezzato Liedholm che ha lasciato una grande difesa, Sacchi che ha insegnato a giocare in trasferta come in casa, Capello che ha ottenuto il massimo da tutti.

 

Ma ricordo anche Zaccheroni che vinse lo scudetto al primo colpo e Tabarez, ottimo allenatore che non meritava di andar via. Stesso discorso per Allegri.

Il suo esonero e la cessione di Pirlo sono stati l' inizio della fine».

 

Se l' aspettava un simile declino?

«Lo temevo e infatti, quando incominciarono le trattative per la cessione, scrissi a Galliani dicendogli che avrei preferito la B con proprietà italiana, piuttosto che una Champions coi cinesi. Galliani, però, mi rispose che il presidente era stanco».

 

Cosa pensa del Milan di oggi?

ramaccioni leonardo tassotti

«Prima avrei scommesso sul quarto posto. Ora è più difficile, ma spero ancora e il fatto di non giocare più in Europa può essere un vantaggio».

 

Le piace Gattuso?

«Gli voglio bene, ma mi spavento quando vedo la sua faccia perché ho l' impressione che viva con troppa preoccupazione il suo ruolo».

 

Che cosa pensa del caso Higuain?

«Il peggio che potesse accadere adesso. Se è nato da Higuain, vuol dire che non era maturo per il Milan, ma in ogni caso sono d' accordo con Leonardo».

 

Come vive il calcio da spettatore?

berlusconi galliani

«Lo vedo poco. Ringrazio Leonardo e Maldini, perché mi hanno dato due tessere per la tribuna che mi erano state tolte. A S.Siro, però, sono andato soltanto per Milan-Roma e all' intervallo sono uscito. Dopo 50 anni in panchina non riuscivo a guardare la partita dall' alto».

Quindi soltanto tv

«La tv la lascio a mia moglie. Mi aggiorno sulla Gazzetta che mi aveva fatto scoprire il calcio da bambino».

 

Quindi non vedrà nemmeno Juventus-Milan?

ramaccioni 1

«No, ma mando un grande "in bocca al lupo" a Gattuso. In fondo basterebbe vincere ai rigori come l' ultima volta, anche se la gara più importante sarà a Genova in campionato».

 

Troppo forte questa Juve?

«Sì, perché quando va in vantaggio non la riprende nessuno, come il Milan di Capello. Quel Milan, però, e anche quello di Sacchi erano molto più forti di questa Juve, con giocatori migliori». Con chi festeggerà i primi 80 anni?

«Con il clan Ramaccioni al completo: moglie, due figli, una nipotina e mio fratello gemello, Tommaso, sempre rimasto fuori dal calcio, anche se ne capiva più di me».

 

ramaccioni 2berlusconi gallianiBERLUSCONI GALLIANIsilvio berlusconi adriano galliani allo stadiogalliani berlusconiANCELOTTI BERLUSCONI GALLIANIberlusconi galliani allo stadio con urbano cairo in fondo paolo berlusconi capello galliani

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?