LE PARTITE NON FINISCONO MAI - DALLA RETE SCUDETTO DI CUCCUREDDU ALLA BEFFA DI BERUZUTSKI ALLA ROMA ADDORMENTATA, IL GOL ALL’ULTIMO MINUTO È UN CLASSICO DEL CALCIO (E DELLA CHAMPIONS)

Malcom Pagani per “il Fatto Quotidiano

 

Berezutski Berezutski

In trincea, con i nemici intenti a infiltrarsi tra le linee, il tempo passa lentamente e ogni tanto, come in una vecchia opera di Konchalovski, si insinua nelle pause e stravolge il quadro a 30 secondi dalla fine. Erano tutti in piedi, a Mosca, i romanisti.

 

Con l’occhio sull’orologio e il fiato in gola, nella speranza che un Berezutski qualunque non decidesse di cambiare il corso della storia disegnando un film in cui a ibernare la gloria era il rimpianto. È accaduto invece che un cross sghembo terminasse nella rete di De Sanctis e che l’illusione evaporata nel gelo si trasformasse in ulteriore sofferenza, recriminazione a posteriori, paura.

   

La caduta delle aspettative all’ultimo istante è un classico del calcio. E la zona Cesarini, figlia di Renato, pluriscudettato campione marchigiano della Juve poi emigrato da gaucho in Argentina, un momento temuto da almeno otto decenni. Fu infatti al novantesimo minuto che Cesarini piegò gli ungheresi al Filadelfia di Torino nel dicembre del 1931 e da allora, il ribaltamento di prospettiva tra vincitori e vinti coincide con il suo nome. Di gol decisivi segnati nel suo regno, il finale di partita , tra campionati e Coppe se ne son visti tanti.

 

Sheringham Sheringham

Reti gonfiate da portieri volanti come Rampulla e Amelia, spuntati come angeli nell’area avversaria a un passo dal fischio conclusivo e gol di attaccanti che da novelli Lazzaro, si alzano dalla panchina, corrono in aiuto dei propri compagni e per miracolo, conquistano la copertina.

  

 MAESTRO del genere, nel crepuscolo della carriera, José Altafini . Epigoni contemporanei, i suoi figli più o meno legittimi. Più di quarant’anni fa, ad accendere il campionato incendiando l’ultima curva fu Antonello Cuccureddu da Alghero. La sua Juventus era arrivata a congedarsi dal torneo 1972-73 in una situazione disperata.

 

Nella corsa a tre con Milan e Lazio, a dover esultare, sulla carta, era la strafavorita formazione di Nereo Rocco, impegnata il 20 maggio ad arginare l’estro di Gianfranco Zigoni in quel di Verona. Quel giorno l’eroe per caso Luppi e ‘Zigo’ portarono a spasso i difensori come l’originale fantasista del Verona era solito fare con le galline. Messi al guinzaglio dai veronesi i sogni in rossonero, ci fu spazio e ribalta per quelli del casato Agnelli. Cuccureddu segnò a un giro di lancette dalla fine, la Lazio perse a Napoli e la Juve trionfò contro ogni previsione sulle macerie milaniste crollate in una Verona da allora fatale.

Dino Zoff e moglie Dino Zoff e moglie

 

Nel 1999, invece, il teatro della sorpresa inattesa, fu il Camp Nou di Barcellona. Il Bayern Monaco conduceva le danze con il Manchester United al termine di una gara ampiamente dominata, quando il diabolico Alex Ferguson si spogliò dell’appellativo di Sir per diventare Sire. I suoi sudditi, Sheringham e Solskjær segnarono due volte in pochissimi minuti e diedero il via a una festa infinita tra i pianti a dirotto dei tedeschi. Un anno dopo, la finale dell’Europeo a Rotterdam il 2 luglio 2000. L’Italia ha in tasca il titolo, ma Wiltord segna al 94’. Ai supplementari sarà trionfo francese .

 

Zoff coppa del mondo Zoff coppa del mondo

Altre lacrime, quelle versate dagli interisti di ogni età il 5 maggio 2002. La squadra presieduta da Moratti e guidata da Hector Cuper scese all’Olimpico convinta di ridurre a miti pretese le pallide ambizioni della Lazio e venne risvegliata bruscamente da Karel Poborsky, ceco che quel giorno seppe vedere e leggere meglio degli altri i tremori di Ronaldo e compagni. In coincidenza del traguardo, ha detto Fabio Capello, ai protagonisti del pallone capita di cadere vittime della maledizione del tennista.

   

Il braccino, la confusione, il timore di vincere può tramutarsi in sconfitta improvvisa. Accadde alla Roma di Eriksson, superata dal derelitto e già retrocesso Lecce di Fascetti in una disgraziata giornata del 1986 (dal clima da festa annunciata alla tragedia sportiva e vincere fu la Juventus), al Milan di Ancelotti a Istanbul davanti alle rosse furie del Liverpool di Rafa Benitez (da 0-3 a 4-3) e tutte le altre volte che per dirla con il Trap, a undici ragazzi ansiosi venga la tentazione di considerare catturato un gatto che nel sacco non c’è. Non sempre all’errore dell’ultimo istante corrisponde il dogma dell’irreversibilità.

ALTAFINIALTAFINI

   

Lo sanno bene i tifosi del Torino, convinti che l’agognato ritorno in Europa a distanza di vent’anni si fosse infranto sulle mani dell’allora portiere di riserva della Fiorentina, Antonio Rosati. Alessio Cerci (ora a Madrid, chissà per quanto ancora) andò sul dischetto al minuto novanta dell’ultima giornata. Sul due a due. Realizzare il calcio di rigore avrebbe significato vincere e dire addio con l’armatura del vincitore. Cerci si avvicinò guardando in basso, come se nella sfera disegnata a 11 metri dalla porta, cercasse risposte che solo un tiro convincente avrebbe potuto dargli.

   

SBAGLIÒ e come da copione, si disperò. Di ristabilire l’ingiustizia e riavvolgere il nastro, si incaricò il destino. I mancati pagamenti Irpef del Parma di Ghirardi riscrissero la classifica e in qualche modo, anche la storia minima di un flop annunciato. Oggi il Torino guarda il terzultimo posto con terrore e il Parma, travolto dai guai finanziari, ha già un piede e mezzo in Serie B. Sarebbe stato forse meglio se in quella corsa a due, al traguardo, non fosse arrivato nessuno.

 

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO