C’E’ UN MARZIANO IN RUSSIA: SI CHIAMA CRISTIANO RONALDO – IL PORTOGALLO E’ SOLO CR7: MAROCCO A CASA - IL FUORICLASSE DEL REAL FA ANCHE L’ALLENATORE E A FINE PRIMO TEMPO ESPRIME IL SUO DISAPPUNTO AL C.T. FERNANDO SANTOS – L’IRONIA DEL WEB SU "RON…ALDO BAGLIO": IL GOL DI CR7 RICORDA UNA SCENA CULT DEL FILM “TRE UOMINI E UNA GAMBA” – VIDEO

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Valerio Clari per www.gazzetta.it

 

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Fa due cose, Ronaldo, che riassumono il match. Esulta, dopo il quarto gol. E a fine primo tempo non aspetta di essere nemmeno nel tunnel per esprimere il suo disappunto al c.t. Fernando Santos. Ha ragione in entrambe: il Portogallo vince, va a 4 e può far festa. Però non fa granché per piacere, convince poco, mostra passi indietro rispetto alla partita con la Spagna.

 

I campioni d’Europa per ora sono a traino del loro numero 7: Bernardo Silva, designato secondo violino, non si innesca, Guedes corre e basta, Joao Mario non è lontano da quello visto a Milano. I centrali, stagionati, a volte barcollano ma restano sempre in piedi: Pepe e Fonte, due filibustieri. Il Marocco invece alla fine fa una cosa sola: piange. È eliminato dal Mondiale, verdetto che non concede attenuanti e che è oggettivamente severo dopo due gare in cui non raccoglie nulla, avendo però seminato discretamente.

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MOSTRO RONALDO — Quattro per quattro: 4 minuti per segnare il gol numero 4 di questo Mondiale, superando in due partite il bottino messo insieme nei precedenti tre tornei iridati (3 gol) e arrivando a 85 in Nazionale: superato Puskas, 84 con l’Ungheria, davanti resta solo Ali Daei, 109 con l’Iran. Cristiano Ronaldo non ha nessuna intenzione di fermarsi: avevamo il gol su rigore, quello su punizione, quello su azione. Mancava il colpo di testa: serviti.

 

Primo corner della partita, battuto corto: Moutinho la mette in mezzo, Cristiano si libera di Da Costa e in tuffo infila El Kajoui. Segue consueto salto di festeggiamento: dopo altri 5’ potrebbe già fare doppietta, a inizio ripresa sbaglia un tiro "open". Due punizioni finiscono sulla barriera, un paio di volte finisce a terra in area. Per oggi basta il "golletto", comunque.

 

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CIAO MAROCCO — Cinque minuti: il Mondiale del Marocco scivola via in questo lasso di tempo. L’ultimo minuto contro l’Iran, i primi 4 del Portogallo: se esiste una coppa dei rimpianti, è sua. Perché la squadra di Renard gioca. Ha individualità sia da centrocampo in su, dove Belhanda e Ziyech dialogano e affondano, sia in fascia dove Noureddine Amrabat ha pile inesauribili (il caschetto protettivo invece dura 17’, poi se lo leva). E anche dietro non c’è solo Benatia, ma anche Hakimi.

 

Se nel primo tempo pur attaccando di più rischia di finire sotto 2-0 (salva El Kajoui su Guedes), nella ripresa i marocchini mettono insieme una serie di occasioni. Rui Patricio aumenta i rimpianti del Napoli (è passato al Wolverhampton) con almeno due parate decisive. Sui calci piazzati Benatia la prende sempre, ma non trova mai la porta. Manca sicuramente concretezza, ma anche fortuna. E al Mondiale serve. Quasi quanto avere Ronaldo.

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