alessandro moggi

TANTO RUMORE PER NULLA? RICORDATE LA MAXI INCHIESTA DI NAPOLI PER EVASIONE FISCALE CONTRO MEZZA SERIE A, CAMPIONI E PROCURATORI? LA BOLLA SI STA SGONFIANDO TRANNE CHE PER MOGGI JUNIOR E PER NOCERINO - SECONDO I LEGALI L’INCHIESTA È DESTINATA A NAUFRAGARE IN POCHI MESI

LAVEZZILAVEZZI

(ANSA) Il Tribunale del Riesame di Napoli (presidente Francesco Taurisano) ha annullato l'ordinanza di sequestro dei beni nei confronti dell'ex direttore sportivo della Juventus Alessio Secco che era stata disposta il 26 gennaio scorso nell'ambito dell'inchiesta su presunte evasioni fiscali nella quale sono indagati calciatori, procuratori sportivi e dirigenti di varie società.

 

Alessandro Moggi Alessandro Moggi

Il tribunale ha accolto le richieste degli avvocati Michele Briamonte e Nicola Menardo, dello studio Grande Stevens. «La decisione del Tribunale del Riesame - ha commentato l'avvocato Menardo - certifica la piena legittimità dell'operato del dottor Secco e la manifesta infondatezza delle accuse formulate dalla procura di Napoli nei confronti degli ex dirigenti della Juventus. Gli argomenti difensivi di merito che abbiamo visto accolti dal Tribunale del Riesame fanno ben sperare per la riconduzione dell'intera indagine a una dimensione più consona".

 

2 - INCHIESTA LAVEZZI: LO STRANO CASO DI MOGGI JUNIOR

Francesco Ceniti per “La Gazzetta dello Sport”

 

Cosa resterà dell’inchiesta su evasione fiscale e false fatture emersa con clamore un mese fa dopo i sequestri milionari operati dalla Finanza contro società, giocatori e procuratori? I primi segnali sono eloquenti e portano la firma del Tribunale del Riesame: le tesi dell’accusa (portata avanti dai pm napoletani Stefano Capuano, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone) sulla triangolazione proibita tra club, manager e calciatori che avrebbe portato danni evidenti all’erario, perde i pezzi.

Luciano e Alessandro MoggiLuciano e Alessandro Moggi

 

E sono pezzi importanti: i giudici chiamati a valutare la congruità dei sequestri sui beni dei 64 indagati (circa 12 milioni di euro), si sono quasi sempre «schierati» dalla parte del ricorrente. Le indagini erano partite dopo un’intercettazione di Ezequiel Lavezzi col suo manager.

 

La frase su un conto da aprire in Svizzera per il compagno Chavez, aveva innescato gli accertamenti sui contratti stipulati dal 2009 e il 2013. Gli inquirenti avevano così motivato l’iscrizione nel registro degli indagati: «i procuratori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dalle stesse persone».

 

nocerinonocerino

Un mese dopo le cose sono cambiate: Lavezzi e il suo agente (Alejandro Mazzoni) hanno avuto dissequestrati dal Riesame quasi 400 mila euro. Analoga «vittoria» è arrivata per Roberto Zanzi e Alessio Secco, con l’avvocato Menardo che ha commentato: «dimostrata la manifesta infondatezza delle accuse formulate dalla Procura».

 

L’effetto domino sembra lo scenario più probabile. C’è un’eccezione. La stessa sezione del tribunale napoletano non ha accolto il ricorso di Alessandro Moggi e Antonio Nocerino. Al procuratore sono stati sequestrati beni per oltre 1 milione e 100 mila euro. La cosa strana è una: durante il dibattimento Nocerino ha prodotto la fattura del pagamento effettuato in favore di Moggi. Ma questo non è bastato per convincere i giudici.

 

Jean Claude Blanc e Alessio SeccoJean Claude Blanc e Alessio SeccoCristian ChavezCristian Chavez

Bisognerà attendere le motivazioni per capire che cosa li ha spinti a confermare il sequestro, ma certo l’incongruenza balza agli occhi. C’è da aggiungere che molti indagati non hanno fatto opposizione: preferiscono aspettare gli eventi anche perché secondo alcuni legali l’inchiesta è destinata a naufragare in pochi mesi. Il calcio circondato dalle Procure sembra non temere le indagini sui contratti, anche perché tutto nasce dalla imposizione Figc sul doppio modulo (rosso e blu) da far firmare agli agenti. Insomma, che cosa resterà dell’inchiesta napoletana? Per ora un gran polverone e poco altro.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...